Accademia Naven
Le parole dell'educazione
Adolescente

(Lessico Montessori)

Per Maria Montessori l’età dell’adolescenza è il terzo “periodo sensibile” dopo quello dell’infanzia (caratterizzato dallo sviluppo sensoriale e dall’amore per la natura) e quello della fanciullezza (caratterizzato dalla comparsa del pensiero astratto e dall’apertura al mondo sociale). È anche una fase caratterizzata da un importante travaglio psicologico dovuto alla transizione dalla mentalità del fanciullo inserito in famiglia a quello che di lì a poco sarà un uomo che deve vivere nella società. Ha bisogno, perciò, da un lato di sentirsi protetto, dall’altro di “essere messo in grado di comprendere il ruolo di uomo che dovrà svolgere nella società” (M-39).

L’insegnamento non dovrebbe limitarsi all’assimilazione di un accumulo di nozioni senza distinzione fra ciò che è importante e ciò che è secondario: si tratta di un insegnamento superficiale che non aiuta l’adolescente ad intercettare la complessità tanto dei saperi, quanto del mondo che lo circonda. La scuola secondaria dovrebbe preparare alla vita, aiutando la giovane personalità a prepararsi alle circostanze impreviste. Questo non significa che debba rinunciare alla preparazione alle professioni intellettuali, ma non deve ridursi esclusivamente a questo sopprimendo la “cultura” e traducendosi in una sorta di somma di materie che camminano in modo parallelo e senza un’integrazione fra loro. Anche il lavoro dell’adolescente che frequenta la secondaria superiore non dovrebbe essere “misurato” come se si trattasse di pesare con una bilancia meccanica. Il “brutto voto” più che un incentivo costituisce un’umiliazione e quindi scoraggia l’adolescente anziché spingerlo ad andare avanti (M-39). 

 

M-39: Montessori M. (1949). Dall’infanzia all’adolescenza. Milano: Garzanti. Comparso in francese con il titolo De l’enfant à l’adolescent nel 1948.

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