Accademia Naven
Il bambino, la comunicazione e la lingua
(05) - I libri per il pre-lettore

Con la diffusione dei nidi d’infanzia prende piede intorno agli anni Ottanta del Novecento anche la presenza di una letteratura per la primissima infanzia nella consapevolezza diffusa che il libro sia fondamentale per lo sviluppo del linguaggio. Si tratta di un nuovo segmento di mercato che si affianca a quello della letteratura per l’infanzia che dal secondo dopoguerra è in crescita continua. L’alfabetizzazione è insomma un lungo percorso che inizia alla nascita e quanto più il rapporto con il libro è precoce, tanto più il rapporto con la lettura e la scrittura sarà agevole.
Ovviamente si tratta di libri del tutto speciali, vista l’età dei lettori: speciali nel senso che debbono essere dotati di caratteristiche proprie per quanto riguarda i contenuti, la forma, i materiali di cui è composto, la funzione che è loro specifica, l’organizzazione che lo caratterizza, l’impiego che se ne fa e le modalità di fruizione. Si tratta di oggetti per lo più di nuova invenzione e di nuova realizzazione poiché in passato non erano disponibili e si affacciavano per la prima volta al mercato.
Il problema principale che riguarda la confezione del libro (in quale direzione deve muoversi il suo “design”) per il piccolissimo è domandarsi quali sono le competenze primarie e basiche che il bambino può acquisire attraverso la sua introduzione precocissima.

I criteri sono per lo più i seguenti.

  • Un oggetto accattivante e piacevole al quale i bambini si sentano spontaneamente attirati: deve perciò essere maneggevole, facilmente afferrabile, piacevole al tatto e alla vista e che possa essere all’occasione anche annusato e assaggiato.
  • Un oggetto che possa essere esplorato in autonomia, che possa essere preso, lasciato e ripreso più volte senza venire a noia se non dopo un certo tempo, quando il bambino è cresciuto.
  • Uno strumento interattivo vale a dire un oggetto che si presti ad un impego intersoggettivo in cui l’adulto possa interagire liberamente e in molteplici forme nelle sollecitazioni e nelle azioni di supporto al bambino.
  • Un oggetto inserito in un contesto di altri oggetti simili, in altre parole ognuno dei libri fa parte del gruppo in cui si trovano gli altri libri in cui l’insieme costituisce un ambiente caratterizzato da emergent litercy, un luogo propizio per lo sviluppo delle prime occasioni di prima immersione nell’immagine stampata e nella lingua scritta. Non si tratta ovviamente di un’anticipazione alla lettura e alla scrittura ma semplicemente al mondo alfabetizzato che include la coscienza delle funzioni dei libri e del fatto che contiene segni che hanno dei significati traducibili inizialmente soprattutto attraverso la mediazione degli adulti.

Tutto questo nella consapevolezza che il libro in età precoce muove all’abitudine all’interazione con uno strumento che ha un carattere simbolico che va continuamente stimolata attraverso la presenza competente dell’adulto. I bambini nascono con una grande propensione all’ascolto e fin da piccolissimi sono attratti dalle filastrocche e dalle ninne nanne: costituiranno la premessa a quella che di lì a breve diventerà la voce narrante dell’adulto che legge e racconta.
Di solito il primo libro è di stoffa o di pezza. È di poche pagine che riportano immagini colorate. Sono facili da manipolare ed offrono al bambino la possibilità di esplorare le diverse tessiture, sono leggeri, atossici, lavabili e resistenti allo strappo. Ora l’industria per l’infanzia è in grado di offrirne una scelta ampia. Possono tuttavia essere realizzati artigianalmente (in famiglia o al nido) ed hanno il vantaggio si di essere personalizzati, sia di contenere elementi specifici scelti ad hoc, come ad esempio, linguette che si aprono, lembi che si sollevano, presenza di bottoni, ecc.
È invalsa l’abitudine in molti nidi di approfittare dei momenti di distacco previsti per i genitori durante le fasi dell’ambientamento per realizzare il libro della famiglia. Il nido mette a disposizione dei raccoglitori nei quali i genitori inseriscono fotografie che ritraggono persone o situazioni ben conosciute dal bambino: la mamma, il papà, il fratello o la sorella, il gatto di casa, la famiglia riunita in spiaggia al mare, la famiglia in un momento di festa, e così via. Si tratta di momenti che il bambino ha vissuto e che dovrebbe riconoscere. In seguito, l’educatore del nido accompagnerà, secondo le circostanze e le opportunità del momento, il bambino alla lettura dell’album: chi sono le persone ritratte, che cosa fanno, dove sono, ecc. successivamente il bambino potrà “leggere” l’album da solo. 

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