Accademia Naven
Dieci tesi sul nido d'infanzia
Il nido come ambiente di vita
Tesi 1

Possiamo intendere il contesto come un tutto inscindibile di oggetti, odori, suoni, colori e persone che lo abitano e si relazionano con esso in uno sfondo che tutto contiene. Per questo, possiamo dire che l’ambiente “parla”, ci trasmette sensazioni, ci dà informazioni, ci evoca ricordi, ci offre sicurezza e ci tranquillizza.

 

Lo sguardo al territorio, la cura nell’accoglienza e in tutti gli elementi dell’ambiente esprimono una matrice comune alla quale tutti sentiamo di appartenere. Contesti e ambienti raccontano i pensieri dei bambini e sui bambini, ma c’è uno spazio particolarmente amato, luogo di segreti e meraviglie, d’incontri e di suggestioni, che possiamo esplorare nel quotidiano dei nidi in cui lavoriamo, per acquisire nuovi sguardi sul bambino: il giardino.

Nei nidi d’infanzia gli ambienti del giardino, i luoghi verdi dello spazio esterno, disegnano nella mente e nelle azioni del bambino possibili mondi e giochi immaginari: forme di piante e spruzzi di fontanelle, macchie di colori dei petali di un fiore, una fila di formichine, le scie di una chiocciolina, i segni nella terra e tra i viottoli per le macchinine, e ancora i segreti tra gli alberi e sulle cortecce, le voci e i suoni degli elementi naturali, le luci e le ombre, raccontano la magia semplice e trasformabile della natura.

L’ambiente esterno del nido d’infanzia si presenta come una risorsa preziosa per orientarsi ad un contatto quotidiano con gli elementi naturali, con le sonorità degli elementi incontrati nel verde, e può influenzare fortemente la qualità delle relazioni e delle esperienze, permettendo ai bambini di seguire progressivamente il proprio processo evolutivo di conoscenza dello spazio (dal proprio corpo allo spazio sezione) agli altri ambienti interni ed esterni  (giardino, parco, quartiere, paese, strade,  città).

Pensiamo allora l’ambiente esterno come una risorsa relazionale e collettiva, come luogo di osservazione dei processi di relazione, come luogo di esperienze di gruppalità, luogo delle conversazioni, ma ancora come un laboratorio delle intelligenze, luogo di co-apprendimenti e luogo della sperimentazione.

Bello è che in giardino finalmente di può perdere tempo, stare con il naso all’insù, tuffare mani e ginocchia nella terra, correre, saltare, scegliere semplicemente di guardare, ascoltare, di toccare per sentire! Il senso della meraviglia, lo stupore e l’emozione accompagnano gli apprendimenti nascosti dei bambini, che indaffarati, animati o a volte silenziosi, dotati di abilità spesso insospettate, propongono al mondo degli adulti un linguaggio da riscoprire e valorizzare.

Un progetto educativo che non integri queste esperienze della vita fuori dal nido, manca di un elemento essenziale, manca di un pensiero e di una cura nel condividere con il bambino ogni mondo possibile.

Perché gli ambienti si guardino, il grande con il piccolo, il dentro con il fuori, una condizione necessaria è il pensiero dell’educatore. L’idea è di pensare i luoghi verdi come un mondo magico colmo di emozioni, passioni e tenerezze tra bambini, che oggi può essere recuperato, ripensato e soprattutto rieducato nelle idee dei piu’ grandi e dei più piccoli, allentando i consueti timori sollecitati dallo spazio esterno.

Proporre contesti ed attività sull’ambiente esterno, garantire all’educazione degli spazi e dei tempi non organizzati, predispone il bambino ad attingere direttamente dalla realtà attraverso segni e linguaggi creativi, che da singoli divengono collettivi, e che mettono in relazione due realtà -interna ed esterna- entrambe proprie del quotidiano del nido.

Gli incontri di scambio del gruppo educativo hanno voluto rappresentare un breve viaggio di crescita, un incontro con il piccolo e con il grande, un’occasione collettiva per la produzione di idee da proiettare nel futuro e sviluppare con le esperienze dei bambini, riportando sul luogo di lavoro (il nido di appartenenza) i contributi avuti negli incontri.

(a). Nel delineare il percorso di scambio uno dei primi obiettivi è stato quello di considerare la vita in giardino come un laboratorio sull’ambiente: come in giardino i bambini possono allargare lo sguardo all’infinito, così il gruppo delle educatrici ha progettato sguardi e percorsi nuovi per assumersi la regia educativa degli spazi esterni, per renderli accoglienti, belli, colorati, avventurosi, ma anche intimi, tranquilli, magici, pensando piccoli e grandi accorgimenti, con l’idea di favorire giochi segreti senza schiacciarne la magia!

(b). Nel percorso ci hanno accompagnato alcune parole (il segreto - il progetto - la nascita - l’amicizia - la magia) e alcune suggestioni, individuate per guardare l’ambiente esterno con occhi nuovi e in punta dei piedi, a partire dal lasciarsi catturare individualmente dalle emozioni narrative di alcuni spezzoni cinematografici del film “Il giardino segreto” (tratto dal romanzo per ragazzi di F. H. Burnett, 1909). Le atmosfere appassionanti, quasi incantate della proiezione hanno scaldato il clima del gruppo e creato un luogo per il pensiero, per immaginare un nuovo giardino con i bambini del nido, “aperto, fiorito e vivo”!

Sono nati dei dialoghi sui ricordi piu’ belli tra educatrici, momenti in cui recuperare una memoria di bambina attraverso i giochi di una volta:

  • un tempo che scorreva alla velocità della luce…
  • un campo di mele per le scorribande con la compagna di avventure…
  • una cima dell’albero da raggiungere con fatica e soddisfazione…
  • le foglie d’oro e il ghiaccio brillante
  • le forti cortecce che nascondono insetti colorati…
  • il buon profumo di aria pulita
  • le nuvole di panna da guardare con il naso all’insù
  • la casa sull’albero dove scambiarsi piccoli tesori

 Abbiamo individuato i valori educativi dei giochi dell’infanzia e di giochi di una volta nel cortile o nel giardino della nonna, iniziando a riconoscere ai luoghi verdi un’importante componente relazionale e socializzante: una piccola comunità diversificata che si sviluppa in tempo del quotidiano, un tempo disteso e allargato per le coccole, le scoperte, gli scambi, le piccole sfide:

  • si giocava lontano da casa senza essere controllati dai genitori
  • si giocava con oggetti semplici e materiali naturali
  • si giocava fuori dalle regole familiari per appartenere a quelle dei compagni
  • si giocava a correre sui bordi della fontana… e vi si cadeva!
  • si giocava nella parte vecchia del paese
  • si giocava in un tempo interminabile, da prolungare il giorno dopo
  • si era responsabili, se più grandi, sui più  piccoli.

Se si pensa ai luoghi verdi come ad un laboratorio delle intelligenze (intelligenza percettiva, intuitiva, sociale, estetica, cognitiva, creativa, pratica, corporea, motoria), ecco che il giardino diventa un ambiente per tutte le stagioni, di cui prendersi cura in modo rispettoso, lo spazio dove meglio e piu’ naturalmente si possono investire energie e risorse per progettare percorsi e valorizzare le scoperte dei bambini.

A questo scopo sono state introdotte esperienze e situazioni professionali, per dare un posto riconosciuto al giardino nella mente degli educatori, per rendere gli spazi esterni un punto di riferimento nella programmazione educativa del nido, con sguardi che da fuori portano dentro e viceversa, il primo passo per coinvolgere le famiglie in esperienze innovative e partecipate.

Come superare l’idea che il fuori sia fonte di timori, di rischi, che sia poco pensato e amato dagli adulti, se non con l’immagine di un luogo dove andare “quando il tempo lo permette”, una palestra all’aperto … quante esperienze da non disperdere racchiude in sé lo spazio esterno del nido!

Riportando alcune esperienze individuali il gruppo ha condiviso saperi, valori e prassi dei nidi per ri-pensare il giardino d’infanzia come un luogo articolato per sperimentare, un luogo accogliente per comunicare, un luogo affascinante per stupirsi, un luogo pieno di segreti per crescere, un luogo magico per trasformare.

Pannelli, poster, installazioni sono state pensate per realizzare un luogo stabile per la documentazione dell’ambiente esterno, per rendere visibili i progetti di bambini, raccogliere le conversazioni, amplificare dentro il nido le esplorazioni dei bambini.

  • La conoscenza e la condivisione hanno fatto emergere tra le educatrici la voglia di giocare sulla professionalità educativa in giardino: tornate nei nidi di provenienza hanno realizzato una prima mappatura del giardino per coglierne i segreti, ricostruendo i vari elementi che determinano la fisionomia del giardino: la dimensione, il clima, l’esposizione, la vegetazione, il terreno, il paesaggio e infine le strutture e le attrezzature.

  • Si è poi passati a individuare gli elementi inerti e gli elementi vivi del giardino, i materiali e le attrazioni speciali che li rendono unici e suggestivi. I progetti individuali sono andati nella direzione di cogliere nel giardino quei luoghi maggiormente ricercati e desiderati dai bambini, di solito non sperimentati dalle educatrici e non valorizzati. Si è voluto osservare e scovare i giochi dei bambini nei posti più impensati, seguire i percorsi appena tracciati. C’è chi ha realizzato una vera e propria mappatura topo-grafica e fotografica con i bambini, chi una piantina di un angolo non esplorato, chi un testo scritto di emozioni e sensazioni raccolte “a perdere tempo” in giardino!

Gli scambi e le idee in cui il gruppo si è immerso con sentimenti di sorpresa, di piacere, sono stati tante tessere di un mosaico che non si conclude nelle poche ore trascorse insieme a pensare, raccontare per progettare, ma rimane aperto a sviluppi futuri, alla voglia di continuare e sperimentare.

Tornate nel quotidiano dei nidi di provenienza, ci accompagna oggi uno scambio di e-mail con contributi e pensieri: qua e là, in città o in valle, i bambini del nido stanno andando incontro alle cose con curiosità nascenti: qualcuno ha raccolto tesori preziosi tra il verde, che ora prendono forma nei linguaggi grafici di un’attività di laboratorio, altri troveranno una sorpresa in giardino realizzate dalle educatrici con i genitori, qualcun’altro ancora in questo momento si prende cura delle piante di un piccolo orto… .

Nei giardini d’infanzia senz’altro in questo momento “sta accadendo qualcosa”, il dentro e il fuori cominciano così a dialogare, e la gioia di ogni giorno “può durare una vita intera”!

 

Prospettive

  • Promuovere la percezione sensoriale dell’ambiente fisico (intelligenza percettiva): toccare, odorare, sentire, ascoltare, osservare, muoversi: i bambini imparano a seguire percorsi appena tracciati, vanno alla raccolta delle piccole cose, esplorano con un senso di meraviglia, producono e ascoltano suoni “catturati” e rumori insoliti, ascoltano il silenzio.

  • Promuovere la sensibilità verso la natura (intelligenza estetica): i bambini raccolgono piccoli tesori, conservano le cose interessanti, si fanno visitare da un piccolo insetto della terra, prendono confidenza con i linguaggi della natura. La loro attenzione è carica di affettività e di sensibilità! E’ il lato poetico dei bambini: mettono in comune le diverse emozioni e nascono storie magiche!

  • Promuovere lo sviluppo delle capacità simboliche e cognitive (intelligenza cognitiva-intuitiva): i bambini imparano a ragionare per ottenere un risultato, imparano ad essere inventivi e creativi, lavorano di fantasia, si lasciano trasportare, investono energia in progetti costruttivi, fanno esperimenti nei panni di piccoli scienziati.

  • Promuovere attività manipolative ed espressive (intelligenza pratica-creativa): i bambini imparano a trasformare, imparano ad usare le mani, scoprono materiali diversi, imparano ad osservare le mescolanze e i cambiamenti degli elementi, imparano che si può lasciare una traccia nell’ambiente circostante, producono creazioni effimere o durature (sabbia, terra, acqua, materiali verdi e naturali, etc), colorano, disegnano e dipingono (laboratori in plein air).

  • Promuovere la crescita corporea ed emotiva (intelligenza corporea-motoria): i bambini imparano a prendere possesso dello spazio, imparano a lavorare con tutto il corpo (sperimentano il salto, il senso dell’equilibrio, la forza, la spinta, il limite), a cadere e a rialzarsi, a dosare, a controllare, a prevedere; cambiano ritmo.

  • Promuovere le competenze socio-linguistiche (intelligenza sociale)): i bambini imparano a fare ipotesi, a conversare, a chiedersi il perché sulle cose che li circondano; tramano, si alleano, si riuniscono a grappolo per un progetto comune, sperimentano ruoli diversi (sono complici, se ne stanno in disparte), sperimentano le prime autonomie (si preparano in gruppo, danno un senso al tempo dell’attesa, si mettono in sintonia con i ritmi degli altri), imparano che si può collaborare (legami di gioco), imparano ad aver fiducia in se stessi e nelle proprie capacità di agire, si sfidano, imparano a prendersi cura dell’altro, costruiscono amicizie privilegiate.

  • Promuovere la cura giornaliera: i bambini imparano a prendersi cura di una zona fiorita o coltivata, riconoscono i cambiamenti nella natura domandandosi cosa è successo, mettono il naso dentro i fenomeni, sviluppano atteggiamenti rispettosi verso la natura, si impegnano nella costanza e nella tenacia, diventano custodi di uno spazio segnato.

 

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