Accademia Naven
Le parole dell'educazione
Lettura

(Lessico Montessori)

Lettura e scrittura non sono contemporaneamente apprese, ma sono due atti separati in cui la seconda precede la prima. Se nella scrittura prevalgono gli elementi sensoriali e motori, la lettura non presuppone solamente il riconoscimento del segno grafico, ma richiede un’interpretazione del segno, vale a dire vi è la trasmissione di un significato: il segno grafico rimanda ora a un’idea, a un oggetto, ad un’azione. Attraverso la lettura della parola, il bambino non ne esplora solamente il suono, ma anche il senso.
Il bambino arriverà all’acquisizione della lettura per gradi. In un primo momento si dedicherà alla lettura delle singole parole (e potrà avvalersi delle carte delle nomenclature che di norma vengono via via realizzate dalle maestre e messe in seguito a disposizione di chi ne ha necessità. Un esempio è rappresentato dalla disposizione di giocattoli sul tavolo in cui a ciascun oggetto corrisponde un cartellino sul quale è stato scritto il nome dell’oggetto. Poi via via il bambino avrà il piacere di leggere i cartellini anche nel caso di assenza degli oggetti che sono richiamati dalla parola letta. Anche in questo caso non bisogna obbligare i bambini ma proporre l’attività quando sono disponibili e hanno voglia di farlo (di norma sono in grado di farlo intorno ai quattro anni) (M-09). Del resto, i bambini, anche se manifestano il piacere di leggere lo fanno per riprodurre il meccanismo (abbinamento fra segno e suono) ma non necessariamente rivolgono la loro attenzione al significato del testo letto: una cosa cioè è il meccanismo del linguaggio e tutt’altra questione è la logica dei significati contenuta nel testo del quale il bambino effettua la lettura. Occorre in altre parole, quando i bambini sono pronti, passare ad una seconda fase che è quella della lettura delle frasi: la strategia suggerita da Maria Montessori (che ha ripetutamente praticato con successo nelle Case dei Bambini) è quella di scrivere brevi frasi legate alla quotidianità, vale a dire scrivere dei bigliettini nei quali c’è scritto che cosa un bambino deve fare. A questo punto i bambini devono prestare attenzione non solo al suono a cui il segno grafico rimanda, ma anche all’azione proposta dal testo scritto. E l’intervento dei compagni che sanno già leggere nei confronti di quelli che non sanno ancora leggere farà il resto. È importante dunque evitare qualsiasi forzatura: i bambini arriveranno da soli, ognuno con i propri tempi. Quando cominciano a riconoscere le lettere dell’alfabeto e quando scoprono che le lettere, in base alla loro collocazione, possono “diventare” una parola, si divertono a ripetere incessantemente il processo, così come avviene per gli altri ambiti connessi con i periodi sensitivi. Si tratta di un processo che normalmente matura in un tempo relativamente breve. I bambini iniziano a cercare parole dappertutto, nelle insegne, nelle scritte, nei titoli dei giornali, nelle confezioni degli alimenti. Scoprirà – e si sorprenderà – che le scritte sono ovunque e sarà un gioco divertente cercarle. Va per altro precisato che non è importante che nella prima fase il bambino colleghi la parola al suo significato: sarà un’ulteriore scoperta che potrà fare agevolmente in seguito.
Sul piano più propriamente didattico, Maria Montessori dedica all’argomento un intero capitolo in M-16. L’esposizione è articolata in due parti: una prima che viene chiama “parte meccanica” in cui si fa largo riferimento alle conquiste che hanno avuto luogo nella Casa dei Bambini e una seconda, denominata “parte sperimentale” che ha a che fare esplicitamente con l’età della scuola elementare. Tutto il capitolo richiama una continuità ideale fra Casa dei Bambini ed Elementare. Per quanto concerne la didattica della lettura, i punti qualificanti sono i seguenti:

  • Parte Meccanica. Richiama il lavoro già svolto nella Casa dei Bambini, tenuto conto che quando i bambini entrano nella scuola elementare già possiedono i meccanismi della lettura e conoscono i meccanismi della lettura e sanno riconoscere le parole dal segno grafico.
  • Analisi della lettura: espressione e interpretazione. Concerne i due aspetti, fra loro distinti, della pronuncia della parola e dell’interpretazione del suo significato: anche queste tappe sono già iniziate nella Casa dei Bambini e trovano una naturale prosecuzione nella scuola elementare.
  • Parte sperimentale: la lettura ad alta voce. Maria Montessori richiama un “libriccino” di venti pagine che ha proposto nella sua ricerca sperimentale (e che qui ripropone) in ognuna delle quali è indicata con precisione il contenuto (riguardante nomenclature, brevi descrizioni e richiami di materiali e oggetti presenti in aula).
  • Letture interpretate. Avviene con l’impiego di bigliettini che i bambini leggono mentalmente per poi eseguire l’azione indicata. Viene offerta una molteplicità di esempi, tratti anche letteratura. Lo scopo è di accompagnare i bambini a comprendere ciò che leggono.
  • Le audizioni. La maestra legge ad alta voce (alla quale si richiede un’adeguata competenza in merito), affinché i bambini comprendano. Troviamo anche una lista di autori e di libri di cui viene suggerita la lettura.
  • I libri preferiti. Riferisce l’interesse dei bambini all’ascolto delle letture effettuate dalla maestra ed indica le letture che i bambini hanno preferito nella fase sperimentale. Effettua anche un’analisi degli esiti conseguiti in merito. 

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