I capricci dei bambini sono la manifestazione esterna di bisogni insoddisfatti.
I capricci del bambino rappresentano una situazione di disagio non compresa dall’adulto. Se il contesto invece è adatto è vi si trova bene, i capricci scompariranno da soli. Il bambino, inoltre, vuole continuamente mettersi alla prova ed esercitarsi “poiché esercizio vuol dire sviluppo” (Il bambino in famiglia).
In generale, per l’adulto i capricci sono quei comportamenti dei bambini trasgressivi o disdicevoli che paiono non avere una causa apparente, in quanto appaiono comportamenti errati e/o deviati dalla normalità. Alcuni capricci si risolvono da soli nel tempo, altri invece radicano e con il tempo si aggravano e sembrano non esservi rimedi per il loro superamento. I capricci dei bambini hanno a che fare con i periodi sensitivi e consistono in conflitti interiori del momento: sono perciò passeggeri e scompaiono senza lasciare traccia dopo tale periodo. Questo perché sono “… l’espressione esterna di bisogni insoddisfatti, allarme di una condizione errata, di un pericolo: e spariscono immediatamente, se v’è stata la possibilità di comprenderli e di soddisfarli” (Il segreto dell'infanzia).
Ciò che conta è perciò cercare la causa vera che scatena tali comportamenti, che noi definiamo capricciosa proprio perché la causa ci sfugge, mentre dovrebbe divenire per noi una guida per comprendere l’anima infantile. Quando un bambino fa i capricci significa, infatti, che c’è qualcosa che non va, poiché essi rappresentano sempre, per Maria Montessori, una situazione di disagio che non viene compresa dall’adulto. E, se l’adulto non comprende le cause della difficoltà del bambino non ha strumenti per intervenire e di conseguenza viene a crearsi una situazione frustrante di stallo a causa del problema non risolto. Di norma, quando il bambino fa capricci, occorre intervenire sul contesto modificando la situazione: quando il contesto è adatto è il bambino vi si trova bene, i capricci scompariranno da soli.