Accademia Naven
Le parole dell'educazione
Camminare

(Maria Montessori)

 

Maria Montessori si chiede che cosa si dovrebbe fare quando il bambino comincia ad essere in grado di camminare. Osserva che i mammiferi in natura non sollecitano i propri cuccioli, semplicemente li aspettano perché di consueto sono più lenti degli adulti. Eppure, gli animali hanno meno difficoltà ad apprendere a camminare rispetto all’uomo che ha la necessità di deambulare permanentemente in equilibrio. Il bambino impara a camminare alla fine del primo anno di vita o poco oltre ed è interessatissimo alla possibilità, solo recentemente scoperta, di spostarsi a piacere nello spazio senza essere prigioniero dell’ovetto o del seggiolino. E quando inizia di dimostra irresistibilmente instancabile e coraggioso. Poter camminare apre al bambino nuovi spazi e nuove possibilità esplorative.
Per la Montessori camminare è un’attività finalizzata al controllo dei movimenti ed in merito propone un gioco. Si disegna per terra nella stanza una linea sottile a forma di ellisse. L’esercizio consiste nel camminare sulla linea appoggiandovi tutto il piede. Nel procedere mantenendo sempre i piedi sulla linea, il piede non deve mai toccare la punta dell’altro piede ma deve essere mantenuta una distanza fra l’uno e l’altro all’incirca di un piede. Il corpo deve rimanere costantemente in equilibrio. Le braccia sono libere ed accompagnano l’equilibrio del corpo. Per fare il giro completo, il bambino potrà utilizzare il tempo che vuole. In seguito, si possono prevedere delle varianti come tenere un bicchiere pieno d’acqua in mano senza versare l’acqua, oppure tenendo sospeso un campanello senza farlo suonare, ecc. Successivamente, il controllo si estenderà anche al capo sul quale sul quale si potrà appoggiare un cestino, un cuscino, un libro o altro, che non devono cadere.
In seguito, Maria Montessori si chiederà che cosa si dovrebbe fare quando il bambino comincia ad essere in grado di camminare. Osserva che i mammiferi in natura non sollecitano i propri cuccioli, semplicemente li aspettano perché di consueto sono più lenti degli adulti. Eppure, gli animali hanno meno difficoltà ad apprendere a camminare rispetto all’uomo che ha la necessità di deambulare permanentemente in equilibrio. Il bambino impara a camminare alla fine del primo anno di vita o poco oltre ed è interessatissimo alla possibilità, solo recentemente scoperta, di spostarsi a piacere nello spazio senza essere prigioniero dell’ovetto o del seggiolino. E quando inizia di dimostra irresistibilmente instancabile e coraggioso. Poter camminare apre al bambino nuovi spazi e nuove possibilità esplorative.
Maria Montessori ritiene che il bambino debba essere lasciato libero di camminare per il piacere di farlo e si sa che, se ci sono le condizioni giuste, i bambini camminano sempre volentieri. Lo fanno perché esercitano i muscoli, specializzano i movimenti, fanno continue prove di equilibrio. In altre parole, attraverso il cammino il bambino elabora le proprie funzioni interne, si muove nello spazio e spesso attraverso il movimento svolge una funzione creativa: quando è lasciato libero si muove con piacere, esplora i propri movimenti e si mette continuamente alla prova, sale, scende, si muove fra gli ostacoli, cerca e inventa percorsi. Il problema è rappresentato dall’adulto quando non lo comprende, i ritmi del bambino gli paiono illogici e non li rispetta (e conseguenza di non si adatta a quelli del bambino ma vorrebbe che quest’ultimo si adattasse al suo), oppure non osserva e quindi non comprende il bambino e perciò lo reprime. Può accadere anche che l’ambiente non sia adatto, perché pieno di pericoli o anche non sufficientemente protetto. In entrambi i casi il bambino si trova privo dell’aiuto giusto e il suo sviluppo viene ad essere represso (Il segreto dell’infanzia).
Il tema del camminare viene proposto poi come elemento educativo importante, mentre oggi i bambini sono portati a camminare sempre meno (portati in braccio, trasportati in fretta, uso dell’automobile), mentre il cammino costituisce un modo importante di nutrimento della mente: “L’educazione deve considerare l’uomo camminatore, che avanza come un esploratore: tutti i bambini dovrebbero camminare in questo modo, guidati dall’attrattiva di vedere nuovi oggetti, …” (Educare per un ondo nuovo). 

 

Camminare sul filo

E' un’attività finalizzata al controllo dei movimenti. Si disegna per terra nella stanza una linea sottile a forma di ellisse. L’esercizio consiste nel camminare sulla linea appoggiandovi tutto il piede. Nel procedere mantenendo sempre i piedi sulla linea, il piede non deve mai toccare la punta dell’altro piede ma deve essere mantenuta una distanza fra l’uno e l’altro all’incirca di un piede. Il corpo deve rimanere costantemente in equilibrio. Le braccia sono libere ed accompagnano l’equilibrio del corpo. Per fare il giro completo, il bambino potrà utilizzare il tempo che vuole. In seguito, si possono prevedere delle varianti come tenere un bicchiere pieno d’acqua in mano senza versare l’acqua, oppure tenendo sospeso un campanello senza farlo suonare, ecc. Successivamente, il controllo si estenderà anche al capo sul quale sul quale si potrà appoggiare un cestino, un cuscino, un libro o altro, che non devono cadere

 

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