Accademia Naven
Le parole dell'educazione
Amore

(Maria Montessori)

 

Si tratta di un termine che, negli scritti di Maria Montessori assume significati diversi a seconda dei contesti del discorso (l’amore della madre per il figlio r del figlio per la madre; l’amore per la natura, ecc.). ne distinguiamo qui alcuni. L’amore è l’agente motore del bambino, lo unisce al mondo e attraverso di esso costruisce sé stesso.

 


Amore per gli oggetti

Il bambino è attratto dalle cose presenti nell’ambiente e le “assorbe”: facendole sue le ama e le ama perché le fa sue. Gli oggetti sensorialmente interessanti esercitano una funzione attrattiva nel bambino che li osservare desidera proprio per le caratteristiche che possiedono. M. M. sottolinea nei suoi scritti le differenze di comportamento attrattivo fra i bambini “deficienti” (ossia con differenti disturbi dello sviluppo) e bambini cosiddetti normali, in relazione ai materiali ed agli oggetti presenti nell’ambiente. Fu proprio il differente rapporto con gli oggetti (un rapporto d’amore diverso) a suggerire l’idea di utilizzare i materiali elaborati di Séguin e proposti originariamente ai bambini con disturbi dello sviluppo importanti anche per i bambini ospitati nella Casa dei Bambini (M-09).

 

Amore per il movimento

Il bambino ama controllare i suoi movimenti e dosare l’azione dei suoi muscoli soprattutto in quelle azioni che richiedono accuratezza e precisione. Sono attentissimi alla qualità delle azioni che compiere quando sono concentrati e desiderano portare a termine un compito che si sono affidati e a cui si dedicano con appassionata determinazione. È l’io che guida il movimento del bambino ed è attraverso il movimento che l’io si forma e si forma quindi la personalità del bambino. Impedire il movimento al bambino significa oscurargli la sua intelligenza, interrompere lo sviluppo delle sue capacità (M-36).

 

Amore per l’ambiente

Il bambino ama osservare ed esplorare l’ambiente che lo circonda e lo fa incessantemente. Riconosce e ricorda la collocazione degli oggetti e prova piacere a rimettere a posto le cose. In questo modo, se ne appropria, lo assorbe e lo fa suo, lo “imprime” dentro di sé (M-36).
Amore per gli adulti.
“Nell’ambiente, l’oggetto d’amore è specialmente l’adulto: da lui il bambino riceve gli oggetti e gli aiuti materiali, e da lui prende, con intenso amore, ciò che gli necessita per la propria formazione” (M-36). 
Il bambino ama gli adulti perché sono la sua sicurezza e la sua guida. Ne è instancabilmente fiducioso, ne imita le azioni e ne riproduce i comportamenti. Non sempre però l’adulto sa accomodare le proprie azioni ai tempi ed ai ritmi del bambino e non sempre perciò è capace di ricambiare tale fiducia. Il bambino ama sentire l’adulto vicino a sé, ama la sua attenzione e desidera la sua vicinanza. 

 

  • M-09: Montessori M. (1909). Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicato all'educazione infantile nelle Case dei Bambini. Città di Castello (Perugia): Lapi.
  • M-36: Montessori M. (1938). Il segreto dell’infanzia. Bellinzona: edizioni Ticinesi. Comparso in francese con il titolo L’enfant nel 1936.

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