Sull'interesse oggi per la pedagogia montessoriana e i suoi valori permanenti nel tempo.
Il metodo Montessori ha avuto una diffusione senza pari a livello internazionale, in Italia si sta riscoprendo in questo ultimi anni. Da cosa è stato generato questo nuovo interesse?
È senz’altro vero che assistiamo oggi a una sorta di rinascita del Metodo Montessori e della pedagogia Montessoriana. Si tratta però di un fenomeno complesso e non esente da contraddizioni. Innanzitutto, è utile evitare le illusioni: ritengo che questa sorprendente diffusione sia da intendersi in una certa misura anche come un fenomeno di moda. Non c’è un “marchio” Montessori e il Metodo non è tutelato o garantito da un’autority che sia in grado di separare il grano dal loglio: chiunque può auto dichiararsi montessoriano per il semplice fatto di avere preso (o aver creduto di prendere) qualcosa dalla Montessori. Si tratta però di una Montessori “a pezzi”: non sono poche le organizzazioni che si limitano a prendere qualcosa che appare immediatamente utile senza tuttavia preoccuparsi troppo di ciò che sta dietro alla grande lezione montessoriana. È anche una questione di mercato: sempre di più in questi ultimi anni quello di Maria Montessori è un nome che attira. Vi sono nidi e scuole dell’infanzia che vengono intitolati alla Montessori semplicemente nella speranza di avere qualche “cliente” in più e poco curandosi dell’impegno che quel nome porta con sé. Vi sono case editrici (per la verità soprattutto fuori dell’Italia) che hanno fatto del Metodo Montessori un mito ma nello stesso tempo ne hanno svilito la sua pedagogia attraverso la pletora infinita di quaderni, quadernetti e album montessoriani.
Assistiamo però anche, all’opposto, ad una ripresa degli studi montessoriani con occhio nuovo e più neutro rispetto al passato. Confidiamo che la dicotomia che ha caratterizzato soprattutto il passato (ma che è ancora in certa misura presente ancora oggi) fra coloro che si ritengono gli unici montessoriani ortodossi e gli unici depositari della sua parole e coloro che vedono nella Montessori sostanzialmente un nemico da evitare venga superato da un approccio più problematico e critico che sappia rileggere la pedagogia montessoriana con occhio più distaccato, sia in una visione storica, sia alla luce dei bisogni educativi dell’oggi. L’esperienza della Montessori è una realtà storica che si è concretamente realizzata ma che non è confinata nel passato ma ha molto da dire ancora oggi purché si sappiano interpretare i significati pedagogici della sua proposta attualizzandoli.
Quali principi pedagogici del pensiero di Maria Montessori sono più attuali oggi?
Non è facile rispondere a questa domanda senza correre il rischio della semplificazione. Quello di Maria Montessori è in realtà un pensiero complesso che, dalla prima esperienza della prima Casa dei bambini, si è evoluto per oltre mezzo secolo.
Maria Montessori è stata innanzi tutto una donna coraggiosa che ha ideato e attuato pratiche educative che hanno contribuito a migliorare la qualità dell’educazione per tutti; ha avuto la capacità e la forza di contrastare le condizioni dei bambini delle periferie degradate e ha restituito loro dignità, manifestando indignazione per il modo tradizionale di concepire l’infanzia; ha valorizzato le potenzialità dei bambini e delle loro menti; ha adottato un approccio sperimentale basando il proprio modello pedagogico sull’osservazione e sulla necessità di garantire lo sviluppo in un contesto naturale; ha aperto alla riflessione ed alla discussione alcuni grandi temi ancora oggi attualissimi, come i diritti dell’infanzia, la libertà e la pace.
Una lista esauriente dei principi pedagogici del pensiero educativo della Montessori richiederebbe uno spazio ben più grande di quanto non sia concesso qui. Vorrei perciò limitarmi qui a richiamare il tema della libertà, tanto importante quanto in realtà non sempre ben compreso.
In primo luogo, per libertà Maria Montessori intende il rispetto dei tempi dello sviluppo del bambino: come già affermava Rousseau, lo sviluppo è naturale e gli adulti non dovrebbero “forzare la natura” del bambino con regole artificiose o in risposta a bisogni che sono solamente nella loro mente. La libertà del bambino è tale nella misura in cui gli adulti che si prendono cura di lui hanno consapevolezza dei bisogni dell’infanzia. In altre parole, i bambini se si trovano nelle condizioni giuste sanno fare bene il loro mestiere di crescere: non sono gli adulti (e perciò non lo è nemmeno il nido o la scuola dell’infanzia) i creatori del bambino, ma è il bambino che, se lasciato libero, si crea da sé stesso. Il compito dell’adulto è quello di preparare l’ambiente, di creargli cioè le condizioni affinché possa procedere in libertà per la sua strada.
Libertà significa inoltre accogliere i bambini nella loro integrità, senza dimenticare che quando agiscono in libertà stanno elaborando la loro vita, come una crisalide elabora lentamente la farfalla dentro al suo bozzo”. Insomma, la libertà non è null’altro che quella condizione di autonomia personale che permette al bambino di imparare ad autogovernarsi.
Quale idea di bambino emerge dalla pedagogia montessoriana?
Per Maria Montessori il bambino è il grande sconosciuto e di conseguenza il grande sottovalutato: occorre conoscerlo (sul piano biologico, fisico, psichico, sociale, attraverso soprattutto l’osservazione) per poterlo guidare in modo e con forme opportune allo scopo di favorire lo sviluppo di tutte quelle potenzialità che sono presenti in lui.
I bambini sono dotati di una natura psichica che conferisce loro straordinarie potenzialità. Per questo compito dell’educazione è soprattutto di promuovere e sviluppare la mente del bambino, poiché è paragonabile a un campo fertile, pronto a ricevere quello che germinerà poi in forma di cultura.
Il bambino, che è il “padre dell’uomo”, è il grande scultore di sé stesso: è l’artefice principale del suo sviluppo. L’uomo è quell’essere superiore dotato di intelligenza, che è destinato ad un gran compito sopra la terra: a trasformarla a conquistarla, a utilizzarla, costruendo un nuovo mondo meraviglioso, che supera e si sovrappone alle meraviglie della natura.