Il ruolo della maestra secondo il Metodo Montessori, la sua formazione e l’impiego dei materiali di sviluppo.
Maria Montessori si è interessata al lavoro del maestro (o della maestra) fin dagli inizi della sua professione, quando inizia a lavorare come medico assistente presso l’ospedale di San Giovanni a Roma. Si tratta di un’attenzione che non abbandonerà più. Fin dalle origini ha riconosciuto l’importanza di questa professione per il lavoro con i bambini gravemente compromessi. L’osservazione del lavoro delle maestre nella prima Casa dei bambini le permetterà di delineare in modo dettagliato il profilo soprattutto per quanto concerne l’applicazione del Metodo (M-09)
L’argomento sarà poi ripreso in relazione all’applicazione del Metodo anche nella scuola elementare. Delinea un profilo profondamente diverso da quello del suo tempo: “… invece della parola, [essa] deve imparare il silenzio; invece d’insegnare deve osservare; invece della dignità orgogliosa di chi voleva apparire infallibile, ella assume una veste di umiltà” (M-16) e per questo gli occorre un’adeguata e attenta preparazione. La maestra deve avere la meticolosità e la delicatezza dello scienziato per affrontare un compito ancora più difficile di quello dello scienziato poiché si occupa della vita del bambino. Deve saper osservare e deve trattenere con “esattezza” ciò che ha osservato. Deve essere umile perché l’umiltà “purifica dall’errore” che è sempre in agguato se non mantiene una mente sempre fresca e vigile. Deve anche essere paziente perché le osservazioni minuziose non danno subito dei risultati affidabili, tenuto conto che mentre lo scienziato osserva fenomeni in sé neutri, la maestra ha a che fare con “la vasta osservazione della vita” dei bambini.
Ripeterà più volte nelle sue opere successive che il lavoro del maestro è simile a quello dello scienziato, insistendo sull’importanza di una preparazione forte ed approfondita perché “I nuovi metodi [educativi] dovrebbero, se guidati su linee scientifiche, cambiare completamente la scuola e i suoi metodi dando origine a una nuova forma d’educazione”. È infatti evidente che “Il maestro, messo di fronte a un sordo o un idiota, è impotente come di fronte a un neonato. Soltanto la scienza sperimentale può additare la via a una nuova educazione pratica” (M-49).
Formazione
Per fare la maestra lo studio e la formazione hanno una funzione importante, ma non sufficienti. La maestra è chiamata in primis a conoscere sé stessa preparandosi interiormente con metodica costanza per superare gli ostacoli che lo frappongono ai bambini. Non deve avere la pretesa di essere perfetta, ma deve essere una “iniziata”, una persona cioè che conosce i propri difetti e che sa assumere la “condizione spirituale” favorevole che lo guidi nella propria missione. “Il maestro e in generale tutti coloro che aspirano ad educare i bambini, devono liberarsi di cotesto insieme d’errori che insidiano la loro posizione nei riguardi dell’infanzia” (M-36).
Ruolo
Alla maestra che si appresta ad adottare e/o a praticare il metodo si richiede umiltà e un auto-esame continuo. M. M. considera molto importante il ruolo della maestra nella prospettiva del metodo e ne parla diffusamente in diverse parti dei suoi scritti. Innanzi tutto, deve avere un approccio scientifico e per questo deve essere adeguatamente preparata. Non ha certo il compito di trasmettere delle cognizioni al bambino, né le si chiede che sia perennemente attiva con continui interventi nei confronti dei bambini (con suggerimenti, correzioni di errori, ecc., tipico di altri approcci e/o metodi). L’attività deve rimanere infatti interamente al bambino.
La maestra è la guida per il bambino: gli dà l’aiuto necessario senza forzarlo. Sa che per l’educazione sensoriale sono da evitare due errori: la mancanza del necessario (il materiale non pronto, mal organizzato o incompleto) e la presenza del superfluo (presenza di materiali non utili per il bambino e destinati a distrarlo). Il suo compito è di insegnare poco (intercettando il bambino solo quando è pronto ed evitando perciò inutili forzature) ed osservare molto il bambino e le sue azioni quando si trova in uno stato di libera scelta.
Il bambino si concentra sugli oggetti come mezzi di sviluppo e la maestra in modo delicato, discreto e prudente, con sapienza oculata favorisce tale collegamento. La maestra ha il compito della facilitazione e lo fa da un lato attraverso la preparazione preventiva dell’ambiente e dall’altro aiutare il bambino nel suo progetto di crescita aiutandolo a scegliere ed a chiarire come deve lavorare con gli oggetti che ha scelto. Il ruolo della maestra è dunque eminentemente pratico ma ugualmente svolge un lavoro delicato di attenzione intelligente e vigile alle attività del bambino per essere guida efficace.
La maestra deve perciò:
In seguito, aggiungerà a queste caratteristiche della maestra il sentimento di “rispetto e simpatia” nei confronti del bambino come “passo essenziale al fine del risveglio dell’anima del bambino” (M-49).
La maestra e i materiali di sviluppo
Quando la maestra è nella stanza o in classe ha campiti ben precisi:
Pregiudizi della maestra
Per Maria Montessori i pregiudizi riguardano la maestra che la portano a cadere in errore. Anche la maestra è un adulto e quindi credendo di comprendere l’infanzia può agire sulla base di credenze, convinzioni errate e pregiudizi. I pregiudizi possono essere diversi nei confronti: