Accademia Naven
Le parole dell'educazione
Vita pratica

La vita pratica ha a che fare con le routine e le abitudini di tutti i giorni.

 

Il bambino si muove continuamente e continuamente apprende: il movimento muscolare è funzionale allo sviluppo della psiche e il suo sviluppo psichico si nutre per mezzo delle cose che fa. Non vi è sviluppo intellettuale senza esperienze e non si possono fare esperienze senza oggetti su cui esercitarsi. La vita pratica ha perciò un ruolo importante nello sviluppo psichico del bambino (M-14).

 

Significati

Nel bambino l’Io è in costruzione e richiede delle condizioni adatte e favorevoli per il suo sviluppo. Attraverso i sensi e attraverso il movimento si mette in relazione con il mondo adoperandoli come secondo le proprie necessità psichiche interiori. Le cose belle del mondo (la natura, l’arte, ecc.) “procurano all’io interiore le delizie della vita psichica e l’alimento necessario alla sua conservazione” (M-09). È vedendo, udendo e muovendosi che la personalità dell’io si forma e cresce. I muscoli hanno una funzione meccanica, ma l’io li utilizza per i suoi fini animandoli: il compito dell’educazione è far sì che l’io riesca a possedere e controllare tali strumenti in vista dei suoi fini. È questo il significato profondo delle diverse azioni connesse con la vita pratica ed è per questo che il bambino vi si interessa in modo sorprendente: attraverso di essa il bambino procede alla costruzione del sé.
Il bambino non lavora come lavoriamo noi: il suo obiettivo non è di raggiungere uno scopo esterno, altrimenti non si capirebbe perché continua a pulire un oggetto pulito, continua a raccogliere le gocce cadute anche quando sono già state raccolte tutte, oppure cerca ripetutamente da un cubo nuove facce. “È […] il fare in se stesso che lo spinge e non lo scopo da raggiungere” (M-14). È dunque attraverso il fare cose esterne, connesse con l’ambiente, che il bambino organizza la sua mente: mentre esercita i suoi muscoli e mentre mette alla prova le sue possibilità sensoriali organizza la sua mente, forma la sua vita interiore, costruisce, per così dire il suo Io. 

 

Che cosa sono

Sono esercizi rivolti al bambino che richiamano momenti diversi di comportamenti da tenere nella vita quotidiana. Gli esercizi di vita pratica compaiono fin dalla prima esperienza della Casa dei Bambini e, nel tempo, mutano in parte di segno. Gli esercizi di vita pratica hanno tre obiettivi di fondo:

  • richiamare l’attenzione del bambino, ossia invitarlo a prestare attenzione a comportamenti e situazioni che si presentano nella vita quotidiana,
  • attraverso tale attenzione costruire consapevolezza interiore (Maria Montessori parla di “vita interiore”) e
  • fare in modo che i bambini si preparino per la “vita sociale” (M-09). 

Riprenderà in modo costante il tema della vita pratica che viene a costituire un o degli assi portanti della sua pedagogia (M-50). I vantaggi sono molteplici e vanno dall’esattezza dell’uso degli oggetti, all’affinamento dell’attenzione, alla cura dei movimenti. Tutto questo senza nessun sentimento di rivalsa o di competizione ma a causa del suo scopo di fondo (che è “morale”) e che consiste nell’”… amore dei bambini verso l’ambiente che li circonda” (M-50). Per altro la vita pratica ha anche una funzione “sociale”, perché i bambini, lavorando nell’ambiente, vivono nella comunità “senza badare se lavorano per se o per il vantaggio comune” (M-50).
Gli esercizi di vita pratica venivano proposti nella prima ora del mattino (dalle 9 alle 10) e consistevano in azioni diverse, quali la pulizia (lavarsi, l’uso del sapone, ecc.), l’ordine (della persona, del banco, della stanza), la postura composta del corpo, il rispetto dei turni nel bagno, la conversazione (che consisteva nel richiamo alla memoria comune delle esperienze significative avvenuti in famiglia o nel contesto sociale di vita.
Vale la pena di annotare che tutte le attività di vita pratica includono il linguaggio, si suppone cioè l’uso della parola (che Maria Montessori chiama conversazione) (M-09) per spiegare, descrivere, raccontare ed in una parola occuparsi delle azioni e delle esperienze di vita l’uno dell’altro. La vita pratica, in altri termini, non riguarda solamente il fare, ma anche l’analisi comune e condivisa di ciò che è accaduto, di ciò che è stato detto e raccontato. Sono i bambini stessi che raccontano e che quindi devono organizzare memoria, suggestioni ed emozioni in forma narrativa che possa essere compresa e condivisa dagli altri. 

 

Attività

La vita pratica ha a che fare con tutti i momenti della giornata educativa e riguarda da un lato (a) gli aspetti che concernono la vita quotidiana, dall’altro (b) le attività che a loro volta comprendono sia (b1) gli esercizi con l’impiego dei materiali di sviluppo, sia quelli che prevedono l’impiego di (b2) oggetti comuni e preparati occasionalmente e al momento. In tutti i casi la maestra fa vedere la prima volta come si fa ed esegue i movimenti con lentezza, analizzandoli e facendo in modo che siano veduti chiaramente e minutamente dal bambino. La caratteristica comune delle attività della vita pratica è quella di essere tutti “produttivi”, vale a dire non fini a se stessi, ma sempre legati a necessità concrete o fini utili.
Esempi di attività che concernono la vita quotidiana: tutte le attività che comportano l’esecuzione di movimenti fini come imparare a vestirsi e a spogliarsi, allacciarsi i bottoni, togliersi e mettersi le scarpe; lavarsi e asciugarsi le mani; muoversi nella stanza in modo appropriato e ordinato; alzarsi e sedersi dalla sedia; raccogliere gli oggetti a terra; aprire e chiudere la porta; lavare le macchie nel pavimento; spolverare gli oggetti; srotolare e riarrotolare il tappetino; apparecchiare la tavola, fare i camerieri e sparecchiare (si tratta di una delle operazioni della vita pratica più complesse perché richiede un’organizzazione del lavoro con distribuzione delle mansioni: sono molte le azioni che è necessario compiere con esattezza); lavori diversi all’esterno, come la coltivazione di piante e di fiori, la cura degli animali, la raccolta dei frutti.
Esempi di attività che presuppongono l’impiego di oggetti comuni e/o preparati occasionalmente sul momento (o anche non richiedono l’impiego di oggetti): la costruzione di vasi con l’impiego della creta, realizzazione di piccoli mattoni; l’esercizio sul filo (camminare con il piede interamente sulla linea tracciata a terra) e le sue varianti che ha lo scopo di affinare i movimenti. 

 

Attività collettive

Sono molte le attività che si svolgono in gruppo o che richiedono la partecipazione e la collaborazione dell’intro gruppo. In questo caso, la maestra ha una particolare funzione di guida, a volte insegnando anche individualmente le azioni da compiere, ma la cui caratteristica è di realizzarle insieme ed è quindi necessario condividerle. Uno dei primi e più importanti esercizi è quello del silenzio che consiste nel raggiungimento progressivo e comune della totale assenza di rumori e della perfetta immobilità.

 

Vita pratica e vita della mente

Sarebbe un errore considerare la vita pratica semplicemente come finalizzata alla soluzione dei problemi quotidiani concreti e pratici. “La personalità del bambino è una e indivisibile e tutte le attitudini della mente dipendono da un unico centro” (M-47b). La vita pratica, attraverso la soluzione dei problemi pratici, porta la mente a riflettere e a cercare soluzioni, perciò, l’attività manuale costituisce un punto di partenza importante per portare i bambini a manifestare interesse anche per i problemi teorici e astratti: lo dimostrano soprattutto quando i saperi astratti arrivano attraverso l’attività manuale. La capacità di lavorare con le mani non ha a che fare con l’intelligenza incolta e a sua volta l’intelligenza a sua volta non presuppone l’incapacità manuale (M-47b).

 

  • M-09: Montessori M. (1909). Il Metodo della Pedagogia Scientifica applicato all'educazione infantile nelle Case dei Bambini. Città di Castello (Perugia): Lapi.
  • M.14: Montessori M. (1921). Manuale di Pedagogia Scientifica. Napoli: Morano.
  • M-47a: Montessori M. (1970). Educazione per un mondo nuovo. Milano: Garzanti. Comparso in inglese con il titolo Education for a new world nel 1947.
  • M-50: Montessori M. (1950). La scoperta del bambino (con 11 tavole fuori testo). Milano: Garzanti. 

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