Accademia Naven
Esperienze e proposte di attività
A più tardi

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“Per fare un libro ci vuole un fiore", diceva Gianni Rodari. Nel nostro caso possiamo dire che “per fare un libro ci vuole un libro.
“A più tardi!” è un libro di Jeanne Ashbé, pubblicato da Babalibri. È un libro nel quale ogni pagina è occupata da un’immagine che la riempie ed accompagnata da una breve scritta che si trova in fondo. La copertina riporta il disegno di un bambino in braccio all’educatrice mentre la mamma lo saluta dicendogli appunto “A più tardi!”. È il saluto amorevole della mamma che se ne va e lascia il bambino al nido con la chiara promessa che più tardi tornerà. Sono parole che sono anche un invito alla serenità, alla fiducia che sarà una buona giornata e che il bambino potrà rimanere tranquillo e felice.

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Il libro prosegue illustrando le routine e le scadenze della giornata al nido: racconta la quotidianità dei bambini, racconta la cronaca di una giornata di un bambino al nido ma è anche un libro della memoria personale perché racconta esattamente che cosa è accaduto o accadrà anche al piccolo lettore che leggerà le immagini della storia o che ascolterà le parole dell’educatrice che racconta. Le immagini si susseguono una per una e la domanda rimarrà sempre la stessa: e che cosa succederà più tardi? Sono tutte immagini che catturano i diversi momenti dalla giornata che il bambino conosce e che sono lo specchio realistico di ciò che succede al bambino che ascolta il racconto dell’educatrice o che osserva da solo le immagini del libro.
Il tempo trascorre silenzioso e i bambini si trovano a vivere gli accadimenti della giornata senza averne inizialmente consapevolezza. Potersi soffermare e ritrovare le immagini di ciò che accade quotidianamente permette ai bambini di trovarsi davanti ad uno specchio delle cose che accadono diventando per un momento spettatore di ciò che gli succede. È un modo per richiamare alla mente e costruire consapevolezza. Vede il bambino che saluta la mamma o il papà così come accade a lui tutte le mattine, vede il pranzo e la sua organizzazione, vede il momento del riposo e i momenti di gioco, vede il ritorno del genitore alla sera così come accade a lui. È un libro che riflette come in uno specchio la sua giornata, è la costruzione della memoria. 

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È un libro che è facile da leggere per i bambini perché riconoscono facilmente le situazioni: il bambino che aspetta che la madre gli tolga il capotto, il bambino che saluta il genitore facendo ciò con la mano, il bambino che gioca con i compagni, ecc. Il libro è dunque una fotocopia della giornata del bambino. 

Storia narrata e storia vissuta si fondono e si confondono. 

E allora perché non andare ancora più in fondo? 

Le educatrici hanno deciso di usare il libro per farne un altro che è quello della realtà. Tutte le pagine sono state fotocopiate e riportate in un raccoglitore e ogni situazione descritta dal libro trova a fianco il suo corrispettivo reale: da un lato vediamo il disegno della mamma che spoglia il bambino togliendogli il cappotto, dall’altro vediamo la fotografia della mamma mentre sta facendo la stessa azione. C’è il bambino disegnato e a fianco il bambino fotografato, c’è da un lato il disegno della mamma e a fianco la fotografia della mamma. 

Il materiale preparato dalle educatrici segue passo passo il libro: il racconto del libro e il racconto della realtà quotidiana all’interno del nido camminano insieme. Sta al bambino decidere quale parte del libro vuole leggere, se quello dell’immagine, quello della realtà o entrambi i percorsi attraverso un confronto costante. 

L'esperienza è stata proposta dal gruppo di lavoro educativo del nido di Orsetti di Ala (Trento).

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Ultimo aggiornamento agosto 2026

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