Accademia Naven
Il bambino, la comunicazione e la lingua
(14) - Gli spazi del libro e della lettura

Nella nostra società l'informazione è un bene primario ed indispensabile. Essa è uno degli strumenti principali per lo sviluppo tanto culturale, quanto delle tecniche e dell'organizzazione produttiva. Altrettanto importante per la nostra società contemporanea è lo sviluppo delle tecnologie della comunicazione. È necessario incoraggiare alla lettura il bambino fino dai primi anni di vita soprattutto perché il mondo contemporaneo è contrassegnato dalla compresenza di diversi linguaggi interdipendenti fra loro con la conseguente necessità di tradurre e di trasporre l'uno nell'altro.
Inoltre, il libro è uno strumento trasversale o di mediazione fra le molteplici proposte/istanze comunicative. In un momento nel quale sempre più domina l'immagine e sempre di più il linguaggio visivo dei mass-media si offre al bambino in modo accattivante invitandolo ad un consumo spesso acritico, il libro, se non re legato a posizioni marginali, può divenire un significativo ed insostituibile strumento di equilibrio per un approccio ai diversi media. È perciò necessario favorire sia la scoperta che l'immagine e la parola scritta sono strumenti necessari per la costruzione di un rapporto proficuo con la realtà esterna sia l'ampliamento delle conoscenze e del vocabolario; Si deve inoltre aggiungere che l'analisi, il montaggio o lo smontaggio di un testo, la scoperta di successioni logiche, l'avvicinamento ai particolari, la rilevazione di nessi extratestuali ecc., consentono l'acquisizione di abilità logiche tanto di tipo convergente (capacità traduttive e di sintesi), quanto di tipo divergente (capacità traslative e creative).

 

L’angolo del libro e della lettura 

Riteniamo che sia importante l'individuazione di uno spazio specifico dedicato al libro ed alla lettura. Organizzazione uno spazio appositamente predisposto e mettere a direttamente a disposizione dei bambini un certo numero di libri ha lo scopo di attribuire valore al libro ed alla lettura offre diverse opportunità:

  • contribuisce a costruire familiarità nei confronti del libro ed a fare di esso un oggetto del quotidiano;
  • consente di avere materiali sempre a portata di mano che possono essere utilizzati sia individualmente, sia in gruppo;
  • circoscrive un apposito spazio destinato alla lettura (individuale o collettiva) attribuendo importanza alla lettura e motivando al leggere;
  • può esibire di volta a volta alcuni percorsi di lettura privilegiati: ad esempio predisponendo una sorta di "servizio novità", oppure proponendo piccole mostre di materiali appositamente scelti;
  • è finalizzato a diventare un punto di riferimento (culturale e didattico) per l'organizzazione dei propri saperi;
  • è un centro di raccolta delle informazioni ed uno strumento di consultazione per l'approfondimento di determinate conoscenze favorendo in questo modo anche la ricerca;
  • è contemporaneamente il luogo della ragione (scoprire nessi, individuare percorsi, cercare soluzioni) e della fantasia (trasporre da un linguaggio ad un altro linguaggio, riproporre soluzioni vicine al modello di partenza o lontane/divergenti da esso).

L'angolo della lettura favorisce l'educazione al linguaggio attraverso l'organizzazione di percorsi ricchi di stimoli e di occasioni finalizzate a mettere in contatto il bambino con il segno, inteso come mezzo che consente di nominare, ricordare, capire, ricostruire, tradurre.
Occorre perciò valorizzare l'attività del leggere predisponendo uno spazio accogliente, curato ed invitante.
È anche indispensabile offrire al bambino materiali di lettura programmati.

L'angolo della lettura non è un luogo dove sono raccolti libri a caso o dove vengono sistemati i libri che, qualsiasi sia la loro provenienza, il loro contenuto e le diverse ragioni per le quali sono venuti a trovarsi nella scuola, hanno bisogno di essere collocati in qualche luogo. L'angolo della lettura può più proficuamente contenere solamente un numero limitato di libri dei quali si propone di volta in volta la lettura. Inoltre, la lettura può essere:

  • individuale: il bambino interessato prende il libro che lo interessa;
  • di piccolo gruppo: alcuni bambini si soffermano insieme a leggere lo stesso libro (in questo caso può accadere che un bambino offra spiegazioni agli altri bambini favorendo lo scambio di notizie, informazioni, impressioni, punti di vista ed agendo da stimolo l'uno nei confronti dell'altro).

In riferimento ai tempi l'accesso all'angolo della lettura potrà avvenire:

  • in momenti programmati: finalizzati alla lettura comune (esempio: l'insegnante legge - per tappe giornaliere - lo stesso libro a tutti);
  • in momenti occasionali: il bambino accede liberamente, come scelta individuale ed attività libera, all'angolo della lettura nei momenti nei quali non è coinvolto in attività comuni che riguardano tutta la sezione.

 

La biblioteca nello zerosei 

Se da un lato le finalità della biblioteca di sezione possono coincidere con quelli indicati per l'angolo della lettura, dall'altro i suoi caratteri distintivi sono rintracciabili negli scopi formativi della scuola dell'infanzia che vede la propria funzione pedagogica centrata nell'apprendimento. Indichiamo, da questo punto di vista, cinque finalità.

  • In primo luogo, la biblioteca di sezione funge da banca di istruzione e fucina di ricerca, ossia mira alla conquista di elevate competenze cognitive di base. In questo senso essa svolge il triplice compito di centro di informazione (dal quale cioè attingere singole conoscenze che interessano) di centro di consultazione (al fine di ricontrollare, completare, integrare conoscenze e saperi e di documentazione (da questo punto di vista la biblioteca ed il libro in esso contenuto viene utilizzata come luogo di ricerca).
  • In secondo luogo, la biblioteca diventa l'aula specializzata di una scuola impegnata a convertire le classi in altrettanti spazi laboratorio e atelier. L'educatore e la parola parlata non sono gli unici mediatori cognitivi, ma la scuola dell'infanzia può rivestire più "abiti didattici" (appunto biblioteca, laboratorio, atelier, aule speciali, ecc.).
  • In terzo luogo, essa consente di meglio attualizzare le conoscenze consentendo sia la riconferma di quanto già noto o proposto in occasione di progetti didattici e unità didattiche, sia eventuali supplementi di indagine rispetto a quanto scoperto e discusso, ma non ancora sufficientemente approfondito.
  • In quarto luogo, la biblioteca "...può tramutarsi in terreno concreto di partecipazione e opzione collettiva delle conoscenze...". La biblioteca (ed il patrimonio "comune" di informazioni, di esperienze e di conoscenze delle quali è depositaria) è il luogo per eccellenza nel quale ed attraverso il quale favorire lo scambio e la socializzazione delle conoscenze e delle esperienze. Perciò più attraverso l'utilizzo della biblioteca che attraverso altre occasioni il bambino può attingere direttamente dai compagni sia per quanto riguarda l'"imparare" (ossia il raccogliere singole conoscenze), sia per quanto riguarda l'"imparare ad imparare" (cioè apprendere metodi e modelli di ricerca).
  • In quinto luogo, infine, la biblioteca può scommettere su un modo diverso di essere educatore e insegnante. Essere insegnante "bibliotecario" significa essere un educatore più puntualmente attento al ruolo di trasmettitore di informazioni, di conoscenze e di esperienze documentate e/o documentabili e significa anche essere educatore-lettore, ossia a sua volta consumatore di libri e quindi di prodotti culturali.

Di solito l'organizzazione (e la catalogazione) dei libri di una biblioteca avviene sulla base dei contenuti. Occorre che i libri vengano riposti con un certo ordine (libri di fiabe e racconti, di animali, dell'ambiente e così via) al fine di avere accesso al libro individualmente e senza incontrare eccessive difficoltà. Per utilizzare una biblioteca occorre in altre parole avere già in anticipo una certa familiarità con il libro.

Si possono prevedere diverse attività finalizzate a favorire la lettura.

La biblioteca come centro di informazione e di documentazione.
Viene privilegiata l'esposizione di testi, di materiali e di schede appositamente predisposte che possano essere utili per la rilettura o l'approfondimento di temi in corso di trattazione o di discussione in sezione (ad esempio: in occasione dello sviluppo di un progetto didattico riguardante la propria abitazione o il proprio quartiere/borgata, potranno essere esposti i materiali - libri, illustrazioni, ... - della civiltà contadina). Riteniamo cioè interessante prevedere, all'interno della biblioteca, l'angolo delle novità oppure l'organizzazione di piccole mostre tematiche. Da questo punto di vista la biblioteca oltre che a divenire uno strumento integratore dal quale costantemente attingere informazioni e conoscenze, si trasforma anche in un prezioso sostegno per progetti e unità didattiche.

La biblioteca può svolgere anche la funzione di emeroteca.
vale a dira sia di informazione su problemi spiccioli ed immediati, sia sulla così detta "cultura materiale" o del quotidiano. Pensiamo, ad esempio, alla funzione dell'edicola. Se da un lato il ruolo dell'edicola è di distribuire informazioni destinate a consumarsi in un tempo relativamente breve, dall'altro non possiamo dimenticare il carattere di freschezza e di tempestività dell'informazione offerta dal quotidiano e dal settimanale. Da questo punto di vista la biblioteca/emeroteca può offrire ai bambini materiali informativi anche "degradabili" (ossia veri oggi e non necessariamente altrettanto veri domani, come accade normalmente nell'informazione), ma ugualmente freschi ed immediatamente veri (come ad esempio la documentazione fotografica di una recente nevicata o di altro evento atmosferico di interesse che ha esercitato la propria influenza in luoghi circostanti noti al bambino, un servizio per immagini su problemi noti e desunti dalla pubblicistica tradizionale e così via). Una ulteriore funzione della biblioteca come edicola può essere quella di esibire materiali tipici della produzione mass-mediologica (il quotidiano, la rivista, il fumetto). Il libro/rivista/fumetto diventa un oggetto che può servire da supporto a propri intenti comunicativi, così come ai propri (più o meno segreti) viaggi nell'immaginario. Ma non significa forse, anche in questo caso, affidare al segno (da decrittare e tradurre) tanto i percorsi della ragione, quanto le avventure ed i labirinti della fantasia?

La biblioteca e oil servizio del prestito.
a funzione del prestito permette al bambino la possibilità di effettuare scelte particolari all'interno di un universo di offerte (un tema che interessa particolarmente; un argomento ripreso in sezione; un libro da far vedere ad esempio ai genitori, ai fratelli, agli amici); l'opportunità di sperimentare da solo un approccio con il libro (individuando ad esempio percorsi di lettura anche personali: ripercorrere una sequenza di immagini, centrare l'attenzione su una parte del libro, curare l'osservazione e la lettura di alcuni "particolari" - tanto delle immagini, quanto del testo - e così via).

A questo si può aggiungere la catena della solidarietà del libro: per quanto in quantità modesta, ogni bambino ha ricevuto qualche libro in regalo e possiede un proprio piccolo patrimonio librario. La catena della solidarietà consiste nella possibilità:

  • di poter portare a scuola temporaneamente un libro di casa e di poterne eventualmente parlare insieme;
  • di lasciare a disposizione degli altri il proprio libro collocandolo temporaneamente nella "sezione novità" della biblioteca;
  • di consentire al bambino di "presentare" il proprio libro;
  • di scambiarsi reciprocamente libri (io porto a casa il tuo libro e tu porti a casa il mio).

 La catena della solidarietà comporta una puntuale organizzazione del prestito. Ci si può porre il problema delle modalità del prestito (solo alcuni libri, tutti i libri; solo scambio reciproco dei propri libri?), dei tempi (solo al sabato ed alla domenica? solo in periodi definiti?), dei contenuti (libri che trattano temi già discussi in sezione? libri di fiabe? ...) dei generi ammessi al prestito ed allo scambio (libri, fumetti, album di figurine, riviste, ...).

 

Il laboratorio del libro e della lettura

Attraverso il laboratorio della lettura si intendono soprattutto favorire abilità legate alla codifica ed alla decodifica. Si richiede al bambino tanto la capacità di interpretare il messaggio trasmesso attraverso i segni (la "lettura" di parole, immagini), quanto la capacità di produrre messaggi (la "scrittura" di intenzioni, situazioni, contesti, progetti, ecc.). Sono prevedibili, nella prospettiva della realizzazione di un centro di produzione della lettura e della scrittura ipotesi di minima ed ipotesi di massima. Pensiamo, come ipotesi minima, alla capacità di "aderire ad un modello": sono favorite abilità di tipo imitativo/riproduttivo (saper copiare, saper ripetere in modo simile, saper riprodurre una tecnica, una modalità di condotta comunicativa grafica, ecc.). Pensiamo, come ipotesi di massima, alla capacità di "tradurre/trasporre" e "costruire/creare" modalità espressivo-comunicative.
Lo scopo del laboratorio della lettura è quello di lavorare su e intorno al libro. Fra le diverse ipotesi che si possono avanzare, indichiamo due filoni a nostro avviso di interesse: il primo riguarda il come leggere, il secondo è relativo alla costruzione, in sezione, del libro.
Per quanto riguarda il primo versante che abbiamo indicato, il "come leggere", le modalità di approccio al libro ed all’immagine e/o scrittura possono essere molti: leggere tutto d'un fiato, a puntate, saltare di qua e di là, guardare solamente le figure, farcelo leggere da qualcun altro e così via. Ci limitiamo qui a proporre, a titolo di esempio, alcuni possibili percorsi.

La lettura per tappe.
Un modo di organizzazione della lettura relativamente diffuso, quando il testo da proporre ai bambini è relativamente lungo, è quello della distribuzione in sequenze o in episodi. Qualche volta le "puntate" sono già state predisposte dall'autore (pensiamo a Pinocchio di Collodi), altre volte occorre scegliere i punti nei quali interrompere la narrazione. Quando questo accade il libro diventa per il gruppo di "consumatori della lettura" una sorta di best-seller e una sorta di serial, ossia il racconto amato intensamente, il sorso quotidiano di narrazione, l'appuntamento del giorno che tutti attendono. Questo tipo di lettura non è tuttavia solamente assimilabile ad una sorta di prodotto mass-mediologico. La lettura per tappe può essere un modo per organizzare il proprio lavoro didattico e per offrire occasioni fortemente centrate sull'apprendimento. Pensiamo al modo di utilizzare racconti (solitamente illustrati) per nuclei di comprensione8 ed in questo caso è evidente come la capacità di "capire una storia" non significhi tanto (o esclusivamente) saperla riprodurre verbalmente (effettuando cioè una operazione di tipo riproduttivo e di adesione al modello di partenza), quanto piuttosto alla capacità di ripensare (quel particolare, quella situazione, ecc.). L'educatore si trova a svolgere un duplice ruolo: da un lato funge da "mediatore" fra il libro ed il bambino (fornendo spiegazioni integrative al testo, puntando sulla comprensibilità dei contenuti ed offrendo prospettive interpretative), dall'altro svolge funzione di "stimolo" favorendo una sorta di prolungamento della lettura attraverso la raccolta di indizi particolari e (per il lettore- fruitore, apparentemente) marginali, la decifrazione di misteri, la soluzione di ansie, l'anticipazione di situazioni. In altre parole, capire il libro significa da un lato ritradurlo (ad esempio attraverso la trasposizione in un altro linguaggio: la riorganizzazione del racconto con il fumetto, l'esposizione riprodotta graficamente dei nuclei di comprensione, la trasposizione teatrale - drammatizzazione - di alcune sequenze e così via) e dall'altro reinventarlo (ad esempio attraverso l'ulteriore ampliamento di situazioni particolari, il "prolungamento" del racconto, la rivisitazione in chiave fantastica di situazioni già discusse, ecc.: in questo caso significa lasciar scattare una sorta di trappola che consenta di divenire in qualche modo complice dei personaggi della narrazione, riconoscendone alcuni topoi narrativi, le ricorrenze linguistiche e, in qualche modo, individuare alcune "regole del gioco" del libro).

La produzione di testi.
Il secondo filone di proposte riguarda, come più sopra si diceva, le capacità legate alla produzione. Se essere lettori significa ricevere messaggi elaborati e proposti da qualcuno, anche a partire dalla scuola dell’infanzia stessa i bambini possono essere in prima persona "produttori di messaggi" da inviare a qualcuno. In altre parole, intendiamo dire che anche la scuola dell'infanzia può farsi autore di un prodotto culturale quale è appunto un libro. Anche in questo caso ci limitiamo a fornire alcuni esempi. L'idea che ognuno può essere sia produttore sia fruitore o lettore di messaggi può essere concretizzata attraverso l'organizzazione dell'angolo della posta. Ogni bambino ha una propria "buca delle lettere" nella quale riceve i messaggi degli altri e, contemporaneamente, ognuno a sua volta può "imbucare" messaggi, informazioni, richieste (un messaggio può essere rappresentato da un disegno, da una figura ritagliata, da uno "scritto" realizzato con la collaborazione dell'educatore). Più di ogni altro, il gioco della posta consente di far capire al bambino l'utilità della scrittura.

Il centro stampa.
Un'altra proposta, sempre a titolo esemplificativo, è quella del Centro stampa. Per Centro Stampa si può intendere un laboratorio (un "angolo") che contiene diversi strumenti dello scrivere: carta, cartelloni, penne, pennarelli, pennelli; macchina da scrivere, timbri e materiali diversi per la costruzione "in proprio" di timbri, ecc. Si possono produrre messaggi (una storia, la documentazione di una ricerca, ecc.) in diversi modi e con l'utilizzo di diverse tecniche e linguaggi:

  • una storia per immagini disegnate (con tecniche diverse: disegno a cera, collage, utilizzando immagini e/o scritte dei giornali, della pubblicità, ecc.);
  • una storia a fumetti (immagini + parola);
  • una sequenza di un racconto riprodotta su nastro o su video (il nastro e il video non possono forse essere il corrispettivo - sonoro e audiovisivo - del libro?);
  • la documentazione (esempio: fotografia + didascalia) di una esperienza o di una ricerca.

 La costruzione del libro.
Le ragioni per fare in sezione un libro sono molte ed altrettante sono i modi per costruirlo. Il "libro della sezione" è il frutto di un lavoro comune (ad esempio una ricerca su un tema particolare oggetto di lunghe discussioni/confronti in sezione) che coinvolge tutti e richiede di mettere in comune competenze ed abilità diverse: raccogliere le parole, organizzare un discorso, impaginare, distribuire le immagini, ecc. Pensiamo analogamente alla costruzione periodica di un giornale (per i genitori, per le altre sezioni), un diario necessario alla documentazione di attività svolte di particolare interesse e così via.

Privacy e cookies

© Accademia Naven 2026
info@accademianaven.org
Accademia Naven srl, Piazza Venezia n. 6
38122 Trento. P. Iva 02708610221