Accademia Naven
I corti di Naven
Crescere con i laboratori nello zerosei: seconda parte

"Il laboratorio è uno spazio specializzato per la crescita della mente e per lo sviluppo sociale."

Il termine laboratorio rimanda ad una polivalenza di significati. Fa pensare all’idea del lavoro, ma anche alla capacità di mettere le mani in pasta, di agire per pensare e di pensare agendo. Attraverso il laboratorio il bambino:

  • Agisce pensando;
  • Agisce per pensare;
  • Pensa facendo;
  • Pensa per fare.

Più precisamente, il termine laboratorio trae origine dal mondo del lavoro degli adulti.
Che cosa si intende per laboratorio?
Il laboratorio è:

  • come lo stesso termine suggerisce, un luogo di lavoro: è, in altre parole, un contesto nel quale si fanno delle cose finalizzate, si raggiungono degli scopi (generalmente attraverso la realizzazione di prodotti, di manufatti);
  • uno spazio attrezzato: contiene materiali e strumenti coerenti con gli scopi per cui è stato realizzato, consente la realizzazione di oggetti specifici; contiene conseguentemente tecnologie, cioè strumenti specializzati per fini specifici (il tornio per la creta, la lente d’ingrandimento per l’osservazione, il computer per la progettazione grafica, ecc.);
  • un luogo nel quale si svolgono attività pratiche (tagliare e incollare, riempire e vuotare, separare e ricomporre, togliere e inserire, ecc.) finalizzate ad uno scopo;
  • un luogo nel quale tali attività sono il frutto di un progetto pensato: chi vi opera ha uno scopo in mente, vuole ottenere un certo risultato oppure realizzare un determinato prodotto o strumento; mente e mano lavorano perciò strettamente insieme: a volte la mente (attraverso l’esperienza oppure in seguito al sorgere di un’idea nuova, all’intuizione di una soluzione originale) guida in modo finalizzato le azioni della mano, altre volte sono le scoperte derivanti dalle azioni pratiche (il comportamento osservato di un determinato materiale, le prove pratica o/e attraverso diversi tentativi di soluzione di un problema o/e per vedere come reagisce un determinato materiale) a suggerire soluzioni originali o nuove idee;
  • un luogo di incontro delle idee e delle prassi: raramente nel laboratorio si lavora da soli; molto più spesso accoglie persone che lavorano insieme che cooperano e conformano le proprie idee e azioni gli uni agli altri. Il risultato del lavoro in laboratorio è molto frequentemente il frutto di un pensiero solidale e di un evento corale, è l’esito delle idee e delle azioni di più individui che hanno messo in comune sia le reciproche capacità intuitive e creative (ognuno al proprio livello), sia le abilità operative e pratiche.

 

Fra “progetto” e “prodotto”

Comunemente per laboratorio si intende un luogo nel quale sono collocati attrezzi, strumenti, materiali ed all’interno del quale una persona o un gruppo limitato di persone operano per la realizzazione di prodotti, progetti, manufatti concreti. Era un laboratorio la bottega d’arte medioevale e rinascimentale, è un laboratorio lo spazio di lavoro dell’artigiano, il luogo nel quale il biologo svolge le proprie analisi chimiche, la stanza in cui l’antiquario restaura un vecchio mobile e così via. Il laboratorio, perciò, è il luogo nel quale viene realizzato un prodotto materiale (un manufatto, un oggetto da smerciare, un prodotto da conservare, uno strumento per misurare, ecc.) oppure viene messa a punto un’idea da realizzare successivamente (il progetto di una stanza da arredare, di un itinerario ambientale da realizzare, ecc.). Ciò che è significativo è che nel laboratorio (come dicevamo prima, tanto nella bottega dell’arte quanto nel negozio dell’artigiano) si produce qualcosa di utile per gli altri o per sé. Il "prodotto" può essere un utensile che sarà venduto, un quadro che verrà appeso alle pareti di casa: in ogni caso deve servire a qualcosa. Un laboratorio che produce oggetti che non servono a sé o agli altri è vano e vuoto di significato, l’assenza di un possibile scambio rappresenterebbe la sua inutilità e ne decreterebbe la decadenza, il fallimento.

 

Le abilità

Il laboratorio richiama l’idea di un’abilità: si suppone che chi lo occupa o lo gestisce sia dotato di una qualche capacità particolare in riferimento ad una precisata competenza: di norma ci fidiamo dei dati che ci vengono forniti da un laboratorio di analisi biochimica, consideriamo competente il tecnico che effettua il check-up ai pneumatici della nostra automobile, in qualche caso cerchiamo con cura l’artigiano che è in grado di fornirci un oggetto di elevata qualità (come, per fare un esempio, uno strumento musicale che non si presta ad una produzione - a catena o su larga scala) che non sarebbe possibile produrre a livello industriale.

 

Un prodotto di qualità

Dunque, il laboratorio si caratterizza non solo per la realizzazione di un prodotto utile a sé o a qualcuno, ma deve essere anche un prodotto di qualità. Conseguentemente è richiesta una competenza specifica a colui che lo conduce o nel quale vi opera.
Come si fa?
Il laboratorio è portatore di un’altra caratteristica non meno importante. È un luogo nel quale, mentre si produce un oggetto o un manufatto, s’impara anche come si fa a produrlo. È, insomma, contemporaneamente un luogo nel quale sono espresse delle capacità e delle competenze e nello stesso tempo un luogo nel quale tali capacità e competenze si apprendono. Lo scopo del laboratorio (tanto della bottega dell’arte, quanto dell’artigiano-liutaio, rilegatore, stuccatore, ecc. -) è nello stesso tempo di fornire un prodotto di qualità e di insegnare ad altri tecniche e metodi per conservare tale qualità. Il laboratorio, in questo senso, è una scuola nella quale sono presenti i maestri (coloro che hanno conoscenze e possiedono capacità tecniche) e gli allievi (coloro che sono interessati ad apprendere ed a diventare come i loro maestri).

 

La bottega dell’artigiano

Il laboratorio è anche un luogo che non riproduce in modo identico i propri manufatti (non produce cioè in serie come fa la fabbrica, altrimenti sarebbe decisamente “fuori mercato”). Svolge attività-compiti che non sono realizzabili secondo un modello ripetitivo e standardizzato; realizza prototipi adottando ad esempio soluzioni personalizzate e commisurate ai bisogni di ognuno, oppure è costantemente alla ricerca di una soluzione innovativa, di un modo più rapido o più efficace di realizzare un prodotto.
Si può pensare, infatti, all’artigiano del legno che realizza una linea di mobili "ad personam", cioè sulle esigenze specifiche o individuali dell’ordinante, al liutaio che cerca di realizzare reiteratamente ogni volta il violino dal suono perfetto, il tecnico meccanico che cerca di trovare la lega di metalli migliore, più efficace e nello stesso tempo meno costosa, per realizzare un particolare tipo di macchina.
Comunque sia, in questo caso il laboratorio si configura come luogo di ricerca e di invenzione del nuovo.

 

La forza degli scambi

A volte accade che l’artigiano del legno, il liutaio o il tecnico-meccanico siano figure isolate e solitarie, molto spesso il laboratorio effettua la propria ricerca e le proprie innovazioni in forza degli scambi. In altre parole, la ricerca e l’innovazione avviene attraverso tentativi, prove ed errori, ma anche attraverso confronti, discussioni, passaggi d’informazioni, scambi di tecniche, sperimentazioni prima effettuate in solitudine e successiva mente condivise, ricerca comune di soluzioni più favorevoli, ecc.

Possiamo dunque a affermare che un laboratorio sia:

  • un luogo finalizzato alla realizzazione produzione di prodotti / progetti / manufatti concreti;
  • un luogo che contiene materiali ed attrezzi utili alla realizzazione di prodotti/progetti/manufatti che si intendono realizzare;
  • un luogo nel quale chi lo gestisce possiede delle precise abilità ed è dotato di competenze determinate e specifiche;
  • un luogo nel quale vengono trasmesse tecniche e abilità, in cui cioè possono interagire insieme coloro che insegnano (che trasmettono un sapere) e coloro che la imparano (che ricevono-assimilano tale sapere ed eventualmente lo rielaborano);
  • un luogo nel quale si fa continuamente ricerca e si sperimentano soluzioni innovative, alternative, originali.

 

Privacy e cookies

© Accademia Naven 2026
info@accademianaven.org
Accademia Naven srl, Piazza Venezia n. 6
38122 Trento. P. Iva 02708610221