L’età del nido rappresenta il momento in cui la creatività inizia il suo sviluppo, anche se gli esiti si possono notare meglio in una fase successiva. Come educare alla fantasia ed alla creatività? Quali offerte espressive e creative proporre?
Il bambino alla nascita è inerme e dovrà sviluppare via via le proprie capacità per il futuro. Anche la creatività è il frutto di un grande lavoro che l’adulto mette in atto per preparare adeguatamente un ambiente che sia in grado di incanalare l’esuberanza del bambino e la sua capacità creatrice, oltre ad offrire gli stimoli giusti.
La creatività non è qualcosa di magico, è la capacità di ognuno mettere al meglio a frutto le proprie risorse. Ed il modo migliore per fare questo è il lavoro quotidiano, il provare da sé attraverso l’azione concreta. “La mente si organizza attraverso la mano”, afferma Maria Montessori. Fare pensando e pensare facendo: sono queste le due modalità attraverso le quali il bambino opera e così facendo, diviene artefice del proprio futuro.
Che cosa può fare, in questa prospettiva, il nido?
I bambini amano provare e riprovare, acquistando via via anche un certo ‘intuito’, per diventare esperti nel risolvere problemi. Non i problemi in generale o qualsiasi problema ma un certo tipo di problemi su cui ci si è esercitati per un certo tempo e che sono diventati oggetto della nostra attenzione costante. La competenza comune consiste nella capacità di dirigersi verso certi tipi di contesto. Un bambino inserito in un contesto di “parlanti” al nido d’infanzia diventa normalmente via via sempre piu’ capace di attribuire significati alle parole, di riconoscere la costruzione di frasi e di attribuire loro un significato, di comprendere il senso di un discorso o anche di fare un discorso e così via. La stessa cosa vale per abilità di movimento e per le forme artistiche come il disegno o la musica.
Sorge perciò inevitabilmente una duplice domanda:
È senza dubbio questa la sfida della scuola di oggi. Esistono molte ricerche e studi che cercano di dare una risposta a questo interrogativo ed il loro approfondimento ci porterebbe lontano. Ci limitiamo qui a richiamare alcuni spunti che ci sono offerti da H. Gardner, un importante psicologo americano che si occupa di infanzia, sviluppo e apprendimento ormai da diversi decenni. La riflessione di Gardner ci pare importante perché ci mette in guardia da un limite dell’educazione tradizionale. La scuola, secondo questa opinione è sarebbe sempre conservatrice. Questo non vuole necessariamente dire che sia fatta male. Vuol dire che è capace di guardare con attenzione a ciò che pare importante oggi ma con maggiore difficoltà riesce ad individuare i bisogni di domani. Conseguentemente un bambino, che è un soggetto evolutivo e che esprimerà le sue potenzialità in futuro riceve di solito una formazione che, una volta evoluto, non è più per lui attuale e fa parte del suo passato. Inoltre, la mole di conoscenze – anche pratiche - che si sono accumulate è tale che è impossibile riuscire ad insegnarle tutte. A questo si aggiunge che le cose nel mondo stanno mutando continuamente, mutano le tecnologie, le conoscenze, ma anche le esigenze, le visioni del mondo. La scuola è paradossalmente condannata a non essere mai al passo. Non siamo convinti tuttavia, come si sente spesso affermare, che la scuola del futuro dovrà essere imperniata, ad esempio sulla matematica più che sulle scienze o sullo sviluppo delle capacità tecnologiche (o anche artistiche): le ipotesi monodisciplinari ci richiamano piuttosto i disastri prodotti per molte persone dalle monoculture.
Prospettive
La creatività non è un fatto istintivo ed immediato, ma è il frutto di un lavoro prolungato ed attento. L’adulto ha un ruolo fondamentale nel sollecitare un approccio creativo alle azioni ed ai problemi.
Occorre promuovere nei bambini lo sviluppo di un tipo di pensiero superiore, incoraggiando la riflessione sui propri processi di apprendimento, stimolando l'autonomia, la presa di iniziativa e di responsabilità.
Si offrono qui di seguito alcune indicazioni e tracce di lavoro possibile: