Accademia Naven
Le parole dell'educazione
Cura

(Lessico Montessori)

Negli scritti di Maria Montessori il termine assume significati diversi negli scritti di M. M. L’idea del prendersi ha un significato culturale, sociale e simbolico. cura deve tenere conto della scienza, ma è un’arte complessa. È insieme aiuto, sostegno, messa in sicurezza, ma anche esercizio delle proprie potenzialità, prova di sé, autocostruzione, crescita libera. 

 

Cura e infanzia

Prendersi cura  del bambino tenendo conto delle differenti età significa per Maria Montessori agire tenendo in considerazione aspetti diversi:

  • l’adulto deve essere preparato allo scopo di assumere la “distanza giusta”, per evitare cioè modalità o comportamenti spontanei che possono essere in realtà intrusivi da cui il bambino in realtà si trovi a doversi difendere;
  • l’intervento dell’adulto deve essere per lo più indiretto nel senso che deve predisporre un ambiente adatto al bambino in anticipo e i suoi interventi diretti saranno limitati ed attuati cioè in caso di effettivo bisogno e/o di richiesta da parte del bambino (tenendo in altre parole conto che il bambino prova un impulso forte a provare a fare da solo);
  • l’intervento dell’adulto deve sempre essere prudente, discreto e affettuoso (Il bambino in famiglia).

 

Cura e natura

Avere cura significa creare le condizioni affinché ilo bambino possa trovare le condizioni migliori per crescere nel rispetto dei suoi tempi e dei suoi ritmi specifici. Non bisogna dimenticare che è la natura a determinare il rapporto di cura che l’adulto (genitore e/o educatore) deve adottare nei confronti del bambino. Prendersi cura del bambino se da un lato significa sostegno e protezione non vuole dire dall’altro sostituirsi ai processi naturali e condizionare il corso previsto dalle regole della natura. Per questo Maria Montessori condanna duramente la pratica del baliatico (ogni madre dove allattare il proprio bambino così come prevedono le leggi – biologiche – della natura) e l’abitudine di fasciare i bambini nel timore che le gambe in futuro siano storte (Autoeducazione). Occorre non dimenticare che la natura “è creatrice”, dota cioè i viventi degli strumenti necessari per raggiungere la propria autosufficienza e quindi la propria autonomia. L’idea di cura “naturale” coincide perciò con l’attenzione dell’adulto a fornire solamente l’aiuto necessario (che sostiene il bambino attraverso un’azione di orientamento rispetto ad una situazione di iniziale caos disorientante) e soprattutto attraverso l’azione indiretta (evitando di intervenire direttamente sul bambino ma piuttosto creando nell’ambiente le condizioni necessarie – fisiche, relazionali, emotive – affinché il bambino riesca a trovare da sé la propria strada (M-16). 

 

La cura del neonato

In relazione al neonato e al bambino piccolo, Maria Montessori riconosce all’adulto il ruolo fondamentale di prendersi cura del bambino fin dalla sua fase iniziale della vita allo scopo di garantire una crescita sana e aiutare lo sviluppo psichico. Tale cura riguarda tutto l’arco dell’infanzia, con particolare riferimento al periodo neonatale. Quanto più il bambino è piccolo, tanto più la cura riguarda, secondo le necessità che si presentano, la predisposizione dell’ambiente di vita del bambino (e della madre). Il primo e più importante dei primi momenti di vita del bambino è il contatto con la madre. Quando il bambino nasce è fuori dal corpo materno, ma la comunicazione fra loro permane e continua. È un rapporto a due importante e non andrebbe mai isolato il bambino dalla madre. Solo in seguito questo isolamento potrà essere spezzato e madre e bambino potranno entrare nel mondo sociale. Finito questo primo periodo, il bambino inizierà ad adattarsi serenamente all’ambiente che lo circonda, facendoselo progressivamente suo. Maria Montessori osserva che nelle diverse culture il rapporto di cura è diverso in ognuna di esse, ma sono tutti intelligenti perché seguono le regole dettate dalla natura, mentre quello che più se ne è allontanata è quella occidentale che si è fatta artificiale e distante dai bisogni naturali del bambino.

 

La cura di sé

Ciò che caratterizza la visione montessoriana del rapporto di cura è che il bambino è dotato di una sua guida interiore che deve essere rispettata: innanzi tutto i suoi sensi, che si perfezionano progressivamente sempre di più, sono al suo servizio e sono perciò la sua guida, così come sono la sua guida le osservazioni che attua in relazione a ciò che gli sta intorno e le esperienze che effettua in prima persona. È così che i bambini assorbono l’ambiente e si trasformano in armonia con esso ed è per questo che l’adulto deve lasciare che la natura faccia il suo corso senza intromissioni e senza interferenze. In questo senso, il bambino si prende cura di se stesso in base alle caratteristiche materiali e culturali del mondo che lo circonda. Il compito dell’adulto che è vicino al bambino è quello di non ostacolarlo e di appoggiarlo in questo processo attraverso interventi oculati e indiretti. Assorbire l’ambiente non significa fare qualcosa di simile a ciò che fa la macchina fotografica. Si produce nel bambino una specie di reazione psico-chimica in modo che queste impressioni “diventano parti integranti della sua psiche”. In questo modo costruisce se stesso attraverso e per mezzo delle impressioni che riceve. 

 

La cura dell’ambiente

Il bambino come vivo ricercatore nell’ambiente riceve delle impressioni che via via andrà a cercare di nuovo. Si tratta di impressioni visive, sonore, olfattive, tattili. È importante perciò che l’ambiente sia disseminato, per così dire, delle opportune “esche” in grado di attrarre e catturare il bambino. Gli animali non sono attratti da tutto ciò che è presente nell’ambiente: ad esempio il gatto non prova interesse per tutto quello che gli sta intorno, ma i suoi istinti lo fanno rivolgere verso aspetti “speciali” che si trovano in essi. La stessa cosa fa il bambino che è attratto da caratteristiche speciali che si trovano dentro le cose. Quali sono le caratteristiche a cui l’adulto deve prestare attenzione nella preparazione dell’ambiente? Sostanzialmente due: da un lato l’essenzialità e l’ordine per agevolare il bambino evitandogli il caos percettivo, dall’altra l’estetica. L’ambiente deve essere circondato dalle cose belle, come gli arredi ben disegnati, le tende eleganti, le piante e i fuori sul tavolo, ecc.
Per ambiente non dobbiamo pensare solo agli spazi fisici ma anche a quelli sociali. È importante che il bambino stia anche in mezzo agli adulti e possa osservare le cose che fanno gli adulti. Il bambino è un osservatore e ascoltatore attento e assorbirà le parole e i loro significati, così come la pronuncia e l’intonazione. Solo se permane nel contesto di parlanti il bambino sarà in grado di assorbire spontaneamente il linguaggio. 

 

Il mondo esterno

Tuttavia, il rapporto di cura non si ferma solo a questo: poiché l’ambiente ha un’importanza così rilevante per lo sviluppo, è importante portare il bambino fuori il più possibile. Proteggere il bambino significa creare le condizioni affinché si trovi sempre in sicurezza, ma questo non significa per forza relegarlo sempre nei medesimi spazi. La madre o l’educatrice attenta si accorge subito quando il bambino è attratto da qualcosa ed è importante permettergli di esaminare con calma ciò che gli piace. Il rapporto di cura non è relegato solo alla protezione ma è importante anche per la crescita e uno degli aspetti importanti dello sviluppo è anche quello di poter liberamente manifestare delle preferenze e si sa che la preferenza presuppone un confronto e una scelta.

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