Accademia Naven
Le parole dell'educazione
Attaccamento

(Lessico Montessori)

NB. Maria Montessori utilizza questo termine con un significato differente rispetto a come lo intendiamo ora, poiché scrive in un periodo nel quale ancora non erano stati effettuati gli studi sull’attaccamento che saranno attuati da John Bowlby, Mary Ainsworth e altri.

Non è generato dall’affetto (come il termine potrebbe far pensare), ma è piuttosto un’espressione di paura. Le manifestazioni di attaccamento intenso avvengono quando l’ambiente anziché attraente, appare pericoloso e minaccioso. Bisogna quindi lavorare sull’ambiente per renderlo sicuro e piacevole agli occhi del bambino.
Maria Montessori fa riferimento ad un attaccamento del bambino nei confronti dell’adulto al punto da creare dipendenza e come tendenza alla rinuncia alla conquista di forme di indipendenza. Bambini che son troppo attaccati all’adulto sono costantemente impegnati a mantenere avvinta la persona a cui sono legati facendo domande continue senza attendere le risposte, chiedendo continuo aiuto e, nella sostanza, rendendo l’adulto un loro schiavo. “Tale stato di cose che l’adulto accoglie con favore, perché non intralcia la sua propria attività, …” (in: La scoperta del bambino). In altre parole, l’adulto può gradire questo atteggiamento del bambino, felice di sostituirsi a lui, inconsapevole che in questo modo non l’aiuta non permettendogli di conquistare le proprie autonomie e quindi di crescere.
In seguito, anche in relazione alla sua lunga esperienza in India, osserverà che l’attaccamento è anche in funzione dello sviluppo sociale. La cura del neonato e del bambino piccolo non deve necessariamente coincidere con il suo isolamento in funzione protettiva. Le culture non occidentali sono ricche di insegnamenti interessanti in questa direzione. Il bambino ascolta tutto ciò che sta intorno a lui ed è importante che stia con la madre o con l’adulto: vede quello che fa, ascolta e ne assimila il linguaggio, partecipa alle sue relazioni sociali e ne assorbe le strutture. Il bambino, anche quando è molto piccolo, deve essere immerso nel mondo sociale di appartenenza e non tenuto segregato. Se anche la madre non gli rivolge direttamente la parola, il bambino ugualmente ascolta e fotografa tutto quello che gli sta intorno.

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