(Elinor Goldshmied)
Un aspetto importante che Elinor Goldshmied ha focalizzato riguarda il gioco. Il gioco rappresenta l’attività principale dei bambini ed è attraverso di esso che i bambini imparano a muoversi nel proprio ambiente di vita e a interpretare la realtà nella quale vivono. La pedagogista inglese propone due momenti strutturali del gioco che la renderanno famosa: il cestino dei tesori (per bambini fino al primo anno di vita, quando cioè non è ancora in gradi di spostarsi nello spazio) e il gioco euristico (per i bambini da un anno di vita in poi, quando sono cioè in grado di muoversi).
La proposta del Cestino dei tesori può evolvere nel Gioco Euristico, pensato per bambini che sanno camminare. La Goldshmied ha ideato questa attività di gruppo tenendo conto delle esigenze di continuo movimento e di trasporto di materiali, dei bambini di due anni.
La parola “eurisko”, nell’etimologia greca del termine, indica infatti l’attività di scoperta per i bambini di questa età, che si muovono in continuazione dedicandosi alla conoscenza attiva di tutte le possibilità le possibilità di assemblaggio tra loro di oggetti diversi, la possibilità di individuarne non solo le caratteristiche fisiche, ma anche quelle funzionali, spostandoli da un posto all’altro e osservando come essi si comportano; diventa un’attività che consente la concentrazione e lo scambio sociale. Per questo, si avrà la predisposizione di materiale combinabile, per sostenere appunto, l’interesse del bambino a sperimentare e scoprire le relazioni tra gli oggetti. Anche in questo caso, l’adulto, ha il compito di organizzare con cura e competenza l’attività, predisponendo gli spazi e i materiali per poi restare seduto ad osservare silenziosamente i bambini in movimento, senza intervenire.
Gli obiettivi che il cestino dei tesori prima e del gioco euristico poi si propongono di perseguire sono: