Accademia Naven
Le parole dell'educazione
Limite

(Lessico Montessori)

 

In psicologia, il limite è la delimitazione fra l’Io e il non-Io, vale a dire fra il sé e il mondo esterno. Il bambino, che inizialmente vive in uno stato di identificazione primaria con la madre e non ha ancora operato una distinzione fra sé e la realtà esterna, dovrà progressivamente limitare i confini fra il sé e ciò che è al di fuori del sé. Maria Montessori utilizza il concetto del limite come aiuto al bambino per fare ordine al suo interno, distinguendo ciò che è pertinente (o essenziale) da ciò che lo è (vale a dire, è superfluo). Inizialmente è la maestra che determina i confini delle esperienze, progressivamente in seguito sarà il bambino stesso che diverrà in grado di autogovernarsi (auto-educarsi) attraverso la selezione accurata degli elementi pertinenti da quelli che non lo sono. Il limite evidentemente riguarda le regole (intese come indicazioni, vale a dire procedure e metodi finalizzati a guidare il comportamento) che l’adulto mette in atto e che costituiscono per il bambino una guida sicura. Inizialmente le regole sono esterne ed etero-indotte; saranno poi progressivamente introiettate. Appare evidente che Maria Montessori non pensa affatto alle regole intese come mere prescrizioni, quanto piuttosto a “regole regolanti”, caratterizzate non dalla semplice applicazione ma dallo loro interpretazione individuale e aggiustamento personale: il bambino contemporaneamente le applica e le adatta a sé, le attua e le interiorizza personalizzandole. 

Sul piano dell’impiego dei materiali è importante limitare la quantità degli oggetti che sono a disposizione dei bambini avvicinandosi il più possibile a quelli che essi utilizzano realmente. In questo modo i bambini saranno meglio in grado di localizzarli nell’ambiente ed imprimerli nella memoria. I bambini saranno così meglio in grado di possedere l’ambiente in cui vivono (La scoperta del bambino). Il limite è legato all’intelligenza ed al lavoro della mente. Proprio perché la mente ha dei limiti la sua organizzazione si fonda sulla raccolta e sulla selezione (delle percezioni sensoriali, delle informazioni). È per questo che l’intelligenza ha il fondamentale bisogno di fare ordine attraverso l’astrazione dei caratteri prevalenti delle cose distinguendo ciò che è essenziale da ciò che è superfluo (Autoeducazione). 

Un altro aspetto concernente questo concetto è la “discrezione” della maestra, ossia la capacità di non essere intrusiva e di lasciare sempre il giusto spazio al bambino nella sua libertà di scelta, di auto esplorazione e di presa di iniziativa. In questo caso tale discrezione non ha il significato di “assenza” o di rinuncia a qualsiasi intervento, bensì all’importanza di intervenire al momento giusto (quello che Vygotskij chiamerà “zona prossimale di sviluppo”), vale a dire solamente quella parte di aiuto che appare necessaria per permettere al bambino di continuare ad andare avanti da solo e in autonomia. 

Privacy e cookies

© Accademia Naven 2026
info@accademianaven.org
Accademia Naven srl, Piazza Venezia n. 6
38122 Trento. P. Iva 02708610221