Accademia Naven
Esperienze e proposte di attività
Il libro dei movimenti

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Che cosa fa il bambino molto piccolo nei momenti in cui al nido è sveglio, riposato e tranquillo? È possibile individuare degli indicatori di osservazione che possano accompagnare le educatrici a comprendere le esigenze dei bambini e quindi accompagnarli nel loro sviluppo? E poi ancora: come preparare l’ambiente affinché il bambino molto piccolo possa trovarsi effettivamente a suo agio? Come può l’educatrice osservare sé stessa nelle proprie azioni rivolte ai bambini e nei propri atteggiamenti, comportamenti e posture durante il proprio rapporto di cura con i bambini?

Sono queste le domande a cui la cooperativa Città Futura di Trento ha inteso cercare delle strade percorribili per accompagnare il proprio personale educativo ad osservare in modo efficace, sia al fine di predisporre l’ambiente per il bambino piccolissimo in modo adeguato, sia per conoscere meglio lo sviluppo infantile e di conseguenza intervenire in modo appropriato. 

Dalla necessità di rispondere a queste domande è nata la collaborazione della cooperativa con la prof.ssa Paola Molina dell’università di Torino. 

Il lavoro svolto e la scelta di sviluppare tre check-list:

  • una sull’osservazione del bambino che gioca;
  • una sull’ambiente di gioco che l’educatrice predispone per l’occasione;
  • una sulla postura e sulle azioni che l’educatrice adotta nella propria relazione con il bambino.

Dal lavoro di formazione è nato un libro: Paola Molina (2023). Il gioco nel primo anno di vita. Progettare spazi e attività nel nido d’infanzia. Trento: Erickson.

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Il libro di Molina costituisce un importante aiuto per il lavoro quotidiano con i bambini più piccoli perché accompagna in modo chiaro l’educatrice all’osservazione dei bambini molto piccoli quando ancora i loro segnali comunicativi sono ancora immaturi e quindi non facilmente interpretabili. L’autrice ha ovviato a questo problema sia fornendo puntuali delucidazioni descrittive dei comportamenti dei bambini, sia corredando il volume di disegni che illustrano e spiegano bene le posture e i comportamenti dei bambini nelle fasi cruciali dello sviluppo rendendoli puntualmente riconoscibili. 

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Il bambino concentrato

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La manifestazione di attenzione a un altro bambino

 

Il pregio del lavoro delle educatrici è stato quello di utilizzare il libro di Molina in funzione della costruzione di una relazione costante e continua con i genitori.

Sul piano operativo, i passaggi sono stati essenzialmente due. 

Il primo è di osservare documentano le posture e i comportamenti del bambino in alcune sue fasi evolutive cruciali. Quando ad esempio il bambino intorno ai sei mesi di vita inizia ad essere capace di reggersi seduto da solo per un certo tempo ha necessità di un certo tempo per controllare bene la nuova posizione conquistata e lo si vedrà provare e tentare, riuscire per un certo tempo per poi abbandonare per un certo tempo la nuova postura acquisita, poi riprovare di nuovo e così via. Si tratta insomma di una conquista fatta di prove ed errori, di fughe in avanti e di repentini temporanei abbandoni, di tentativi riusciti e di battute di arresto e così via. L’educatrice ha il tempo di notare i diversi tentativi evolutivi del bambino e può conservarne memoria attraverso una serie di riprese fotografiche. Poi ne sceglierà alcune che appaiono significative. Non si tratta di un’operazione da poco perché l’educatrice, mentre osserva il bambino, mentre cerca il momento giusto per scattare la foto, mentre decide quale foto le appare più significativa compie contestualmente un importante lavoro culturale e professionale che è quello di intercettare lo sviluppo di quel determinato bambino in situazione spontanea e naturale e nello stesso tempo di conoscere e approfondire lo sviluppo infantile nel momento del suo attuarsi e dispiegarsi concreto. 

Il secondo passaggio è quello di condividere il proprio sapere con le famiglie. È l’occasione per condividere i genitori le conquiste dei figli. Il genitore vede in questo modo attraverso un repertorio fotografico ciò che il bambino fa al nido, lo confronta con ciò che fa a casa e ne vede sia gli elementi di continuità che quelli di eventuale discontinuità. Soprattutto si rende consapevole dell’importanza di un’attenzione riflessiva del bambino e della competenza professionale dell’educatrice che non è solamente amorevole ma anche autorevolmente preparata. 

Sul piano operativo, la soluzione tecnica adottata nell’esperienza che qui si propone è semplice. Si tratta di un libro costituito da una raccolta di testi e di immagini che possono essere messe a confronto:

  • una pagina propone la descrizione sintetica della situazione osservata;
  • una pagina riporta il disegno tratto dal libro che illustra una determinata situazione o postura;
  • una pagina è costituita da una (o più) foto in cui si vede il bambino che sta assumendo spontaneamente (o cerca di assumere) la stessa postura o sta tentando di risolvere quel determinato problema. 

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Testo esplicativo

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Esempio fotografico

 

L'esperienza è stata proposta dal gruppo di lavoro educativo del nido di Orsetti di Ala (Trento).

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Ultimo aggiornamento agosto 2026

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