(Maria Montessori)
Secondo la psicologia classica l’imitazione – soprattutto nei primissimi anni di vita - consiste nella riproduzione conscia o inconscia di un comportamento o di un modello comportamentale.
L’azione imitativa sarebbe una predisposizione innata del bambino piccolo (ma anche degli animali) sarebbe motivata dalla simpatia, vale a dire dall’interesse per l’azione osservata oppure in relazione alla persona che la compie. Se all’inizio l’imitazione consisteva nella mera riproduzione di un comportamento originale, in seguito – con la maturazione e la crescita – entra in una nuova fase di superamento del modello avvicinandosi o trasformandosi così alla produzione creativa e artistica.
Maria Montessori ritiene che i comportamenti del bambino anche quando è molto piccolo siano qualcosa di più della semplice imitazione. È superficiale dire che i bambini imitano i grandi e, per altro, si sa che gli adulti sono imperfetti.
“L’imitazione può offrire un’ispirazione, un incentivo, ma ci deve essere un’adeguata preparazione per tradurre il desiderio in atto” (M-47b).
La natura predisposto il bambino nel dargli la capacità di uno sforzo per trasformarsi: e tale sforzo non è imitazione ma è un atto creativo, è la “creazione, entro la psiche, della possibilità di imitare” (M-47b). In altri termini, Maria Montessori dichiara che quelle azioni dei bambini che sembrano essere riconducibili a dei “comportamenti fotocopia” e quindi riprodotti, costituiscono in realtà un atto creativo proprio perché il bambino li ricostruisce nella propria mente e poi li rappresenta nella vita reale.