Accademia Naven
Le parole dell'educazione
Curricolo

(Lessico Montessori)

 

Questa parola non è mai stata utilizzata da Maria Montessori anche se già agli inizi del XX° secolo John Dewey l’aveva introdotta nei suoi scritti. Il termine fa riferimento all’organizzazione organica degli studi scolastici per quanto concerne i piani e le discipline d’insegnamento. È entrato nel linguaggio corrente in seguito alla scolarizzazione di massa avvenuta nella seconda metà del Novecento in relazione alla complessità dei problemi legati alle diverse teorie educative, allo sviluppo delle conoscenze scientifiche e all’interazione di diversi elementi pedagogici per quanto concerne l’organizzazione del lavoro scolastico e degli apprendimenti, i contenuti di insegnamento, le metodologie utilizzate, i controlli dei risultati, ecc. È certo che se prendiamo in considerazione il curricolo nella sua accezione più ristretta, vale dire come articolazione di saperi disciplinari, la pedagogia montessoriana non vi ha nulla a che fare. Se invece lo intendiamo più che come un sistema di organizzazione di conoscenze come un “itinerario di vita”, vale a dire un insieme di valori, condizioni, esperienze e attività articolate in modo sequenziale secondo un coordinamento logico, allora possiamo dire che la proposta di Maria Montessori può avere a che fare, pur a posteriori, con il curricolo. In effetti, M. M. è fautrice di una visione olistica, ecologica ed ecosistemica secondo cui tutto è interconnesso e in cui l’insieme preesiste alle parti ed è qualcosa di molto di più della semplice somma di esse.
Non v’è dubbio che Maria Montessori, fin dal primo nucleo fondamentale di esperienza educativa delle prime Case dei Bambini ha inteso mettere a punto un metodo formativo che voleva essere coerente ed efficace. Per tutta la vita si è poi adoperata ad approfondire e sviluppare ulteriormente la sua proposta originaria, estendendola ad altre età. Occorre dire che il “disegno curricolare” di Maria Montessori non è mai descritto in modo lineare ed occorre ricavarlo dal contesto dei suoi scritti. Tuttavia, è possibile nelle sue opere sia individuare degli elementi costanti che vengono confermati o ribaditi senza sostanziali variazioni (si tratta soprattutto di alcuni aspetti metodologici di fondo), mentre è possibile notare alcune variazioni e ampliamenti successivi per quanto concerne i contenuti delle esperienze da offrire ai bambini.  
Possiamo perciò affermare che nella pedagogia montessoriana vi sono alcuni nuclei originari permanenti che incontreranno nel tempo ulteriori precisazioni e approfondimenti ma che nella sostanza rimarranno immodificati. Rimane stabile l’idea di un approccio scientifico ai processi educativi incentrata sull’osservazione sperimentale costante, così come la conquista progressiva a seconda dell’età dell’autonomia in un processo di autoeducazione. Il compito dell’educazione, anche attraverso le esperienze di Vita pratica, è di favorire lo sviluppo della Mente in tutte le sue molteplici potenzialità e manifestazioni, così come l’intelligenza e l’Immaginazione. È fondamentale inoltre prestare attenzione ai differenti periodi della vita secondo la concezione tipicamente montessoriana dello sviluppo, senza dimenticare il principio dell’errore che può essere autocorretto e dell’importanza di evitare un’educazione incentrata sul premo e castigo. Maria Montessori svilupperà questi principi da prospettive e con sguardi diversi, sia in relazione ai processi educativi diretti in ambito scolastico sia attraverso quello sguardo superiore e universale teso ad abbracciare l’intera umanità dei suoi scritti dell’ultimo periodo. In modo simile possiamo parlare anche della fede incondizionata nei confronti del suo Metodo: anche in questo caso è possibile parlare di un primo nucleo originario messo a punto in occasione della prima esperienza di apertura della Casa dei Bambini (M-09) e sarà in tale occasione che verrà sperimentato il materiale di sviluppo che verrà poi a fare parte del Metodo e che rimarrà sostanzialmente invariato negli anni successivi, salvo qualche pur importante aggiunta per la scuola elementare e qualche ritocco non sostanziale al materiale originario.  
È possibile rintracciare anche le specificità che caratterizzano i singoli periodi in cui Maria Montessori ha proposto il suo Metodo. 

 

 

Primo periodo: il curricolo per il bambino-scolaro

Si può affermare che il progetto della Casa dei Bambini di primo periodo, che ha un carattere essenzialmente sperimentale (M-09), si fonda sostanzialmente sulla Vita pratica, sull’educazione sensoriale, sul linguaggio (lingua parlata, lingua scritta, l’espressione grafica) sull’aritmetica, sulla musica e sul lavoro libero. Sullo sfondo troviamo l’ambiente preparato e il prezioso lavoro discreto della maestra. Quando di lì a pochi anni proporrà anche la scuola elementare a metodo (M-16), scomparirà almeno in parte l’educazione sensoriale così come era intesa nella Casa dei Bambini, mentre da un lato si rafforzeranno ed evolveranno gli ambiti già definiti per il periodo tre-sei anni con particolare riferimento alla grammatica, lettura, aritmetica, geometria, disegno, educazione musicale, studio della metrica. Ciò che è interessante è che si profila una continuità ideale fra Casa dei Bambini e Scuola Elementare, o come diremmo oggi, fra scuola dell’infanzia e primaria, abbracciando l’arco d’età che va da tre a dieci anni.

 

Secondo periodo: il curricolo del bambino – padre dell’uomo

Alla conclusione degli anni Venti e all’inizio degli anni Trenta, Maria Montessori si trova in una posizione molto diversa rispetto al periodo precedente. Aveva impiegato i suoi primi anni sperimentali ad osservare quotidianamente che cosa accadeva nella prima Casa dei Bambini, poi aveva visto la diffusione sorprendente della sua esperienza, accanto anche alle prime obiezioni e prese di distanza. Negli anni Trenta è ormai famosa in tutto il mondo e ovunque vogliono applicare il suo Metodo. Se all’inizio il suo obiettivo era sostanzialmente sperimentale e finalizzato alla ricerca, ora la necessità è quella del consolidamento. Aveva inventato quasi da zero un “curricolo” tre-sei anni, poi aveva espanso il suo progetto anche nella direzione della scuola elementare e questo aveva comportato anche la necessità di tenere conto dei contenuti che i programmi ufficiali proponevano per quella fascia d’età e si era preoccupata soprattutto di modificare il contesto e l’approccio metodologico più che i contenuti e i saperi (che a quell’epoca venivano chiamate materie di studio. Ora però si trovava in una situazione del tutto nuova perché, mentre l’Italia prendeva lentamente e progressivamente le distanze dal suo metodo, molti altri paesi d’Europa e del mondo le si avvicinavano e non sono mancati i casi in cui il Metodo Montessori è diventato tout court metodo nazionale. Da qui la necessità della Montessori di confermare e consolidare ulteriormente le strutture portanti (quelli che qui sopra abbiamo indicato come i “nuclei originari permanenti”) in quanto generali, metodologiche e perciò universali perché adatte a culture e contesti diversi, mentre sorvolerà sempre di più sui contenuti disciplinari specifici. Si verifica così un passaggio determinante: se inizialmente si era preoccupata dei bisogni concreti di quei particolari bambini che vivevano nel difficile quartiere di San Lorenzo a Roma, il suo sguardo si espande nella direzione del bambino che abita il mondo intero, del bambino-umanità, ovvero del bambino padre dell’uomo. Maria Montessori non si preoccuperà di definire ulteriormente il suo impianto disciplinare, ma svilupperà alcuni ambiti universali portanti quali lo sviluppo della mente e l’educazione cosmica.
Questo non le impedirà di tentare di “mettere a sistema” il suo impianto curricolare, ma non ne dirà mai in merito la parola definitiva. Si limiterà invece a sviluppare aspetti dell’educazione che appaiono nello stesso tempo salienti e innovativi, come ad esempio l’educazione cosmica, oppure l’educazione alla pace. 

 

Verso un sistema educativo-scolastico a Metodo Montessori

Ugualmente, è possibile rintracciare in merito un tentativo di sistematizzazione che troviamo nella raccolta degli scritti che compongono il libro Dall’infanzia all’adolescenza (che a loro volta si basano su alcune conferenze tenute a Londra nel 1939, in cui Maria Montessori ipotizza il suo Metodo articolato in quattro parti, corrispondenti a quattro periodi dello sviluppo: “Ciascuna di queste parti si pone su un piano diverso, benché seguano la stessa linea” (M-39). Le quattro parti corrispondono: 

  • all’età della scuola dell’infanzia (o Casa dei Bambini) comprendente anche per diversi aspetti il primo anno della scuola elementare,
  • all’età della scuola elementare (ora Primaria) fino all’undicesimo o dodicesimo anno di età,
  • l’adolescente (da dodici a diciotto anni) e
  • lo studente universitario.

Maria Montessori si basa sia sulle sue esperienze dirette, sia sulle sperimentazioni che sono state svolte prendendo a riferimento i principi del suo Metodo specialmente in Olanda e in Inghilterra. Gli elementi significativi emergenti in merito sono i seguenti:

I. Infanzia (dai tre ai sei anni).
Maria Montessori non parla in quest’opera di questa fase e dà per scontato e pienamente riconfermato quanto già sviluppato in M-09 e successive edizioni. 

II.Fanciullezza (dai sette agli undici-dodici anni).
In relazione a quest’età aveva già scritto un’opera importante a suo tempo (M-16), a cui si aggiunge la Psicoaritmetica e la Psicogeometria. Mette in evidenza, fra l’altro:

  • i nuovi bisogni del corpo nel frattempo cresciuto rispetto alla prima infanzia e che richiedono un rinnovato bisogno di movimento (cammino, corsa, nuoto, ecc.);
  • Si aprono i suoi orizzonti relazionali ed esperienziali; ama la vita all’aperto;
  • il passaggio dal rapporto sensoriale e concreto con le cose tipico dell’infanzia alla nascita dell’astrazione e della concettualizzazione;
  • L’interesse per la natura si trasforma passando dalla sensibilità a come sono fatte le cose alle cause che ne producono gli effetti; osserva e cerca estraendo regole generali dai fatti specifici; inizia a sviluppare il pensiero scientifico;
  • Sviluppa l’immaginazione come strumento che gli permette di passare al pensiero astratto;
  • Si interessa attivamente ai rapporti sociali. 

III. Adolescenza (dai dodici ai diciotto-diciannove anni)
È l’età di transizione dalla fanciullezza all’età adulta. ha bisogno di sentirsi protetto e nello stesso tempo avverte la necessità di aprirsi al mondo che sta al di fuori della sicurezza della sua famiglia. Maria Montessori mette in evidenza, fra l’altro:

  • il sapere inteso non come accumulo di nozioni ma come preparazione agli imprevisti della vita (occorre perciò che la secondaria non si limiti solamente a una rigida specializzazione; non bisogna sopprimere la “cultura” in nome dell’importanza degli apprendimenti tecnici; 
  • non umiliare lo studente della secondaria attraverso la valutazione: misurare il lavoro dello studente solamente in termini di risultati non aiuta i giovani a crescere che anzi spesso si sentono umiliati e rifiutati;
  • favorire in modo massimo l’indipendenza in considerazione anche del fatto che l’adolescenza è l’età di una nuova “rinascita” per porta il ragazzo a diventare uomo;
  • la natura assume un nuovo significato a partire dall’importanza della vita e del lavoro all’aria aperta; ma anche l’osservazione della natura costituisce un importante arricchimento dello spirito
  • assume un rilievo fondamentale la vita sociale anche attraverso forme organizzate di lavoro comune (come ad esempio il lavoro condiviso bella campagna nella fattoria;
  • la secondaria ha il compito sia di fornire una cultura che di preparare al lavoro. Maria Montessori precisa come il lavoro di cui parla non ha nulla a che vedere con la competizione e con la produzione intensiva: non ha importanza il lavoro in sé ma il lavoro a cui la persona si dedica, questo per dire che il lavoro dovrebbe sempre valorizzare le qualità dell’individuo.

Per quanto concerne i saperi disciplinari, propone sinteticamente l’impianto qui di seguito riportato:

I. Sviluppo dell’espressione personale:

  • Musica, intesa come esecuzione di pezzi, canto corale, conoscenza delle composizioni e delle rispettive epoche;
  • Lingua, intesa come rappresentazione drammatica, declamazione poetica, lettura a voce alta, esposizione di idee e ragionamenti, discussione;
  • Lavori artistici, come disegni ornamentali, riproduzione della natura, espressione del sentimento artistico personale.  

II. Elementi creatori dell’essere psichico:

  • educazione morale, finalizzata all’equilibrio fisico e spirituale;
  • Matematica: “Oggi l’intelligenza umana non è più un’intelligenza naturale, ma è un’intelligenza matematica: e senza l’educazione e lo sviluppo matematico non è possibile comprendere il progresso della nostra epoca, né parteciparvi” (M-39);
  • Le lingue, intese come espressione del pensiero, apprendimento del latino. 

III. Costruzione del rapporto con la civiltà attuale e con la cultura:

  • Studio della terra e della natura vivente, come geologia, biologia, botanica, zoologia, fisiologia, astronomia, anatomia;
  • Studi inerenti lo sviluppo umano e la costruzione della civiltà attraverso le scienze fisiche, chimiche, ecc.;
  • Storia dell’umanità, con approfondimento di epoche, personaggi, invenzioni. 

IV. Età dell’università

Non compaiono indicazioni particolari, se non la raccomandazione di non rinunciare a quella formazione culturale globale e valoriale, evitando così di rinchiudere lo studente esclusivamente in una formazione esclusivamente tecnica.

 

Nido d’infanzia

È utile infine precisare che si potrebbe annoverare ai sopra citati periodi un ulteriore altro che tuttavia li precede tutti, vale a dire il nido d’infanzia a Metodo: Benché ai tempi della Montessori non esistesse e perciò non sia mai stato nemmeno ipotizzato, i suoi scritti sul neonato e sul bambino piccolissimo (M-50) hanno costituito una base importante e significativa per l’organizzazione dei primi nidi d’infanzia istituiti nel 1971. Attualmente inoltre sono sempre più diffusi i servizi pubblici e privati che si ispirano ai suoi insegnamenti e al suo metodo.

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