Accademia Naven
Le parole dell'educazione
Apprendimento

(lessico Montessori)

 

Maria Montessori non utilizza con frequenza questo termine preferendo ad esso altre parole come intelligenza e mente. Ugualmente, dedica molte pagine a questo argomento. Con frequenza associa l’apprendimento alla conquista interiore, al piacere della scoperta, alla concentrazione profonda ed alla finale esplosione di gioia, al desiderio di esplorare quando il bambino si trova nell’ambiente giusto e libero di farlo.

 

Apprendimento attraverso i materiali di sviluppo

In che cosa consiste l’intelligenza? Essenzialmente nel fare ordine dal caos delle informazioni percettive che arrivano confusamente al bambino. Attraverso i sensi riceve moltissimi stimoli ma inizialmente non sa di che farsene. È perciò un lavoro ed una grande fatica che stanca facilmente il piccolissimo. L’apprendimento consiste essenzialmente nel fare ordine all’interno del caos percettivo attraverso la capacità della mente di “distinguere” e “classificare”. È questa la funzione del materiale sensoriale messo a disposizione del bambino: da tutti gli attributi che una determinata cosa può avere il bambino attraverso il suo impiego si accorge che può “estrarne”, attraverso quello che ella chiama “isolamento” uno: la dimensione, la forma, il colore, la temperatura, ecc. ed apprende in questo modo che gli oggetti sono dotati di un numero elevato di attributi possibili ma che tuttavia possono essere scelti e isolati, oppure classificati (raccogliendo tutti gli oggetti che hanno una determinata caratteristica) o anche ordinati (attraverso la graduazione degli attributi, ponendo ad esempio in. gradazione il colore dal più chiaro al più scuro o viceversa). È importante tenere presente che il modo umano di conoscere è proprio questo: l’uomo conosce le cose attraverso i loro attributi e la possibilità di discriminare le differenze fra di essi. Ed è mettendo a posto le cose (classificare, seriare) che il bambino mette ordine nella sua mente.

 

I limiti dell’istruzione tradizionale

Dunque, l’apprendimento “non è un cumulo di conoscenze dirette delle cose […], ma è l’ordine preparato nelle mente che deve riceverlo” (M-16). Per la Montessori è evidente che l’educazione dovrebbe tenere conto del funzionamento della mente (che, appunto, “ordina” le qualità – o attributi - delle cose) e per questo occorre aspettare in tempo giusto (quando il bambino è pronto) e lasciargli il tempo necessario e formulargli proposte tali che egli possa facilmente estrarne gli attributi (riducendo il caos percettivo e sensoriale che gli rende impossibile tentare qualsiasi forma di ordine). La scuola tradizionale fa invece esattamente l’opposto perché muove da un’idea passiva dell’apprendimento, caricando il bambino di informazioni non essenziali e quindi creandogli artificialmente caos e rendendo perciò l’apprendimento faticoso ed inefficace. La scuola tradizionale è dispersiva e non aiuta la mente del bambino.

 

Apprendimento per estrazione

La funzione della mente è quella di “estrarre” dall’insieme che le cose hanno in comune, come ad esempio il colore, la forma o qualsiasi altra che possa essere comune a un gruppo di oggetti. La funzione attiva della mente del bambino è appunto quella di “estrarre” quel determinato attributo. Per fare questo non si può pensare che a un bambino attivo che svolge un lavoro all’interno della sua mente. E la maestra non potrà mai, per quanto sforzi faccia, sostituirsi a questo lavoro del bambino. “Estrarre” vuol dire anche “distinguere” nel senso che non solamente la mente colleziona gli oggetti simili per una caratteristica ma è proprio facendolo che “distingue” gli oggetti che non possiedono tale caratteristica. La mente umana si basa proprio su questo: sulle somiglianze, sulle identità e sulle differenze: tale estrazione degli attributi delle cose costituiscono per il bambino una calamita formidabile. È attraverso tali selezioni che è possibile il ragionamento (M-16).

 

Il piacere di apprendere

Il bambino apre la sua mente alla conoscenza come processo attivo. Per lui una nuova conoscenza è una fonte di gioia perché l’ha conquistata, vale a dire l’ha costruita interiormente. Il piacere manifestato dal bambino è il segno evidente della soddisfazione generata dal suo lavoro interiore. Esistono momenti della vita del bambino in cui il bambino apprende volentieri, velocemente e senza fatica apparente. La mente del bambino è sempre vigile e attenta e, in rapporto a determinati periodi dello sviluppo, ha una grande capacità di assorbimento: si tratta di una vera e propria fame di conoscenza ed il bambino si immerge nel lavoro senza sosta come potrebbe fare un affamato sul cibo. Si pensi, per fare un esempio, alla fase dello sviluppo del linguaggio: quasi improvvisamente il bambino si manifesta assetato di nuove parole, di nuovi significati ed organizza in modo sorprendentemente preciso e in pochissimo tempo le strutture fondamentali del linguaggio, facendolo quasi spontaneamente nonostante l’enorme complessità di tale processo. 

M-16: Montessori M. (1916). L’autoeducazione nelle scuole elementari. Roma: E. Loescher & C – P. Maglione e Strini.

 

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