Accademia Naven
Le parole dell'educazione
Alimentazione

(Maria Montessori)

Sono molte le testimonianze degli scritti di Maria Montessori in cui è possibile cogliere il passaggio dalla vocazione medica a quella pedagogica. Inizialmente, quando alla fine del XIX secolo si occupava dei bambini “idioti” si sentiva pienamente un medico che – dopo la scoperta di Itard e di Séguin – si apriva al fronte dell’educazione. Con l’esperienza della Casa dei Bambini la situazione si capovolge e la Montessori inizierà a vedere la preminenza della pedagogia sulla medicina: in questo modo reinterpreta, per così dire, il concetto di saluto come benessere fisico e psicologico globale come condizione necessaria per uno sviluppo sano.
In Maria Montessori è possibile vedere sempre la consapevolezza della necessità di un’alleanza virtuosa fra le scienze della natura (ambito nel quale si colloca anche la medicina) e l’humanitas che si trova all’interno di ogni bambino. Il prendersi cura è al centro della pedagogia montessoriana e via via non viene più intesa come riparazione (come era nel caso dei bambini ospedalizzati del periodo 1898-1900) ma come progettualità educativa finalizzata alla costruzione di un ben-essere che deve riguardare ogni bambino.
Maria Montessori è medico e osserva i bambini anche da medico. Da qui l’attenzione profonda, fin dall’apertura della prima casa dei bambini di quella medicina della salute che caratterizzerà il suo progetto. Non sorprende che si preoccupi, per proteggere lo sviluppo infantile, dell’alimentazione dei bambini, compreso il modo di preparare il brodo e di preparare le minestre, di come e quando somministrare il latte, le uova e la carne; la stessa cosa vale per il pane, la frutta e le bevande (M-09). Non sorprende nemmeno che nel Metodo (M-09) offre indicazioni e dà istruzioni come farebbe un qualsiasi medico pediatra, mentre nella terza edizione (M-26) di fronte agli stessi problemi di denutrizione il linguaggio inizierà a mutare, portandola a dire:
E infatti le prime Case dei Bambini di San Lorenzo, furono gremite di piccoli bambini miserabili, che colpirono vivamente i miei occhi di medico; […]. Ma non fu possibile [garantire un’alimentazione adeguata]. […] I bambini vissero però in una tale gioia e soddisfazione, che alla fine dell’anno il colorito dei visi abbelliti e risanati, accompagnava lo scintillare degli occhi … (M-26).
È interessante notare come più oltre (siamo sempre in M-26) si troverà a dire:
Questo criterio [cioè corrispondere ai bisogni profondi dell’animo del bambino] ha fatto pensare a molti, che il mio metodo non voglia prendere in sufficiente considerazione l’igiene fisica del bambino. Ma niente è più falso di questo” (M-26).
Nella quinta edizione (M-50) scomparirà l’intero paragrafo, il ché significa che ormai questa preoccupazione non le appartiene più.
Abbiano dunque una testimonianza del graduale passaggio di Maria Montessori. da una concezione basata sul funzionamento fisiologico dell’organismo ad una posizione integrata e, potremmo dire oggi, olistica.


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

  • M-09: Montessori M. (1909). Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicato all'educazione infantile nelle Case dei Bambini. Città di Castello (Perugia): Lapi.
  • M-26: Montessori M. (1926). Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicato all'educazione infantile nelle Case dei Bambini. (Terza edizione accresciuta ed ampliata con molte tavole e figure). Roma: Maglione & Strini. Succ. Loescher.
  • M-50: Montessori M. (1950). La scoperta del bambino (con 11 tavole fuori testo). Milano: Garzanti. 

 

 

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