(Lessico Montessori)
Quello dell’igiene è una parola ricorrente sia negli scritti di Maria Montessori, sia nelle pratiche delle scuole a Metodo. Il termine nelle due occasioni ha assume però significati diversi. Ci pare, insomma, di potere declinare il termine secondo una duplice direttrice: una che possiamo chiamare, senza nulla togliere nei suoi termini di valore, “di superficie” e l’altra che possiamo “di profondità” nel senso che è più generale che si basa su questioni di principio e che ha un significato meno immediatamente operativo.
L’impatto con la vita pratica
Nel nido d’infanzia l’igiene si richiama esplicitamente alla vita pratica ed ha la funzione di accompagnare il bambino nel suo lungo cammino che lo porterà alla graduale conquista delle autonomie. In questa prospettiva, per quanto riguarda l’adulto, l’igiene si identifica sostanzialmente con la pratica quotidiana del cambio e i rituali che ne conseguono; per quanto concerne il bambino, coincide con l’avvio delle diverse pratiche della vita quotidiana che hanno a che fare con l’igiene personale, operazioni ogni giorno ripetute in modo uguale e nello stesso tempo ogni giorno meglio apprese e migliorate: ci riferiamo ad esempio al lavarsi le mani, sciacquarsi il viso, pulirsi i denti, pettinarsi e, in genere, imparare a tenersi pulito. È necessario un certo tempo e bisogna aspettare che il bambino cresca e maturi e che acquisisca via via le competenze che gli permettano di compiere in modo efficace le necessarie operazioni. Si tratta delle prime elementari forme di quella che dovrà diventare quell’arte del vivere che riguarda ognuno di noi.
Tutto questo comporta un’organizzazione complessa. Occorre che il lavandino sia all’altezza giusta, che l’asciugamano sia a portata di mano, che gli indumenti per vestirsi siano facilmente rintracciabili, e così via: tutto questo serve ad insegnare al bambino di rispondere in modo ordinato e diretto ai suoi bisogni e, in questo caso e a diventare custode attento delle proprie cose, della capacità di tenerle in ordine, del loro corretto utilizzo e del loro utilizzo al momento e con i tempi giusti. Per imparare meglio questo tipo di igiene, un ottimo modo è anche quello di prendersi cura degli altri attraverso l’attenzione ai loro bisogni e all’abitudine all’aiuto reciproco, senza escludere un altro importante e prezioso esercizio che è quello di prendersi cura dei materiali (come i giocattoli o i libri) o delle piante (innaffiare, pulire le foglie, ecc.).
È evidente che si tratta di un percorso lungo e graduale nel quale l’educatrice inserisce via via nuovi elementi e nuove opportunità a mano a mano che il bambino cresce e acquisisce competenze (motorie, cognitive, comunicative e sociali) sempre più raffinate.
Responsabilità insieme scientifica e sociale
Maria Montessori utilizza il termine igiene anche con altri significati e lo fa parlando nella sua qualità di medico. Afferma ad esempio l’importanza dell’igiene scolastica da un lato per sottolineare il tema della salute (come, ad esempio, il rischio della scoliosi o degli elementi che – appunto per non adeguata igiene – predispongono alla tubercolosi e ad altre malattie) con particolare attenzione alla necessità di predisporre tutto quanto poteva essere utile per sconfiggere quella piaga sociale dei suoi tempi che era la mortalità infantile. Nell’introduzione a “Il segreto dell’infanzia” dichiara: “L’igiene accorse come si accorre a un disastro, a un cataclisma causa di numerosissime vittime; lottò contro la mortalità infantile nel primo anno di vita; le vittime erano così numerose che i sopravvissuti potevano essere considerati come scampati a un diluvio universale”. Sono parole drammatiche che denunciano uno stato di sofferenza grave, una situazione drammatica. Indica però anche la soluzione che appare in una duplice direttrice: “Oltre ai risultati ottenuti grazie ai progetti scientifici, vi sono anche, qua e là, molte iniziative dettate dal sentimento”. Si tratta di un’affermazione interessante perché mette insieme ricerca scientifica e generosità umana, mente e cuore, sentimento e ragione. Come dire: la questione sociale dell’infanzia è una situazione assai grave e occorre farvi fronte nella doppia direzione della ricerca e nella progettazione scientifica e nella responsabilità civile, sociale ed etica. I problemi si risolvono mettendo insieme i saperi e le conoscenze con l’etica della responsabilità e dell‘impegno.