La parola scritta si presenta al bambino in modi molteplici e diversi.
Significati della parola scritta
Se siamo concordi sull’importanza di valorizzare, in situazione educativa, la sezione come contesto di lettura e di scrittura, non possiamo dimenticare che la scrittura si presenta, nella realtà sociale, in una molteplicità di funzioni e di forme.
La parola scritta ha sempre, per così dire, due significati. Il primo è quello letterale. Ad esempio, la parola casa rimanda in modo preciso alla propria o altrui abitazione, la parola ‘carota’ richiama il famoso fittone alimentare che normalmente viene collocato fra le verdure.
Se vedo però un cartello scritto in un negozio ‘Tutto per la casa’ il riferimento non è alla casa in sé ma a ciò che essa potrebbe contenere e che ancora non contiene: è insomma un invito ad acquistare oggetti e artefatti come prospettiva di arricchimento della propria abitazione. Allo stesso modo ci si può aspettare che la parola ‘carota’ possa essere esposta presso il negozio dell’ortolano e non in una vetrina di una boutique.
Sono rintracciabili, insomma, due tipi di significato delle parole: il primo è letterale ed il secondo è contestuale. Nel primo caso la concentrazione è sui segni e sulla possibilità di una loro decifrazione, nel secondo l’attenzione si sposta sui luoghi dei segni e perciò sulle informazioni che la collocazione delle parole ci possono fornire relativamente al loro significato
L’apprendista lettore
Occorre conseguentemente essere padroni di due modalità di lettura.
La prima consiste nella capacità del riconoscimento dei segni (le lettere dell’alfabeto) e le loro molteplici combinazioni fra consonanti e vocali che costituiscono le sillabe le cui possibilità di combinazione multiforme costituiscono a loro volta le parole.
La seconda rimanda alla costruzione di significati a partire dalla contestualizzazione delle parole.
Per molto tempo, in un modello tradizionale di scuola, si è badato soprattutto al primo aspetto trascurando il secondo. Spesso, nell’insegnamento della lettura e della scrittura le parole vengono prese in sé, e lo sforzo di collocare in uno sfondo che dia loro un senso rappresenta un arduo lavoro da parte dei piccoli apprendisti. Ed è spesso stato, più o meno inconsapevolmente trascurato il cotesto della scrittura come un possibile aiuto primario per aiutare i bambini e le bambine nel loro processo di decodifica.
Che cosa succede ad esempio se troviamo la stessa parola in luoghi diversi? Assume significati diversi in rapporto alla sua collocazione all’interno di generi diversi di scrittura? Questo accade di frequente ad esempio con i numeri.
I bambini e le bambine imparano abbastanza presto che la parola ‘DUE’ può riferirsi tanto ai propri compagni, quanto alle mele o alle automobili. La parola ‘DUE’ indica un aspetto costante e permanente (il carattere della quantità) all’interno di una variabilità multiforme di elementi molto eterogenei fra loro.
Allo stesso modo, è evidente che la parola ‘DOLCE’ assume connotazioni diverse in rapporto al contesto di scrittura di riferimento. Comprendere se si tratta di un sostantivo o di un aggettivo è una operazione formale e astratta che richiede tempo. È più facile però attribuire un senso al termine a seconda se lo troviamo inserito in un racconto, nella descrizione di un paesaggio, in una ricetta di cucina oppure in una tabella dietetica: è evidente in questo caso come il contesto della scrittura è fondamentale per determinare i significati.
Multiformità dei modi della scrittura
Ciò che vogliamo sottolineare è l’importanza di proporre ai bambini una molteplicità di generi testuali. Poiché la scrittura si trova in una molteplicità di luoghi, ogni “luogo di scrittura” mantiene una propria specificità, ha le proprie regole, rimanda a significati specifici. Inoltre, ognuno di essi rimanda ad un uso delle parole che è proprio e che è differente da altri. Proponiamo, a titolo di esempio alcuni generi.
Il libro
Si tratta dell’oggetto della lettura per eccellenza. Per questo deve essere uno strumento di lavoro privilegiato. I libri si presentano però in una molteplicità di modi e vi sono delle differenze anche vistose fra l’uno e l’altro. È importante, perciò, determinare quali sono le caratteristiche costanti che caratterizzano qualsiasi libro e le differenze che vi possono essere fra l’uno e l’altro. Tutti i libri, ad esempio, riportano un autore, un titolo, un indice. Un’altra caratteristica che comune è il fatto che il libro è un oggetto di scrittura già preconfezionato dal suo autore è un oggetto per così dire ‘finito’ e destinato all’uso senza che possa essere modificato. Fra i diversi generi nei quali si presenta la scrittura, il libro si propone come la forma di scrittura non modificabile e ‘da conservare’. La fissità della scrittura è evidente soprattutto nel libro: esso si deve conservare, lo si può rileggere anche a distanza di tempo senza che nulla venga modificato (tale fissità è in contrasto, ad esempio, con il testo virtuale - pensiamo alla facile possibilità di manipolazione dei testi della videoscrittura, alla volatilità della scrittura televisiva, ecc.). Per il resto vi sono libri che, secondo le loro caratteristiche, non solo sono costituiti in modo diverso l’uno dall’altro, ma lo stesso linguaggio utilizzato è differente fra un contesto e l’altro. Fra i libri che possiamo trovare di norma nella scuola dell’infanzia si possono evidenziare:
Il giornale, la rivista, il rotocalco
È, per certi versi, l’antagonista del libro. La caratteristica di questo oggetto di scrittura è la sua volatilità, il suo carattere di temporaneità. È anche inteso come un genere di scrittura fondamentalmente caratterizzato dalla forma ‘usa e getta’. Non è necessario, perciò, leggerlo dall’inizio alla fine. Le informazioni e le notizie non sono necessariamente legate l’una all’altra. Ci si può soffermare su parti che interessano trascurando il resto. Inoltre, le ‘forme’ di costruzione della lingua scritta sono varie. Vi è ad esempio un uso molto più creativo dei caratteri (scritte colorate, verticali, oblique, curve, a onda, ...). È fortemente presente la didascalia (una scritta che spiega il significato di un’immagine); all’opposto, è presente l’immagine come supporto e sostegno del testo. È possibile realizzare una emeroteca di sezione, un angolo cioè nel quale viene raccolto tutto il materiale, per così dire, dell’edicola. Potranno anche essere effettuate opportune distinzioni fra diversi generi:
La lettera
È il veicolo della forma privata della scrittura. Chi scrive il libro o confeziona il giornale non conosce di persona il suo lettore. Di norma invece si scrive una lettera solamente a qualcuno che si conosce. La lettera viene confezionata ‘ad hoc’ in funzione del destinatario. Inoltre, la lettera presuppone una risposta che a sua volta può rimandare ad un ulteriore messaggio di ritorno. Vi sono modalità puntuali relative alla ‘confezione’ del messaggio: il destinatario, il mittente, la data. La costruzione della forma del messaggio, inoltre, si modifica in rapporto al tipo di destinatario, al numero dei destinatari, all’esistenza o meno di un rapporto di familiarità o meno che si aveva precedentemente. È perciò a doppia entrata: si può inviare e ricevere. Vi sono anche diverse forme di ‘produzione’ di scrittura, ognuno delle quali ha proprie forme e proprie regole.
La pubblicità
Anche il messaggio pubblicitario si manifesta in luoghi e forme diverse e non sempre è riconoscibile come tale. E’ il linguaggio della persuasione, dell’invito accattivante ed insieme pressante. Come si riconosce un messaggio pubblicitario? Come si può costruire una pubblicità? Come si può confezionare uno slogan? Un messaggio pubblicitario (sia nel caso della lettura, sia nel caso della produzione/scrittura) occorre:
Le liste
Nell’esperienza quotidiana dei bambini e delle bambine, le liste rappresentano forse la presenza di scrittura (spesso implicita) più forte. È una delle forme di scrittura che per il suo carattere informale e/o domestico ha scarso riconoscimento e non prevede valorizzazione. Anche nella famiglia meno avvezza alla lingua scritta qualcuno abbandonerà sul tavolo un biglietto con la lista della spesa o gli appunti per ricordare gli impegni di una giornata. In modo simile, a scuola l’insegnante prende tutti i giorni con gesti automatici il registro delle presenze e lo contrassegna in modo opportuno di crocette. Si tratta a ben vedere di un carattere della scrittura che, se anche può essere dichiarato ‘minore’, ha il vantaggio della semplicità e della quotidianità, informa che la lingua scritta è fortemente presente nella vita di tutti i giorni. Informa anche che la scrittura è uno strumento che ha un’utilità pratica, nella vita di tutti i giorni, anche per le persone ai bambini e alle bambine vicine. Fra i diversi oggetti possiamo ricordare:
Le insegne
Si tratta della forma più sintetica: con il minimo di segno scritto si vuole fornire il massimo di informazione. Si pensi all’insegna del bar, del fornaio, del fioraio, ecc. Le insegne sono etichette che indicano, un certo mestiere, una professione, un servizio. L’ambiente sociale è disseminato di questo tipo di modalità informativa. Fra le diverse forme più comuni è possibile rintracciare:
Il gioco dei messaggi
Il gioco si rivolge ai compagni della sezione ma è possibile aprirlo anche alle altre sezioni e al di fuori della scuola. Consiste nell’incoraggiare gli scambi di messaggi fra bambini e adulti e fra bambini fra loro.
Di solito si tratta di un gioco che appassiona. Parecchi bambini provano a “scrivere” messaggi di vario genere. Sono poi invitati a mettere i messaggi nella cassetta della posta (è una scatola di cartone chiusa: sul coperchio c’è un’apertura per introdurre le lettere e i messaggi), appositamente realizzata e ben alla portata di tutti. Si decide insieme il periodo (ad esempio un certo giorno della settimana) nel quale si aprirà la scatola - cassetta postale e verrà effettuata la distribuzione della posta da parte del postino incaricato (inizialmente potranno provvedervi insegnanti e poi la posta potrà essere distribuita, a turno, dai bambini stessi).
Alle prime “aperture” della cassetta si evidenzieranno i problemi: messaggi incomprensibili, privi dell’indicazione del destinatario o del mittente ... È necessario comprendere bene, a questo punto, come funziona la posta. Concretamente, chi scrive un messaggio deve:
Nota: quanto qui descritto assomiglia alla messaggistica impiegata con whatsapp o altro strumento simile. Qui si richiede rigorosamente del supporto fisico, ossia della carta e della penna prima e dell’azione di consegna poi.