La presente "mappa" di possibili indicatori di sviluppo ha lo scopo di sottolineare, sia sul piano evolutivo che su quello educativo, da un lato l'importanza del primo e del secondo anno di vita, dall’altro il passaggio fra il nido e la scuola dell’infanzia:
- nella prima direzione al fine di evitare la proiezione in avanti e di valorizzare esclusivamente il bambino «grande» del nido;
- nella seconda direzione per sottolineare l'importanza del momento di passaggio fra le due istituzioni ed invitare gli educatori a ragionare su di esso secondo criteri scelti di comune accordo.
La «mappa» rappresenta una sorta di «punto di sosta» per invitare a riflettere sempre più approfonditamente sul profondo legame che esiste tra l'evoluzione dei bambini e la qualità del modello pedagogico e delle pratiche educative delle istituzioni per l'infanzia.
La mappa è scandita in annualità:
- primo anno di vita
- secondo anno di vita
- terzo e quarto anno di vita
- Quinto e sesto anno di vita
Il primo anno di vita
Esempi di indicatori di "comportamenti" cognitivi
- Rivolge il suo interesse al proprio corpo, ai propri movimenti e ai risultati delle proprie azioni.
- Esprime il suo interesse per gli oggetti tramite lo sguardo, il tentativo di avvicinamento, l'esplorazione tattile.
- Elabora informazioni a partire dalla percezione e dall'azione.
- Utilizza i dati percettivi e funzionali per riconoscere e distinguere oggetti e persone.
- Fa delle scelte tra oggetti e persone in base alle caratteristiche distintive individuate.
- Inizia ad esplorare tramite la percezione e l'azione eventi collegati fra loro (ad esempio sperimenta sue ipotesi su causa/effetto).
- Comprende il carattere intenzionale della comunicazione, impara cioè ad usare certi segnali come finalizzati alla produzione di certi effetti contingenti.
Esempi di indicatori di "comportamenti" interattivi
- Manifesta i primi sentimenti elementari legati alle modalità e ai risultati della sua attività.
- Partecipa alle routine comunicative gestite dall'adulto.
- Si appropria della struttura delle routine e le gestisce autonomamente, arricchendole e variandole sempre di più.
- Esprime intenzionalmente all'adulto le sue conoscenze sugli oggetti tramite lo sguardo, la lallazione, l'indicazione.
- Attua differenti comportamenti non verbali di evitamento o di attaccamento nei riguardi delle diverse persone, familiari e non familiari, con cui viene a contatto.
- Fa richieste non verbali di attenzione e di azione.
- È capace di condividere azioni e atti di attenzione con l'interlocutore adulto instaurando interazioni di tipo speculare.
Il secondo anno di vita
Esempi di indicatori di "comportamenti" cognitivi
- Inizia ad esplorare l'ambiente spostandosi in esso, e attuando un maggior controllo sull'ambiente stesso tramite la propria iniziativa.
- Identifica tramite l'azione le proprietà definitorie degli oggetti e li riconosce in seguito anche senza agire direttamente su di essi.
- Organizza le informazioni su oggetti, eventi e persone in concetti e funzioni semantiche che in seguito egli è in grado di esprimere verbalmente.
- Condivide informazioni con i suoi interlocutori.
- Attua strategie comportamentali complesse per raggiungere determinati scopi immediati, manifestando una prima capacità di previsione.
Esempi di indicatori di "comportamenti" interattivi
- L'affettività continua a concentrarsi sul sé, sul proprio corpo, e sulle proprie azioni, ma il bambino esprime inoltre il bisogno di ottenere una risposta da parte dell'interlocutore.
- Manifesta una prima consapevolezza dell'esistenza di un punto di vista diverso dal suo: è capace di offrire conferme all'interlocutore sul piano della comprensione e di aiutarlo ad individuare il tema del proprio messaggio utilizzando prevalentemente la comunicazione non verbale.
- Esprime l'intenzionalità di entrare in relazione con altri bambini anche attraverso comportamenti «aggressivi».
- Pur condividendo azioni di gioco ed atti di attenzione con interlocutori anche coetanei, privilegia ancora il gioco individuale.
Il terzo e il quarto anno di vita
Esempi di indicatori di "comportamenti" cognitivi
- Scopre e riconosce relazioni di somiglianza e differenza e contrasto esplicitandole anche a livello linguistico.
- Costruisce nuove conoscenze sulla base del linguaggio degli altri, bambini e adulti, e ciò relativamente all'ambiente fisico e sociale e al linguaggio stesso; utilizza quindi modalità conoscitive mediate, non più solo connesse all'azione e alla percezione.
- Diventa gradualmente capace di utilizzare segni (linguistici e non) per rappresentare (significare) oggetti, persone e situazioni assenti.
- Comincia a differenziare e «giocare» ruoli diversi, categorizzando situazioni; comprende semplici referenze relative ai ruoli, cioè costruisce classi.
- Riconosce relazioni d'ordine ed è in grado di costruire sequenze semplici anche di tipo temporale.
- Scopre regolarità ricorrenti e ne tiene conto nel suo comportamento.
- Sa percepire le diverse collocazioni spaziali di persone e cose e sa leggere disegni e rappresentazioni di oggetti secondo l'orientamento comune (alto/basso, davanti/dietro, sopra/sotto, ecc.).
Esempi di indicatori di "comportamenti" interattivi
- È capace di instaurare con i coetanei, oltre che con gli adulti, interazioni di tipo complementare e reciproco, cominciando a realizzare forme di vera e propria collaborazione, che implicano una prima elementare differenziazione e messa in relazione di più punti di vista diversi.
- Realizza interazioni con i coetanei e con gli adulti basate prevalentemente sullo scambio di conoscenze.
- Utilizza sempre di più il gioco simbolico e il gioco dei ruoli, sia individualmente sia coordinando la propria attività ludica con quella dei pari.
- Sviluppa sentimenti (di attrazione e rifiuto) stabilendo legami di amicizia relativamente costanti e coerenti.
l quinto e il sesto anno di vita
Esempi di indicatori di "comportamenti" cognitivi
- Si appropria sempre più delle conoscenze, relative al linguaggio e all'ambiente fisico e sociale, condivise dagli altri: coetanei e adulti.
- È in grado di valutare ed assumere i punti di vista altrui, comportandosi di conseguenza.
- Costruisce sequenze via via più complesse e utilizza più relazioni d'ordine sugli stessi oggetti.
- È in grado di progettare e compiere una serie di operazioni in vista di un obiettivo non immediato.
- Individua, in brevi sequenze di fatti, il rapporto causa-effetto sulla scorta di regolarità ricorrenti.
- Utilizza indizi per formulare ipotesi deduttive ed esplicative sul significato di situazioni e di messaggi espressi anche non verbalmente.
- Esprime relazioni legate all'orientamento spaziale e temporale.
Esempi di indicatori di "comportamenti" interattivi
- Amplia l'interesse sociale per il mondo circostante.
- È capace di differenziare l'uso delle strategie relazionali in rapporto al contesto.
- È capace di adattare e differenziare i propri comportamenti comunicativi in funzione dell'interlocutore.
- Sviluppa la capacità di integrazione nel gruppo e in particolare è i» grado di partecipare ad interazioni di gruppo integrando e coordinando le proprie azioni ed i propri bisogni con quelli altrui.
- Realizza interazioni sempre più integrate con i pari, fino a costruire autentiche amicizie di coppia e di gruppo.
- Condivide attivamente con interlocutori adulti e coetanei codici diversi da quello orale (codice iconico, sonoro, mimico gestuale, grafico).
BIBLIOGRAFIA
Materiale tratto da Manini M. e Borghi B.Q., (1991) Da zero a sei anni. Materiali per un progetto di continuità educativa, Firenze: La Nuova Italia.