(Lessico Montessori)
Maria Montessori utilizza questo termine per riferirsi al bambino quando trova delle barriere intorno a sé che gli impediscono di essere concretamente presente nel lavoro che deve svolgere ed appare svogliato, impigrito e la sua intelligenza appare deviata: compare una vera e propria “diminuzione dell’intelligenza”. In generale non è così e non è questione di mancanza di intelligenza o di cattiva volontà. Possono anche comparire delle tendenze artistiche e delle capacità creative, che tuttavia rimangono, per così dire, sulle nuvole e non si traducono mai in qualcosa di concreto poiché nessun approfondimento tecnico appare possibile, rimanendo così nella sfera della fantasticheria e nel desiderio mai realizzato nell’assenza di qualsiasi spinta propulsiva. Ci sono delle barriere psichiche che nascono nell’infanzia e che le persone possono portarsi dietro anche per tutta la vita: si pensi ad esempio all’odio per la matematica a causa di un’esperienza infelice a scuola in età infantile: la persona manifesta una vera e propria “ripugnanza” che è impossibile superare.
Comportamenti come la distrazione, l’aggressività, il rifugio nelle fantasticherie o l’incapacità di risolvere un problema anche relativamente semplice, non dipendono da cattiva volontà o da mancanza di intelligenza, ma sono piuttosto il frutto di errori fatti dagli adulti ed hanno una funzione essenzialmente difensiva, come be descrive la psicoanalisi. Sono barriere molto difficili a vincersi. Occorre portare il bambino alla normalizzazione, vale a dire occorre costruire una situazione di normalità che permetta al bambino di superare il suo bisogno inconscio di difesa dalla situazione di disagio nel quale si trova.
Qualcosa di simile avviene anche nell’ambito della più vasta società: vi sono anche le barriere nazionali che dovrebbero essere superate perché “… non sono fatte per separare un gruppo unito uniforme (…). Un’ansia di isolamento e di difesa rinforza le barriere fra nazione e nazione, e ostacola la circolazione degli individui (…). Le barriere sono forse anche per le nazioni un fenomeno psichico, che consegue a una grande sofferenza, a una grande violenza sopportata? Il dolore si è organizzato: ed era così immenso, che barriere sempre più dure e più fitte hanno rattrappito la vita delle nazioni” (Il segreto dell’infanzia).