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I materiali di sviluppo del Metodo Montessori: istruzioni per l'uso
Blocchi

Materiali per lo sviluppo delle capacità sensoriali e logiche.

Si tratta di pezzi di legno verniciati a vivaci colori denominati:

  • Sistema dei prismi (o “Scala Marrone);
  • Sistema delle aste (o “delle lunghezze”)
  • Sistema dei cubi (o Torre Rosa). 

I blocchi compaiono in tutte le edizioni de “Il Metodo”, dalla prima edizione del 1909 all’ultima del 1950. Le tre varianti dei materiali proposti sono ispirate ai lavori di Séguin: tuttavia M. M. li modifica illustrandone le ragioni e fornendo informazioni dettagliate sui cambiamenti apportati fornendo in qualche caso una doppia spiegazione, precisando cioè quali erano stati i cambiamenti in occasione del loro utilizzo a fine secolo con i bambini compromessi e poi, una decina d’anni dopo con i bambini normali delle Case di Bambini. È la stessa Montessori che stabilisce di inserire un telaio o una cornicetta o che decide di cambiare un colore o di modificare – seppur di poco – una misura: è interessante notare la meticolosa precisione e la profonda concretezza nel proporre i materiali rigorosamente a misura di bambino per maneggevolezza e per percezione visiva e tattile. Pur rimanendo immutati nella sostanza, sono presenti differenze anche nella loro presentazione e nel loro impiego: appare evidente l’importanza che M. M. attribuisce ad essi attraverso il bisogno di specificare, meglio precisare evidenziare aspetti specifici, ecc.

 

Sistema dei prismi

Anche per quanto riguarda i prismi si tratta di dieci pezzi di colore marrone tutte della stessa lunghezza ma di sezione diversa. Sono denominati anche “Scala Marrone”. Differiscono fra loro per altezza e larghezza, mentre la lunghezza resta invariata. In modo simile alle aste, si pongono l’uno accanto all’altro in gradazione dal più grande al più piccolo, formando una scala. Il bambino utilizza una sola mano per spostare il prisma (M-50) e porlo nella posizione giusta e fa una certa fatica ad afferrarli. Prendendo ripetutamente i pezzi a poco a poco il bambino acquisisce la posizione precisa della collocazione del pezzo e costruisce così la “memoria muscolare”. La differenza tra di loro si avverte anche nel peso (oltre che nello spessore) che infatti aumenta sempre di più. Per cominciare si propone la scala al bambino disponendo i prismi sul tappeto in ordine sparso. Si prende poi il più grosso (o il più fino), stringendolo con una mano nel centro e si isola dagli altri: mettendo poi accanto a questo i successivi prismi in modo che le due superfici laterali formino un unico piano. L’eventuale errore è visivo e il bambino se ne accorge da solo. La scala è adatta per i bambini dai due ai tre anni. 

Scala marrone

 

Sistema delle aste (o delle lunghezze)

Le aste sono dieci, della stessa sezione quadrata e differiscono l’una dall’altra di dieci cm: la minore è lunga 10 centimetri e la maggiore è di 1 metro. Si pongono a terra e si dispongono in modo mescolato e il bambino dovrà ordinarle dalla più piccola alla più grande. È un materiale per lo sviluppo sensoriale che, introducendo il bambino alle quantità da 1 a 10, costituiscono una premessa dei futuri concetti matematici. Sono adatte per bambini dai tre ai quattro anni. Il bambino pone le aste in ordine sparso su un grande tappeto; isola la prima (la più lunga) nel senso della lunghezza, poi le successive, tenendo presente che le estremità devono partire da sinistra verso destra. Il bambino discrimina il lungo e il corto (senso orizzontale) e alto e basso (senso verticale). È adatto per i bambini che vanno dai due ai tre anni circa.

 

Scala blu

 

 

Il sistema dei cubi (o Torre rosa)

Il sistema dei cubi (o Torre Rosa) è composto da 10 cubi di legno verniciato di dimensioni diverse, che possono essere impilati l’uno sull’altro dal più grande al più piccolo. Il cubo più grande misura 10 cm di lato mentre il cubo più piccolo ha i lati di un solo cm di lunghezza. Anche in questo caso il bambino può ordinare i cubi impilandoli dal più grande (che costituirà la base della torre) al più piccolo prestando così attenzione alla grandezza ed alle proporzioni che potrà cogliere attraverso l’esperienza tattile. Anche per quanto riguarda la torre il bambino sarà in grado di correggere da solo gli errori che si potranno presentare nei suoi tentativi di ordinamento graduale dei singoli pezzi. Si prende con una mano il più grande e lo si separa dagli altri, poi il successivo della serie che si pone con molta cura sopra al prima al centro; poi si mettono in seguito su quest’ultimo via via tutti gli altri in rodine di dimensione fino al più piccolo. Demolita, si ricostruisce. L’eventuale errore è visivo e il bambino sarà capace di correggerlo da solo. Serve ad acquisire i concetti di grande e piccolo (dapprima attraverso la presentazione delle dimensioni estreme e poi sempre più fra loro vicine). La torre si usa da due a tre anni.

Torre rosa

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