Accademia Naven
Le parole dell'educazione
Immaginazione

(Maria Montessori)

 

L'immaginazione è un modo con quale una persona si rappresenta cose che non sono attualmente presenti e perciò sensorialmente percepite. Tali rappresentazioni possono muoversi in una duplice direzione: in funzione dell’attività conoscitiva, contribuendo a costruire nella mente ciò che non è percettivamente visibile sensorialmente, oppure orientata alla fantasticheria, vale a dire a costruzioni mentali che nulla hanno a che fare con la realtà e quindi con il vero. In Maria Montessori, oltre a diversi richiami diffusi di questo concetto nelle sue opere, troviamo un lungo capitolo dedicato a questo argomento nell'Autoeducazione6. Il tema deve essere affrontato, secondo Maria Montessori da un punto di vista scientifico: l’immaginazione non deve perciò essere confusa con la fantasticheria in quanto prodotto esclusivo della mente che non ha a che fare con la realtà (come avviene nel caso delle allucinazioni o anche in situazione di malattia mentale), ma deve essere indagata su base scientifica. Dal nulla non si crea nulla e l’immaginazione deriva dal rapporto con la realtà. L’immaginazione infatti deve basarsi sul vero e raccogliere elementi della realtà. Utilizziamo comunemente la parola creatività per indicare un processo di costruzione che si basa su un “materiale primitivo” che si trova nella nostra mente: infatti, “Noi non possiamo ‘immaginare’ cose che non cadono realmente sotto i nostri sensi” (M-16). È ciò che hanno fatto i grandi artisti e ciò che fanno comunemente ad esempio i ciechi o i sordi. Questi ultimi ad esempio immaginano i suoni abbinandoli a dei colori. Qualsiasi espressione artistica va a prestito, nella costruzione della propria grammatica, dal linguaggio sensoriale. Sono i sensi, dunque, la base su cui poggia la costruzione di qualsiasi forma di immaginazione creatrice. L’educazione sensoriale è dunque alla base dell’immaginazione e della creatività di cui l’osservazione costituisce lo strumento principe. L’immaginazione per Maria Montessori è potente quando fa riferimento a figure reali e si basano su osservazioni sensibili. L’artista non “copia”, crea; ma il frutto della sua creazione poggia su una sensibilità accuratamente sviluppata che sa percepire con raffinatezza sfumature, contrasti e armonie presenti nell’ambiente. Da tutto questo deriva che l’educazione ha un ruolo: quello di aiutare il bambino a percepire esattamente le cose dell’ambiente poiché è questo il cemento delle costruzioni immaginative future che costituiscono la creatività delle persone.

 

Il bambino da tre a sei anni: immaginazione e fantasia

Quella che appare come creatività spontanea dei bambini è il frutto in realtà di una mente non ancora sviluppata (Maria Montessori usa l’espressione di “stato selvaggio”): la sua mente perciò è ancora in uno stato nebuloso e il suo lavoro spontaneo è di costruire idee fantastiche non legate alla realtà perché incentrate nell’illusione e nelle false percezioni. L’adulto spesso confonde l’immaginazione infantile con la credulità: Babbo Natale è un’invenzione degli adulti, non il frutto dell’immaginazione dei bambini e di conseguenza i bambini “credono” nell’esistenza di Babbo Natale e non ne “immaginano” l’esistenza. È però evidente che sviluppare la credulità non è sviluppare l’intelligenza, che anzi è in contrasto con essa. È importante che gli adulti non si compiacciano della credulità dei bambini perché facendo questo tendono a fermarne artificialmente la maturazione. Immaginare di apparecchiare la tavola con le stoviglie giocattolo è cosa ben diversa che apparecchiare la tavola realmente. È meglio far vivere ai bambini la realtà piuttosto che limitarci a farla loro immaginare.

 

il bambino da sei a dodici anni: apprendimento e immaginazione.

Il bambino dell’età della Casa dei Bambini amava le cose concrete e reali che esplorava sensorialmente con piacere, mentre il bambino più grande (che frequenta ormai la primaria) si sta rivolgendo all’astrazione che si basa sull’acquisizione di concetti e sull’avvio del pensiero astratto, uno dei cui strumenti potenti è l’immaginazione. Se da un lato l’esperienza diretta è più pregnante di qualsiasi forma indiretta (ad esempio la visione reale delle piante del bosco non potrà mai superare la descrizione e l’osservazione delle loro immagini contenute in un libro), dall’altro la predisposizione del bambino di questa età per l’astrazione lo conduce, attraverso appunto l’immaginazione, a vedere le cose nel suo insieme, a collegarle (anche con la ricerca delle cause a partire dagli effetti), a riconoscerle come parte di un tutto. È l’esperienza reale dunque che trova nell’immaginazione lo strumento di rappresentazione della realtà:  nutrirla significa perciò alimentare l’intelligenza e la mente del bambino. È per questo inoltre che è anche compito della scuola aiutare il bambino a costruire e organizzare l’immaginazione attraverso l’osservazione accurata e l’acquisizione esatta delle informazioni. L’immaginazione di cui Maria Montessori parla serve in modo particolare per lo sviluppo delle capacità scientifiche: non ha nulla a che fare con la fantasticheria e con le divagazioni fumose di chi non ha un contatto con la realtà (M-16).
La mente del bambino di quest’età è ormai pronta per un ulteriore salto che va oltre l’esplorazione degli oggetti concreti e l’immaginazione come pura fantasticheria per inoltrarsi ormai nello spazio infinito e nel tempo infinito. È qui che si manifesta pienamente il potenziale umano che ha bisogno di essere educato. l’immaginazione va oltre l’acquisizione di singoli concetti perché si apre ad uno sguardo olistico. La fantasia costituisce lo strumento potente non solo per reinterpretare la realtà ma anche in funzione inventiva e creativa. Occorre perciò, pur senza escluderli, andare oltre i saperi strumentali ed evitare di fermarsi solo ad essi. “Il segreto di un buon insegnamento è di considerare l’intelligenza del bambino come un campo fertile in cui si possano gettare delle sementi, perché germoglino al calore fiammeggiante della fantasia” (M-47b). Lo scopo dell’insegnamento non è solamente quello di arrivare a che il bambino capisca e ricordi, ma anche che la sua immaginazione si accenda in modo appassionante ai temi del mondo, dell’universo e della vita. il bambino è pronto ad accogliere la storia dell’universo che egli ricostruisce in modo potente con la fantasia e in tal modo prova un piacere profondo, maggiore rispetto all’ascolto di fiabe o alla lettura di romanzi: è pronto, in altre parole per l’Educazione Cosmica (Come educare al potenziale umano).

 

  • M-16: Montessori M. (1916). L’autoeducazione nelle scuole elementari. Roma: E. Loescher & C – P. Maglione e Strini.
  • M-47b Montessori M. (1970) Come educare il potenziale umano. Milano: Garzanti. Comparso in inglese con il titolo To educate the human potential nel 1947.

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