Accademia Naven
Esperienze e proposte di attività
Il sogno di Valentina

I bambini amano le storie. Quando un adulto racconta una storia sono attenti e spesso chiedono loro di raccontarla nuovo. Amano anche le storie che trovano nei libri che osservano con attenzione soffermandosi a lungo anche sui dettagli. Le storie che gli adulti raccontano ai bambini sono sempre il frutto della fantasia ma costituiscono uno strumento potente per la loro maturazione.
La più importante razione è che narrazione è lo strumento privilegiato della trasmissione culturale, attraverso di essa i bambini costruiscono le proprie esperienze e rappresentano uno strumento per costruire e trasmettere significati.
Per Jerome Bruner pensiero narrativo costituisce una particolare modalità della mente di organizzare l’esperienza, un modo per rappresentare gli eventi e trasformarli in oggetto di analisi e di riflessione. Il pensiero narrativo riguarda la realtà psichica e si basa su una logica intrinseca alle azioni umane (desideri, emozioni, affetti) e alle interazioni tra individui (regole e motivazioni sociali).
Oggi i bambini del nido e della scuola dell’infanzia hanno a disposizione una molteplicità di storie sia attraverso il racconto orale degli adulti, sia sotto forma di molteplici supporti che vanno dal libro al tablet, al telefonino, alla televisione, ecc.
Il fatto è che ora i bambini sono letteralmente sommersi da ogni tipo di narrazione con il rischio generare disorientamento anziché aiuto.
L’insegnante di scuola dell’infanzia racconta direttamente a voce e mette a disposizione dei bambini diverse storie ma al termine dell’attività una domanda può rimanere sospesa nell’aria ed è se i bambini (ogni singolo bambino) hanno veramente compreso la storia raccontata. La presente esperienza propone una storia ed entra nel merito degli elementi costitutivi della sua struttura narrativa come strumento finalizzato a rispondere alla domanda dell’insegnante.
Il presente progetto fa riferimento alla riflessione dal titolo “Capire le storie” e muove dal racconto di una storia per aiutare i bambini a comprenderla appieno nei suoi contenuti e nella sua struttura. La breve storia, che si ispira alle proposte contenute nella Grammatica della fantasia di Gianni Rodari, viene qui proposta organizzata per nuclei di comprensione. 

 

 

La storia è qui esposta per “nuclei di comprensione e ogni nucleo è rappresentato da un’immagine. 

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(01) - Valentina era una bambina vispa e allegra che aveva sempre voglia di scherzare.

 

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(02) - Voleva tanto bene alla mamma ed al papà ed abitava in una bella casa che si trovava in cima a una collina. Era molto orgogliosa del suo papà che di mestiere faceva il macchinista e guidava il treno.

 

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(03) – Spesso doveva andare lontano e ogni sera telefonava a Valentina per raccontarle dove era stato e i luoghi che aveva visitato. 

 

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(03-a) – Ad esempio, una sera raccontò che era stato al mare; c’era caldo e aveva visto molti bambini in vacanza che si divertivano a nuotare.

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(03-b) – Un’altra volta raccontò che con il treno era arrivato in un luogo montagna; c’era freddo e ha avuto bisogno di mettersi la sciarpa intorno al collo. 

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(03-c) – Un’altra volta ancora le ha telefonato per dirle che era arrivato in un bosco dove sugli alberi abitavano degli uccellini nati da poco. 

 

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(04) – Una sera però la telefonata del papà non ha potuto telefonare e Valentina ha aspettato la telefonata che non arrivava mai. Era stanca e aveva sonno ma voleva aspettare la telefonata del papà.

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(04-a) – Era ormai arrivata la notte e fuori c’era molto buio. 

 

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(05) - Ha deciso di andare a letto ma voleva rimanere sveglia per aspettare la telefonata. Ma si è subito addormentata e cominciò a fare un sogno. Sognava che andava alla stazione per prendere il treno e andare a cercare il papà. 

 

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(05-a) – Nel sogno era andata dal bigliettario per comperare il biglietto. 

 

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(05-b) – Poi è salita sul treno dove c’era un signore che leggeva il giornale e una signora che aveva tanti gioielli. 

 

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(06) – Poi decise di andare dal macchinista per chiedergli se conoscesse il suo papà. 

 

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(06-a) – Allora Valentina ha chiesto se potesse guidare il treno. Il macchinista le ha risposto che poteva guidare sono un pochino, ma non doveva mai toccare il pulsante rosso, valentina cominciò a guidare il treno e dopo un po’ ha premuto anche il pulsante rosso. 

 

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(07) – Allora il treno è andato in cielo e ha cominciato a volare

 

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(07-a) Dall’alto si vedevano tante cose ed era molto bello. Ha viaggiato a lungo e ha visto molti paesaggi diversi. 

 

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(08) – A un certo punto in un paese ha visto da lontano un omino che stava camminando per andare a casa e che salutava con la mano. Ha guardato bene e ha visto che era il suo papà.

 

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(09) – Gli andò incontro e lo abbracciò felice.

 

 

NB. Disegni di Alberto Cova. 

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