Non mancano casi in cui la lettura del libro ai bambini è un modo anche per farli parlare e permettere loro di esprimere la loro partecipazione: soprattutto se si tratta di un libro che i bambini conoscono bene (ad esempio hanno avuto modo di osservare ripetutamente le immagini e le ricordano) non si limitano ad ascoltare ma intervengono anche con piacere con considerazioni e commenti.
Lo sanno bene le educatrici che hanno deciso di realizzare libri con le fotografie degli stessi bambini. È il caso, ad esempio, dell’educatrice di un gruppo di bambini del tempo prolungato che devono attendere l’arrivo dei genitori che ha deciso di confezionare dei libri particolari.
Una scatola di cartone provvisto di manico per poterla portare in giro contiene dei libri prodotti in proprio: si tratta di cartoncini piegatoi a metà al cui centro è possibile inserire pagine interne a piacere.

Sono libri confezionati al momento insieme ai bambini che riportano riproduzioni fotografiche di momenti di vita quotidiana sui quali l’educatrice decide di fissare l’attenzione. E sono collocati in un apposito raccoglitore che ne facilita l’utilizzo. È un modo per lasciare traccia delle esperienze dei bambini che in seguito possono leggere sé stessi attraverso l’osservazione di ciò che stanno facendo in un determinato momento.
Il libro può contenere immagine tratte dalla quotidianità (come, ad esempio, il pranzo oppure un gioco), ma può anche illustrare un’uscita, una visita alla biblioteca, un’attività sulla primavera o sull’autunno e così via. Serve a richiamare i vissuti delle esperienze recenti.
Le possibilità di lettura sono molteplici. L’educatrice può soffermarsi a descrivere le azioni e le situazioni che si possono osservare e offre commenti per aiutare il bambino a riconoscersi, a riconoscere i compagni, a riconoscere ciò che si sta facendo. I bambini possono osservare individualmente le immagini, riconoscerle e ricordare le situazioni.

Un aspetto interessante riguarda le didascalie. A volte l’educatrice inserisce brevi testi che illustrano il significato dell’immagine. Anche i bambini però da parte loro parlano e commentano ciò che stanno vedendo, ed è interessante che l’educatrice aggiunga sotto la fotografia le parole pronunciate dai bambini, i loro commenti.
I bambini possono così richiamare alla mente che “le formiche vanno là”, che “la farfalla va via” che “in giardino c’è la palla”: il fatto che l’educatrice riporti le parole dei bambini è un richiamo alla memoria, un’annotazione dell’intensità della partecipazione dei bambini e il loro riconoscimento come interlocutori partecipi della costruzione del libro.