Accademia Naven
Esperienze e proposte di attività
Il sole in bottiglia

Una piccola storia

Giacomino sapeva dove si potevano trovare delle bottiglie: nel ripostiglio del bar che si trova di fronte alla sua casa era sicuro di poterne trovare tante. Era meglio bianca o scura? Ne prese una scura, proprio una di spumante perché aveva trovato anche il tappo. La mise nell'angolo del cortile vicino alla siepe di biancospino ed all’entrata dell’orto. 

Poi venne sera e andò a dormire.

Il mattino dopo corse a prendere la sua bottiglia e si accorse che dentro c'era il sole. Provò una forte emozione. Era indeciso sul da farsi.

-       Ah! Il tappo! Il tappo!

Si frugò in tasca e chiuse la bottiglia con il tappo.

-       Ora non puoi più scappare - disse. E mise la bottiglia nella cartella. S'incamminò per la strada, ma non andò nella direzione della scuola. Andò invece al mercato. Sapeva di avere con sé un grande tesoro, ma non sapeva ancora a che cosa potesse servire.

Si fermò davanti ad una bancarella dove una donna dal naso rosso e con un grande fazzoletto giallo in testa vendeva degli elastici e dei limoni.

Che cosa vuoi, ragazzino? - disse. Parlava in una lingua un po' diversa.

-       Io non voglio niente. I limoni non mi piacciono. Io vendo il sole.

-       Ah! Vendi il sole. Guarda un po'. E, dov'è il tuo sole?

-       È qui, nella cartella. È dentro una bottiglia di spumante.

Giacomino aprì la cartella e mostrò il sole alla signora. Non riusciva a capire bene se la signora era convinta oppure no. Dopo essere stata un po' a guardare, puntando un dito verso il cielo disse:

⁃       Guarda un po'. E allora quello cos'è?

⁃       È il sole - rispose Giacomino un po' seccato - non l'ho preso tutto, qui dentro ce n'è soltanto un pezzo.

Intanto molta gente si era radunata intorno a Giacomo perché voleva sapere che cosa c'era dentro la cartella. Si era avvicinato per curiosare anche un cane.

⁃       C'è il sole! C'è il sole!

⁃       Fammi vedere.

⁃       Davvero?

⁃       Che cosa ha fatto?

Giacomino teneva la bottiglia stretta stretta. Aveva paura che gliela portassero via. Il vigile urbano che dirigeva il traffico di quella piazza andò a vedere anche lui.

-       Che cosa succede qua?

Giacomino si accorse che il vigile non aveva i baffi.

⁃       Di chi è quella bottiglia?

⁃       È mia. È mia. - cominciò a dire Giacomino che non si fidava troppo.

E la rimise nella cartella. La gente stava lì a guardare che cosa volesse fare il vigile urbano e come se la sarebbe cavata Giacomo.

Invece si fece avanti un signore, alto, con la barbetta bianca e gli occhiali d'argento. Aveva anche i pantaloni a righe.

-       Dimmi un po', ragazzino, me lo vendi il sole? Ti do sette monete e quarantaquattro soldi.

Giacomino era indeciso. Forse quel signore sapeva a che cosa potesse servire il sole. Ma c'era qualcosa in quel signore che non gli piaceva.

-       Te ne do solo un pezzo - disse - il resto lo tengo io.

Ma quel signore lo voleva tutto.

-       Non lo vendo più - disse, e corse via senza salutare nessuno.

Imboccò la strada che porta al cimitero delle automobili, quando, improvvisamente, gli venne un'idea che lo entusiasmò moltissimo.

-       Adesso la rompo - disse fra sé.

Scagliò con tutta la forza del braccio la bottiglia contro un muretto. Osservò i mille pezzi di vetro sparsi per terra e vide che in piccolo pezzo di bottiglia c'era un pezzo di sole.

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