"Libertà" è una parola importante per l'educazione. La conquista dell'autonomia è però un processo lento e graduale che rappresenta un punto d'arrivo possibile e nello stesso tempo mai pienamente raggiungibile.
Saper fare le scelte giuste significa avere imparato ad essere autonomi e a saper affrontare le cose del mondo e della vita in modo diretto e senza che le altre persone decidano al nostro posto.
La capacità di scegliere viene attribuita alla persona che ha il controllo di sé e che sia razionale, che sappia cioè riflettere prima di agire e che scelga con senso di responsabilità per massimizzare i benefici e ridurre al minimo i costi o gli svantaggi.
È indubbio però che la libertà ha un costo: essere liberi di scegliere è faticoso, perché non è sempre immediato e facile sapere qual è la cosa giusta e sappiamo che potremmo sbagliare. Insomma, essere liberi di scegliere significa avere una posizione di autonomia e/o di indipendenza, ma significa anche poter incorrere nel rischio di commettere errori. La libertà di scelta, lontano dal garantirci sicurezza e tranquillità, ci può far vivere situazioni di insicurezza, ci produce incertezza e ansia.
È anche per questo motivo che esistono oggi professionalità e strumenti che ci aiutano a scegliere o che si sostituiscono a noi scegliendo per noi. Mai come in questi ultimi anni il mercato è ridondante di libri, cd e altri supporti che sembrano aiutarci a scegliere. Mi riferisco ai manuali del management, ai suggerimenti su come essere un buon capo, alle indicazioni per fare soldi in poche mosse, per scegliere la casa più adatta alle proprie possibilità, per decidere il modo migliore di mettere a frutto i nostri risparmi e così via.
Non solo. Nel nostro lavoro possiamo avere bisogno di consulenti, ad esempio dello psicologo, del medico, dell’esperto di sistemi organizzativi. Da un lato vi è senza dubbio la necessità di figure specializzate alle quali fare riferimento perché la realtà in cui operiamo è il più delle volte altamente complessa, dall’altra però decidiamo spesso di seguire una strada oppure un’altra sulla base di ciò che ci hanno detto gli altri. Può accadere a volte di sentirci costretti a seguire un percorso di cui non siamo fino in fondo convinti perché avvertiamo l’opportunità di tenere conto del parere opposto espresso dai nostri consiglieri.
In altri termini, scegliamo ma nello stesso tempo siamo consapevoli che le nostre scelte non sono totalmente autonome, scegliamo “attraverso lo sguardo degli altri”, poiché molto spesso le nostre scelte dipendono dall’approvazione o dalla disapprovazione degli altri, soprattutto delle persone che sono a noi vicine.
Questo vale anche nella vita privata in cui, in alcune circostanze, scegliere può rappresentare addirittura un’ossessione. Questo può accadere ai più giovani, ma anche le altre età non ne sono completamente esenti. In questi casi, si tratta in realtà per lo più di scelte di conformità. Ad esempio, nella scelta del look lo scopo è di assomigliare a qualcuno (vestirsi come l’idolo del momento) o, all’opposto, di “ritornare se stessi”, riprendendosi la propria immagine dopo un periodo in cui ci si è “immedesimati” in qualcuno (ognuno ha i propri idoli più o meno espliciti a cui fare, nel proprio intimo, riferimento).
A parte questi aspetti, è possibile guardare all’idea di scelta (e di libertà di scegliere) anche da un altro punto di vista. Sempre più spesso oggi, una donna decide di fare un bambino come scelta consapevole autonoma e intima. In passato non era così: molto spesso per le donne era semplicemente un dovere essere madri, era un obbligo (sociale e culturale) al quale non potevano sottrarsi facilmente e senza pagarne le conseguenze.
Il fatto è che quando ci troviamo di fronte ad una scelta le cose non sono affatto scontate. Immaginiamo un’escursione in montagna: può accadere di trovarsi di fronte a due sentieri che conducono alla stessa meta e che possono apparire simili nell’aspetto e quindi ci indurrebbero a pensare che la scelta dell’uno o dell’altro sia indifferente. Ciò che ci rende ansiosi è che una scelta a prima vista indifferente può avere ripercussioni notevoli sulla prosecuzione del cammino. Svolte apparentemente casuali possono riservare sorprese che non ci aspettavamo. In seguito, possiamo vantarci di avere compiuto imprese coraggiose in imprese che, in realtà non avevamo previsto.
La scelta, insomma, non è una questione semplice, né, in genere, è razionale. Le scelte entrano nella nostra vita individuale quando meno ce lo aspettiamo. La razionalità semmai ci potrà aiutare, entro certi limiti a mantenere il controllo e ad evitare qualche rischio, nella consapevolezza che la scelta è dovuta all’impossibilità di prevedere il futuro.