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Normalizzazione

È un termine frequentemente utilizzato da Maria Montessori per indicare la situazione di stabilità. L'opposto di "normalizzazione" è "deviazione".

Maria Montessori. utilizza ripetutamente questo termine per indicare la situazione di stabilità. Normalizzazione significa conduzione di una vita normale, quindi positiva, realistica, attenta ai fatti e alle cose concrete. Il termine non ha perciò il significato che può essere attribuito “uniformazione” o di omologazione. Nessuna pressione, perciò, per “condurre alla norma” il bambino in quanto il bambino sano non può che essere norma di sé stesso. Il processo di normalizzazione consiste perciò di condurre il bambino in quella situazione di libertà che gli permette di seguire la propria natura. L’opposto della normalizzazione è la deviazione (Il segreto dell’infanzia).

L’opposto della normalizzazione è la deviazione.

Maria Montessori parla di deviazione quando il bambino si trova in condizioni di non normalità e perciò non riesce ad eliminare quei difetti che in certe circostanze manifesta, come la litigiosità, il capriccio, o la svogliatezza e il disordine. In tali circostanze, può perdere anche delle qualità, come l’immaginazione creativa, il gioco, la curiosità spontanea, ecc. Il limite della scuola (tradizionale) è quella di svolgere una funzione normalizzatrice e con essa le energie creative del bambino. In questo senso la normalizzazione è deviante nella misura in cui non permette al bambino di “… realizzare il disegno primitivo del suo sviluppo …” (Il segreto dell’infanzia). Quando il bambino è ancora “embrione spirituale” basta anche una piccola causa per “deformare tutto l’essere che ne deriva” (Il segreto dell’infanzia).

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