Importanza della presenza in sezione della scrittura per favorire l’apprendimento della lettura.
Il lavoro nella sezione, quotidiano e metodico, localizzato in spazi stabili (l’utilizzo dei diversi arredi, il luogo dell’accoglienza, il posto degli oggetti personali, lo spazio della conversazione, l’angolo del libro o del gioco, il proprio posto a tavole e così via) assieme alle diverse ‘provviste’ per l’apprendimento (i libri, i giocattoli, i materiali didattici) fa sì che, nel tempo, si costruisca un senso del gruppo. La sezione si propone come aggregazione sociale all’interno della quale negoziare e applicare regole, condividere contenuti ed esperienze, cospargere gli spazi e l’ambiente di segni che contribuiscano alla costruzione di un’identità di quello specifico gruppo.
La sezione come uno dei luoghi principali della scrittura
I luoghi, gli spazi, gli oggetti vengono a poco a poco marcati da segni per lo più invisibili a chi è estraneo ad essa ma che acquisiscono un’importanza fondamentale (ed una sorta di guida per lo più implicita) per chi la abita.
Si sedimenta così a poco a poco uno ‘stile della sezione’ che accompagnerà le bambine ed i bambini per l’intero ciclo di permanenza nella scuola dell’infanzia. E, si sa, uno stile è composto da un lato da atteggiamenti, mode e posture, dall’altro dalla permanenza della parola.
Le parole scandiscono il tempo delle azioni quotidiane, le organizzano e danno loro un senso. Le parole accompagnano costantemente la bambina e il bambino tanto nella fissità quanto nella mutevolezza delle cose e degli eventi allo scopo di conservare dei significati o di attribuirne di nuovi.
Diventa perciò importante che la sezione diventi un contesto linguistico significativo, un luogo delle molteplici modalità e forme della lingua e in particolare della lingua scritta.
La produzione di significati
Ovviamente non è sufficiente (anche se indubbiamente necessario) che vi siano ‘molte scritte’ esposte negli spazi della sezione. Non conta, in sé, la quantità. È importante anche che la scrittura presente non sia una presenza artificiale e distaccata, occorre che racconti la vita della sezione, è necessario che, attraverso i messaggi e le informazioni che contiene, collochi le bambine e i bambini nella sequenza fisica e sociale della storia della sezione.
Occorre in altre parole che le scritte siano ‘significative’ che cioè da un lato si propongano come risorsa culturale e dall’altro siano la testimonianza del loro cercare di produrre significati.
La lingua scritta nel contesto della sezione ha lo scopo di narrare e conservare la memoria sia dei diversi momenti della vita quotidiana a scuola, sia delle attività organizzate.
Per queste ragioni non v’è una regola generale ma vi sono diverse opportunità che possono essere tenute in considerazione.
Proponiamo, a titolo esemplificativo, alcune ipotesi:
Tutto questo materiale contribuisce, al di là di singole iniziative e attività attinenti alla lettoscrittura, a fare della sezione un contesto di lingua scritta, reso ancora più forte dalla consapevolezza delle bambine e dei bambini che non si tratta di un luogo ad hoc (come potrebbe essere ad esempio una sala della biblioteca o un angolo appositamente strutturato) ma dello spazio consueto della vita quotidiana.
La banca delle parole
L’idea è che le parole possono essere capitalizzate per renderle fruttifere. È possibile cioè raccogliere e custodire singole parole che potranno rivelarsi utili per un prossimo utilizzo.
Dal punto di vista pratico, la banca delle parole consiste in una scatola che contiene un numero vario di parole scritte che possono essere riutilizzate in seguito.
Come si fa
Si decide quali parole possono essere scelte per venire a far parte della banca delle parole. La raccolta può riguardare:
Le parole devono essere scritte in stampatello ed incollate in un cartoncino. La dimensione di tutti i cartoncini è uguale allo scopo di rendere più agevole la raccolta, l’archiviazione e la catalogazione delle parole. Vi possono essere diverse modalità di composizione delle parole: possono essere ricopiate e trascritte a mano, si può usare il normografo, possono essere composte coi timbri, i singoli caratteri possono essere ritagliati da giornali o riviste. Per chi possedesse in sezione un personal computer ed una stampante la soluzione sarebbe ancora più agevole: la scrittura in video ammette molti tentativi ed errori ammettendo cambiamenti in tempi rapidi e senza sprecare carta e inchiostro.
Come si usa
Una volta predisposta, la scatola delle parole, può servire per una molteplicità di attività e di giochi. Ad esempio:
Il calendario della sezione
Una attività ricorrente e diffusa nelle scuole dell’infanzia è il calendario della sezione. Lo scopo è di potere registrare avvenimenti diversi rispettando un ordine cronologico. Tenere aggiornato il calendario della sezione significa tenere conto di avvenimenti che si muovono e mutano nel tempo, come il passare dei giorni, dei mesi e delle stagioni, le variazioni del tempo meteorologico e così via.
Il tabellone
Si tratta sostanzialmente di una tabella a doppia entrata con una riga per ciascun mese (ulteriormente suddivisa dal reticolato dei fogli nei vari giorni) e una colonna corrispondente alle varie voci. Ciascuna riga «mensile» sarà alta il corrispettivo di un foglio da disegno; la larghezza delle colonne sarà decisa in funzione dello spazio disponibile. La tabella può contenere, in colonne differenti, informazioni diverse:
L’idea centrale è la documentazione, sotto forme diverse di codificazione, della storia della vita quotidiana della sezione. Gli aspetti connessi con la scrittura sono di due tipi: il primo riguarda la predisposizione della tabella (di solito uno o più cartelloni esposti in sezione e ben visibili), il secondo è relativo alle modalità di registrazione dei dati.
Rispetto al primo punto, emerge l’esigenza costruzione:
Rispetto al secondo punto, la registrazione dei dati, l’impegno riguarda le modalità di registrazione dei dati: ad esempio alla fine di ciascun mese la realizzazione dell’istogramma relativo alle assenze dei bambini oppure del tempo atmosferico (usando ad esempio un quadrato colorato e opportunamente ritagliato come unità: uno di un dato colore per le giornate serene, uno di un altro colore per la piaggia, la nebbia, ecc.).
Il circle time del mattino
Ogni mattina, prima di cominciare l’attività, l’appello ha lo scopo di accertare le presenze e le assenze. Questa attività, in sé burocratica, può diventare un’occasione educativa.
È facile per i bambini riconoscere i presenti ma è meno facile ricordare chi è assente.
L’appello, quando non è una pratica esclusivamente routinaria e quando non viene attribuito ad esso solamente un valore burocratico, è anche una prima occasione di rapporto dei bambini con la lingua scritta. Nella pratica diffusa della scuola dell’infanzia sono rintracciabili molte varianti che fanno tutte riferimento ad uno schema costante.
Di norma, viene appeso ad una parete della sezione un cartellone grande, appeso al muro ad altezza di bambino, che contiene, in un riquadro, le fotografie delle bambine e dei bambini della sezione. Sotto ad ogni fotografia viene anche riportato il nome del singolo bambino o bambina, scritto in stampatello.
Vengono poi costruite, con cartoncino rigido, tante tessere quanti sono i bambini: da un lato viene incollata la fotografia di ogni bambino (ogni fotografia è identica a quella posta nel cartellone), dall’altro viene trascritto, sempre in stampatello, il nome corrispondente.
Il gioco dell’appello consiste nell’appendere le tessere corrispondenti ai bambini presenti sotto (o in prossimità) dei relativi riquadri riportati in cartellone. Le tessere rimanenti corrispondono ai bambini assenti per quel determinato giorno.
Su questa impostazione di base, sono possibili percorsi diversi: