Accademia Naven
Crescere con Pinocchio
Le avventure di Pinocchio: capitolo 08

Geppetto rifà i piedi a Pinocchio e vende la propria casacca per comprargli l'Abbecedario.

Anche questo capitolo è organizzato in due momenti distinti. Il primo riguarda la ricomposizione del corpo di Pinocchio attraverso la ricostruzione dei piedi. Il secondo tocca per la prima volta il tema della scuola. Il racconto tocca anche il tema del dono e del libro di lettura.

 

Ricostruzione

Le prime esperienze di padre sono state un disastro per Geppetto perché le cose sono andate in tutt’altro modo rispetto a quelle sperate e immaginate. Anche per Pinocchio, per come sono andate le cose, si è trattato di un autentico fracasso.
A differenza dell’altra volta, non ci sono però le sorprese perché ormai conosce a sufficienza quello strano figlio per non illudersi. Ma vuole svolgere bene il suo ruolo di padre e si accinge a fare le cose con il massimo scrupolo, anche se non esita a lasciarlo un po’ sulla graticola nella speranza che riesca a mettere su un po’ di giudizio. Infatti, Pinocchio, una volta toltasi di torno la fame, ricomincia da capo a lamentarsi, a brontolare e a piangere, anche se questa volta lo fa per la buona ragione che
“voleva un paio di piedi nuovi”.
Ma Geppetto decide di lasciarlo (per una mezza giornata) sulla graticola e non si lascia commuovere dalle insistenze di Pinocchio che, pur di ottenere subito ciò che vuole, si allarga in promesse in una sorta di crescendo rossiniano:
“Vi prometto che da oggi in poi sarò buono” …
“Vi prometto che anderò a scuola, studierò e mi farò onore” …
"Io sono il può buono di tutti e dico sempre la verità” …
“Vi prometto, babbo, che impererò un’arte e che sarò la consolazione e il bastone della vostra vecchiaia”.  
Le prime tre promesse (“sarò buono”, “anderò a scuola” e “dico sempre la verità”) sono riferite a sé stesso, hanno una funzione di autocontrollo e intendono essere autocorrettive perché riguardano il lavoro che Pinocchio dovrà fare su sé stesso; la quarta promessa invece è un’assunzione di responsabilità per il futuro, un atto di solidarietà prossima, una restituzione futura di quell’amore che Geppetto sta profondendo ora nel suo Pinocchio. 
Abbiamo qui l’esempio di una situazione genitoriale che si fa pedagogica: da un lato Geppetto è intenerito da ciò che è successo a Pinocchio e decide immediatamente in cuor suo di rifargli i piedi, dall’altra però lo fa aspettare. Pinocchio a sua volta vorrebbe avere subito i piedi nuovi e si sbilancia in promesse che si sa già che non manterrà. L’effetto del testo è di suscitare nel lettore un sentimento di simpatia per entrambi i personaggi attraverso l’assunzione di ruoli reciprocamente antitetici e complementari. Da una parte il bambino capriccioso e impaziente, dall’altra l’adulto pacato e fermo nelle sue posizioni. È accettabile che un bambino sia agitato e che per ottenere ciò che vuole faccia promesse difficili da mantenere; è altrettanto nel suo ruolo il genitore che assume una postura nello stesso tempo di prossimità emotiva e di distacco, di vicinanza affettiva senza lasciarsi tuttavia commuovere e cedere alle insistenze del burattino. È evidente qui la compresenza di un diritto e un dovere: il bambino - in quanto bambino - ha il diritto a non essere responsabile; l’adulto – in quanto adulto – ha il dovere della responsabilità.
Inizia così la ricostruzione: Geppetto si rimette all’opera con lo stesso spirito che lo aveva animato durante la prima fase nella quale si era accinto a scolpire quel pezzo di legno da catasta che sarebbe diventato Pinocchio. Tutto è ora nelle mani (e nell’arte) di Geppetto che deve fare tutto mentre Pinocchio deve impegnarsi a non fare nulla.
“Chiudi gli occhi e dormi!” -
gli dice prima di iniziare le operazioni di ricostruzione. E Pinocchio obbedisce a modo suo facendo finta di dormire.
È interessante notare ancora il contrasto fra i due protagonisti: quanto più da un lato le promesse di Pinocchio sono vaghe e improbabili, tanto più il lavoro di Geppetto è puntuale, preciso e meticoloso. Pur di passaggio è anche interessante notare che Geppetto mette la colla che gli serve per attaccare le gambe al corpo in un guscio d’uovo: il guscio dell’uovo rappresenta l’involucro che contiene e protegge la nuova vita di un nuovo organismo che si sta predisponendo per affacciarsi al mondo. Si tratta, insomma, di un accenno ad una nuova nascita o meglio a quel nascere di nuovo a cui accennavamo all’inizio. Anche questo è un dettaglio della tenerezza di Geppetto.

 

Un nuovo inizio

“Appena il burattino si accorse di avere i piedi, saltò giù dalla tavola dove stava disteso, e principiò a fare mille sgambetti e mille capriole, come se fosse ammattito dalla gran contentezza.
- Per ricompensarvi di quanto avete fatto per me – disse Pinocchio al suo babbo – voglio subito andare a scuola.”
Pinocchio intende chiudere con il passato e ricominciare da capo. Almeno questa sarebbe la sua intenzione. La sua prima esperienza del mondo (non si tratta che di due giorni da quando è stato scolpito) ha già accumulato esperienze e saperi della vita. il lettore sa benissimo (e anche il bambino-lettore lo sa) che se fino a questo momento la vita è stata tanto movimentata, difficilmente il futuro sarà lineare e tranquillo. Tuttavia, Pinocchio è in buona fede. E il suo merito è quello di esserlo sempre.
Dunque, ricominciare da capo significa prepararsi per andare a scuola e andare a scuola significa avere un vestito, un paio di scarpe, un berretto e, non meno importante, l’Abbecedario.
A Pinocchio che è consapevole dell’indigenza in cui il padre versa, Geppetto risponde con una visione chiara:
“… tienilo a mente, non è il vestito bello che fa il signore, ma piuttosto il vestito pulito.”
È così che Geppetto decide di vendere l’unica giacca che possiede per comprare a Pinocchio il libro di cui ha bisogno. L’amore di Geppetto per il figlio è smisurato perché è disposto a rinunciare all’unico vestito che ha in una situazione per altro assai difficile, poiché apprendiamo nella prima riga del capitolo successivo che stava pure nevicando.
Ritorna il tema di quell’indigenza misera e di quella povertà feroce che attanagliava il popolo del post-risorgimento e dell’età umbertina, che, come detto, percorrerà il resto del libro. È la miseria della gente, è la miseria di chi non ha nulla. Essere poveri però non significa essere malvagi; anzi, spesso è nei poveri, ossia nel popolo, che tuttavia alberga il buon cuore.

 


Spunti e proposte di lavoro

  • Personaggi: Geppetto, Pinocchio
  • Setting: La casa di Geppetto
  • Le parole chiave: Pazienza, promessa, contentezza (gioia), vestito, Abbecedario

 

Pazienza (aspettare)


Pinocchio vuole che Geppetto gli rifaccia subito dei piedi nuovi e per questa ragione fa mille promesse di diventare bravo ma Geppetto finge per n po’ di tempo di non volerlo fare perché vuole far riflettere Pinocchio. Nello stesso tempo ne comprende bene i bisogni e prova un profondo affetto per lui e vuole solo farlo aspettare un po’. La situazione descritta rimanda all’esperienza del non avere tutto subito, del saper aspettare, del conquistarsi le cose che si vogliono.

  • Abbiamo provato l’esperienza di piangere e disperarsi per voler subito le cose?
  • Quando capita?
  • Per quali desideri?
  • Perché gli adulti ci fanno aspettare?
  • Che cos’è la pazienza? E che cos’è l’impazienza?
  • Che cosa significa promettere una cosa? Che cosa significa mantenere le promesse?
  •  ...

 

Finzione (fare finta)


Geppetto dice a Pinocchio di dormire per potergli attaccare i piedi nuovi. E Pinocchio chiude gli occhi e fa finta di dormire.

  • Che cosa significa fare finta?
  • Quando ci capita di fare finta?
  • Che differenza c’è fra le cose “vere” e le cose “finte”?
  • Quali sono i giochi nei quali ci piace fare finta?
  • Il gioco dei travestimenti: facciamo finta di essere …
  • Il gioco del Carnevale …
  • ...

 

Dare (e ricevere)

Per poter andare a scuola Pinocchio ha bisogno di un vestito nuovo. Come già è accaduto nel capitolo precedente per Geppetto dare qualcosa significa rinunciare a qualcosa. In quel caso Geppetto rinunciava alla propria colazione per darla a Pinocchio, qui il vestito di Pinocchio gli costa l’unica casacca che ha. Il dono è un “disequilibrio” positivo, crea e tiene viva la relazione e garantisce unione fra chi dona e chi riceve.

  • Che cos’è il regalo?
  • Che cosa significa donare?
  • Che cosa significa ricevere?
  • Che cosa significa ricambiare?
  • Che cos’è lo scambio?
  • Quali sono le nostre esperienze per regalare, riceve e ricambiare?
  •  …

 

Il libro (l'Abbecedario)

Pinocchio per andare a scuola ha bisogno dell’Abbecedario. Come si vedrà in seguito, ne farà un uso differente rispetto ai comportamenti del “bravo scolaro” che gli adulti si attendono. Geppetto vende la giacca per comprare il libro di testo necessario per la scuola e Pinocchio ne è contento anche se si accorge della rinuncia del padre e ne è riconoscente. Il tema del libro ricomparirà ancora nel romanzo di Collodi ed emergeranno via via idee sull’uso del libro. Qui il libro è inteso – come dice la parola stessa “Abbecedario”, cioè l’a, b, c del sapere – come uso strettamente scolastico.

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