(Lessico Montessori)
Etimologicamente significa “estrarre qualcosa da qualcos’altro. Secondo la concezione aristotelica l’astrazione è quel procedimento mediante il quale la mente ricava concetti universali dalla conoscenza di oggetti individuali e concreti, prescindendo dal contesto specifico in cui si trovano (ad esempio il colore “rosso” rimane nella mente indipendentemente dalla rosa rossa che ho in questo momento davanti o che ricordo di avere osservato in passato.
“Le idee astratte sono concezioni sintetiche della mente che, indipendente dalle cose reali, ne astrae alcune qualità comuni, le quali, appunto, non esistono in sé stesse, ma esistono negli oggetti reali” (Mente assorbente). Ma se l’oggetto è assente per il bambino l’astrazione diviene impossibile: non ne ha la capacità mentale. Il problema è perciò di “materializzare” l’idea astratta (forma, dimensione, colore, rumore, ecc.) in una forma che sia adatta al bambino.
È esattamente questo – dice Maria Montessori – la funzione dei materiali di sviluppo: l’affinamento sensoriale non è fine a sé stesso ma in funzione dello sviluppo della mente del bambino. La Montessori appare qui fare propria la posizione del pragmatismo (Charles Pierce) secondo cui la conoscenza isolando determinati aspetti dalle cose e prendendoli in considerazione separatamente e tematicamente. Il Metodo e l’organizzazione peculiare dei materiali di sviluppo si basano proprio su questo: sull’isolamento di una caratteristica sensoriale affinché il bambino la possa prendere in considerazione in modo separato dal tutto. Maria Montessori parla di “astrazione materializzata” perché intende riferirsi a quel tipo particolare di astrazione che deriva da una qualità sensibile (ossia sensorialmente percepibile) di un oggetto preso in considerazione, che non deve confondersi con un altro tipo di astrazione che ha a che fare con entità astratte (come sono ad esempio i concetti matematici, filosofici, ecc.) che non hanno un collegamento stretto con un oggetto materiale.