Presso il nido d’infanzia i bambini sono nello stesso tempo ‘apprendisti’ (imparano delle cose, da soli, con gli altri, con gli adulti, ecc.) e ‘apprendisti di comunità'. Che cosa significa lavorare in piccolo gruppo? Come si fa? Quali strategie si possono adottare?
Nel nido d’infanzia i bambini sono nello stesso tempo ‘apprendisti’ e ‘apprendisti di comunità’. Da un alto, infatti, sono disponibili all’apprendimento ed aperti alle conoscenze, dall’altro – contestualmente - debbono apprendere le regole della vita della comunità: debbono imparare a tenere conto degli altri, a rapportarsi, a condividere momenti di vita comune, ecc. Non si tratta di due aspetti separati ma rappresentano le due facce della stessa medaglia. Semmai il problema riguarda gli accenti, se si privilegia cioè l’uno o l’altro degli aspetti: una scuola dell’infanzia può essere prevalentemente centrata sulla realizzazione di un programma e sul conseguimento di abilità specifiche ed individuali e presta minore attenzione agli scambi; un’altra, all’opposto, può privilegiare soprattutto la socializzazione e le interazioni fra bambini senza prefigurare traguardi individuali specifici. Ciò che i bambini fanno in occasione delle normali situazioni di gioco e di attività nella sezione è non solo di accumulare esperienze e di acquisire conoscenze ma anche di imparare la comunità, divenendo via via capace di far parte di un gruppo e di riconoscersi all’interno di esso. Tutto ciò, inoltre, si rafforza ulteriormente perché gli apprendimenti stessi passano attraverso la comunità.
I bambini piccoli imparano così, molto presto ad attivare meccanismi di adattamento per ‘adeguarsi’ ed aderire alle situazioni generate dal contesto (come, ad esempio, mettersi in sintonia con il gruppo, condividere argomenti di discussioni, interagire nel gioco, accettare e promuovere scambi informativi, effettuare confronti, adeguarsi al rispetto dei turni di parola e così via). In questo modo i bambini diventano esperti di interazione nei confronti del gruppo attraverso l’attenzione costante all’evoluzione e/o ai cambiamenti del contesto stesso (ci si riferisce alla capacità di cogliere situazioni, come il cambiamento nella disposizione di oggetti nella stanza, oppure il mutare dell’umore di una persona in relazione a circostanze diverse).
L’esperienza della pratica educativa quotidiana mette in evidenza come i bambini, sia quando sono posti di fronte ai problemi della vita quotidiana sia in relazione ai grandi problemi del mondo, partono da ciò che sanno e non da ciò che non sanno ancora cercando di trarre conoscenza dall’esperienza e dallo scambio. A ben vedere questo comportamento non è in sé molto dissimile da quello dello scienziato. Si tratta perciò di una tappa evolutiva importante che va sostenuta ed incoraggiata. L’esperienza ci insegna che i bambini, posti di fronte a situazioni/contesti favorevoli e/o di opportuna stimolazione sono in grado di formulare molte ipotesi, di produrre idee; essi partono cioè da ciò che conoscono e danno per scontato di conoscere ciò che vedono. Il problema dell’educatore è di individuare/promuovere la condizione giusta.
Tutto questo accade soprattutto quando i bambini sono “immersi” in una situazione data, quando cioè sono particolarmente coinvolti e motivati. Quando il gruppo consente dei rapporti faccia-faccia e l’insegnante ha delle buone capacità di conduzione delle conversazioni e delle discussioni ci è stato possibile constatare il massimo di produttività emotivo/cognitiva. Questi tipi di apprendimento sembrano cioè avere un carattere fortemente sociale: lo sviluppo mentale di ognuno sembra avvenire soprattutto ed innanzitutto in forza degli scambi.
Prospettive
Il bambino al nido è non solo ‘apprendista’, ma anche ‘apprendista di comunità.
È noto, infatti, che egli parte dall’appropriazione individuale delle coordinazioni collettive: di fronte ad un problema nuovo o ad una difficoltà arriva ad una propria soluzione individuale a partire dalle soluzioni piu’ o meno efficaci degli altri.
Come è possibile organizzare la classe come una comunità di persone che apprendono, quali aspetti è necessario mettere in rilievo? I bambini sono considerati costruttori attivi di conoscenza e prendono parte a tutte le pratiche discorsive, operative, tecnologiche della comunità nel pieno rispetto delle diversità individuali.
Vale la pena ricordare che nello scambio interattivo il bambino attiva:
In particolare, per i bambini è importante vedere adulti che cooperano, costruiscono insieme, mettono a disposizione di tutti le loro specifiche competenze. Da qui si va costruendo la fiducia nell'altro.
Le scelte metodologiche degli adulti possono tenere in considerazione: