Con la diffusione dei nidi d’infanzia prende piede intorno agli anni Ottanta del Novecento anche la presenza di una letteratura per la primissima infanzia nella consapevolezza diffusa che il libro sia fondamentale per lo sviluppo del linguaggio. Si tratta di un nuovo segmento di mercato che si affianca a quello della letteratura per l’infanzia che dal secondo dopoguerra è in crescita continua. L’alfabetizzazione è insomma un lungo percorso che inizia alla nascita e quanto più il rapporto con il libro è precoce, tanto più il rapporto con la lettura e la scrittura sarà agevole.
Ovviamente si tratta di libri del tutto speciali, vista l’età dei lettori: speciali nel senso che debbono essere dotati di caratteristiche proprie per quanto riguarda i contenuti, la forma, i materiali di cui è composto, la funzione che è loro specifica, l’organizzazione che lo caratterizza, l’impiego che se ne fa e le modalità di fruizione. Si tratta di oggetti per lo più di nuova invenzione e di nuova realizzazione poiché in passato non erano disponibili e si affacciavano per la prima volta al mercato.
Il problema principale che riguarda la confezione del libro (in quale direzione deve muoversi il suo “design”) per il piccolissimo è domandarsi quali sono le competenze primarie e basiche che il bambino può acquisire attraverso la sua introduzione precocissima.
I criteri sono per lo più i seguenti.
Tutto questo nella consapevolezza che il libro in età precoce muove all’abitudine all’interazione con uno strumento che ha un carattere simbolico che va continuamente stimolata attraverso la presenza competente dell’adulto. I bambini nascono con una grande propensione all’ascolto e fin da piccolissimi sono attratti dalle filastrocche e dalle ninne nanne: costituiranno la premessa a quella che di lì a breve diventerà la voce narrante dell’adulto che legge e racconta.
Di solito il primo libro è di stoffa o di pezza. È di poche pagine che riportano immagini colorate. Sono facili da manipolare ed offrono al bambino la possibilità di esplorare le diverse tessiture, sono leggeri, atossici, lavabili e resistenti allo strappo. Ora l’industria per l’infanzia è in grado di offrirne una scelta ampia. Possono tuttavia essere realizzati artigianalmente (in famiglia o al nido) ed hanno il vantaggio si di essere personalizzati, sia di contenere elementi specifici scelti ad hoc, come ad esempio, linguette che si aprono, lembi che si sollevano, presenza di bottoni, ecc.
È invalsa l’abitudine in molti nidi di approfittare dei momenti di distacco previsti per i genitori durante le fasi dell’ambientamento per realizzare il libro della famiglia. Il nido mette a disposizione dei raccoglitori nei quali i genitori inseriscono fotografie che ritraggono persone o situazioni ben conosciute dal bambino: la mamma, il papà, il fratello o la sorella, il gatto di casa, la famiglia riunita in spiaggia al mare, la famiglia in un momento di festa, e così via. Si tratta di momenti che il bambino ha vissuto e che dovrebbe riconoscere. In seguito, l’educatore del nido accompagnerà, secondo le circostanze e le opportunità del momento, il bambino alla lettura dell’album: chi sono le persone ritratte, che cosa fanno, dove sono, ecc. successivamente il bambino potrà “leggere” l’album da solo.