Che cosa significa educare la mente del bambino? Quale significato assume la nozione di competenza in relazione al nido d’infanzia? Che cosa significa attivare le competenze al nido? È possibile pensare ad un nido delle competenze?
Maria Montessori afferma che il bambino deve avere una funzione speciale e non è definibile solamente come un piccolo in attesa di crescere e diventare adulto. Egli non possiede per nascita tutti gli ‘attributi’ che gli permettono di fortificarsi ed ingrandirsi per arrivare allo stato di adulto, non ha cioè i caratteri già fissati come avviene nel caso di altri animali. Non eredita dai genitori gli automatismi, bensì le potenzialità per formarseli.
Un esempio importante è rappresentato dal linguaggio: i bambini non ereditano un linguaggio dai loro genitori, ma lo assorbono dall’ambiente, vale a dire dal contesto culturale nel quale sono inseriti. L’ambiente è sono uno stimolo, anche se rappresenta uno stimolo indispensabile, ma il linguaggio nasce dall’interno del bambino stesso. Lo assorbe dall’ambiente, ma lo sviluppa dentro se stesso, per utilizzarlo nello stesso ambiente. I bambini sembrano rimanere inerti per molto tempo, poi d’improvviso sono in grado di utilizzare il linguaggio in modo compiuto ed è evidente che si tratta di uno sviluppo interno che ha avuto una sua incubazione piu’ o meno lunga e che poi a sorpresa esplode.
La stessa cosa è possibile affermare a proposito delle capacità di discriminazione e dei tentativi piu’ o meno riusciti di argomentazione. Anche il tentativo di riflettere sulla realtà, di trovare delle regole e di ragionare su di essa sono il segno che il bambino assorbe dal contesto esterno informazioni e strumenti che poi rielabora e sviluppa al suo interno. Ad un certo momento risulta evidente che il bambino è in grado di riconoscere problemi e di provare a risolverli, con successo via via crescente con l’aumentare del tempo di vita. Qualcosa di simile si può affermare a proposito dei movimenti e delle potenzialità del corpo e della capacità di compiere azioni finalizzate ad uno scopo, così come altrettanto si può affermare per quanto riguarda la nascita e lo sviluppo delle emozioni. Esiste cioè nel bambino, secondo quanto afferma Maria Montessori, uno stato mentale inconscio che è creativo, e che ha chiamato “mente assorbente”. E la mente assorbente costruisce non per sforzi volontari, ma sulla guida di “sensibilità interne”, che ha denominato “periodi sensitivi”, perché la sensibilità dura solo temporaneamente, dura fino a che non è compiuto l’acquisto che deve fare la natura. Il bambino, dunque, attraverso la mente assorbente è costruttore di se stesso, è artefice del proprio sviluppo. In questa fase della vita egli straordinariamente non incontra le difficoltà dell’imparare che ha conosciuto la persona piu’ grande o l’adulto: il bambino di questa età non realizza nemmeno ‘un pezzo per volta’, ma costruisce il suo prodotto nello stesso tempo e tutto intero.
L’intelligenza del bambino è sempre situata in un contesto, legata ad un ambiente e la sua abilità consiste nella capacità di captare, in modo rapido e veloce, gli strumenti per adattarvisi e nello stesso tempo per adattare il proprio ambiente di vita a sé.
Piu’ in generale, secondo l’evoluzionismo, la competenza è la capacità di modificarsi gradualmente in rapporto ad un ambiente ai fini dell’adattamento. Gli organismi, di fronte alle modifiche dell’ambiente, sono costretti ad adeguarsi alla nuova situazione per sopravvivere. In natura le cose non si sanno in anticipo: i mutamenti delle condizioni ambientali di vita colgono gli organismi impreparati che non sanno in quale direzione debbono evolversi. In ambito biologico è avvenuto che alcuni organismi siano sopravvissuti perché hanno avuto l’opportunità di adeguarsi alle nuove situazioni, mentre altri sono definitivamente scomparsi. È interessante notare come, da questo punto di vista, gli organismi migliori non sono i piu’ forti, ma i piu’ flessibili, quelli piu’ disponibili (o anche i piu’ adatti) al cambiamento.
Tutto questo ci aiuta a comprendere che il termine evoluzione ha un significato che si avvicina all’idea di cambiamento adattivo. Gli organismi aperti ai cambiamenti evolutivi hanno la capacità biologica di essere flessibili, di riuscire a modificarsi adattandosi a nuove situazioni. E tale capacità può essere interpretata come una potenzialità degli organismi di muoversi verso direzioni opportune ed efficaci. L’adattamento è un tentativo dell’organismo di modificarsi in modo autonomo in una direzione favorevole dal punto di vista ambientale.
La doppia capacità di potersi muovere in una direzione e di poterlo fare in modo autonomo, fa di un essere vivente un organismo competente. Detto in altri termini, la competenza è la capacità dell’individuo di usare proprie risorse interne per affrontare la complessità e l’imprevedibilità.
Qualcosa di simile avviene nella cultura. Anche in relazione all’uomo (inserito in un contesto sociale) la competenza può essere intesa come la possibilità di muoversi positivamente all’interno di essa. Sul piano educativo, i bambini sono esseri intelligenti ed ai servizi educativi è affidato il compito di promuovere lo sviluppo delle capacità. L’educazione della mente è il sapere, il sapere fare, il sapere quello che si sta facendo e la capacità di rintracciare le ragioni che giustificano ciò che si fa o si è fatto. La competenza è anche la capacità di progettare, prefigurando ciò che ancora non c’è ma che ci potrà essere fra un po’. E, quando la competenza è capace di guardare al futuro, significa che sa stare nell’incertezza, cerca di orientarsi e muoversi all’interno di un ambiente non definito. È, in altre parole, il sapere elaborare delle strategie nell’immediato, è la capacità, anche, di reagire a situazioni non previste.
Prospettive
Il nido delle intelligenze consente al bambino da un lato di fare esperienza diretta con le cose, di guardare con i propri occhi e di toccare con le proprie mani, di soddisfare la propria curiosità, di ricevere ed accettare informazioni e spiegazioni, dall'altra di dotarsi di strumenti per fare ricerca, di non accontentarsi cioè della soluzione piu’ immediata e piu’ semplice, ma di interessarsi alla soluzione di problemi, di trovare ragioni nascoste, di elaborare dei metodi personali e/o condivisi dagli altri attraverso i quali organizzare il proprio lavoro.
La mente assorbente rifiuta una trasmissione di conoscenze centrate prevalentemente sulla parola, e promuove l'esperienza diretta ed individualizzata del bambino, in modo da permettergli di:
Si propongono qui di seguito schematicamente alcune ipotesi di “atelier della mente”: di ognuna di esse si indicano, a titolo esemplificativo, alcuni possibili percorsi di sviluppo.
Lo spazio percettivo e motorio.
Si pensa a:
L’angolo della manipolazione: è caratterizzato dalla disponibilità di materiale quale pastella, creta, liquidi diversi, colla, carta di diversi tipi e misure e da percorsi attrezzati, come materassoni, grandi cubi ed altre forme geometriche in gommapiuma ricoperta, ecc.
L’atelier dell'immagine, della lettura e della fantasia. Si pensa allo spazio:
Il laboratorio ambientale in scatola. È nella sostanza una scatola (una valigia) che contiene degli oggetti e degli strumenti che servono per:
Il laboratorio in scatola consente alcuni vantaggi che qui di seguito elenchiamo:
L'angolo dei linguaggi e della comunicazione. Si propongono attività quali:
Lo spazio simbolico. In riferimento a questo ambito si possono prevedere attività quali: