3.3. Tre tipi di laboratorio
CAPITOLO 3. - Le dominanti metodologiche del laboratorio
- 3.1. Le ragioni pedagogiche e didattiche del laboratorio
- 3.2. I tre livelli metodologici del laboratorio
- 3.3. I tre tipi di laboratorio
- 3.4. Il laboratorio in valigia
Differenti modalità organizzative
Sul piano dell'organizzazione e dell'utilizzo, sono riconoscibili tre tipi di laboratorio: il laboratorio organizzato all’interno degli spazi della scuola dell’infanzia, il laboratorio esterno o di territorio ed il laboratorio in valigia. Nell’impossibilità di una trattazione ampia, ci si limita qui, a titolo di esempio, all'approccio scientifico-ambientale.
Un esempio di laboratorio interno
Che cos’è
Il laboratorio interno consiste in uno spazio all'interno della scuola dell’infanzia (per esempio una vera e propria stanza) appositamente attrezzato in grado di svolgere contemporaneamente due funzioni, di magazzino-contenitore di oggetti, di strumenti e di materiali e di luogo appositamente attrezzato per lo svolgimento di ricerche e di esperimenti.
Il deposito di materiali
Proponiamo, a titolo di esempio, un’ipotesi di laboratorio scientifico.
Come deposito dei materiali il laboratorio scientifico-ambientale accoglie al proprio interno:
- oggetti di diverso tipo e per diverse funzioni (oggetti di uso comune presenti nella vita quotidiana – contenitori per polveri e liquidi, scatole, barattoli, forbici, colla, pezzi di corda, bastoncini, ecc. -; collezioni - come bottoni, conchiglie, monete, turaccioli, perline, elastici di diverse misure, sassi piccoli e grandi, erbe e foglie essiccate, ecc. -);
- materiali di base (tavoli, sedie, armadi, pannelli alle pareti per attrezzi, scaffali chiusi e aperti, contenitori di diverse misure, raccoglitori, carta da pacco, cartoncini, cartelloni, vaschette, bottiglie, zucchero, farina, ecc.), materiali per l'informazione / osservazione (penne e matite, quaderni e fogli per la raccolta di appunti, raccolte di fotografie e di disegni, schede pronte per essere compilate - come ad esempio per la realizzazione di un erbario o di un fogliario, tavolo luminoso, proiettore per diapositive, schermo) e per l'archiviazione/documentazione (raccoglitori, scatole per raccogliere materiali, fascicoli contenenti la documentazione delle esperienze effettuate cassette audio e video registrate);
- strumenti di osservazione (lente di ingrandimento, cartina di tornasole, spago, carrucola, tenaglie, registratore a nastro, macchina fotografica, telecamera) e di misura (carta millimetrata, contenitori graduati, bastoni con tacche, pesi, macchina misurasassi, palloncini gonfiabili, bilancia, stadera, termometro, calamita, ecc.).
Il laboratorio per la ricerca e per la sperimentazione
Rimanendo, nell’esempio, nell’ambito scientifico, il laboratorio come luogo di ricerca e di sperimentazione si propone come spazio attrezzato per l'attività di ricerca. In questo senso deve:
- avere i materiali e gli attrezzi ordinati, pronti per l'uso e facilmente reperibili; per questo è opportuno prevedere alla distribuzione di incarichi (fra insegnanti) per mantenere il laboratorio sempre efficiente;
- consentire la possibilità di lavorare per piccoli gruppi che possono operare liberamente, ma che saranno prevalentemente guidati dall'adulto;
- essere uno spazio chiuso e protetto, in questo modo potranno essere depositati materiali da osservare o da completare in un momento successivo senza che vengano deteriorati o danneggiati (ad esempio una coltura di piccole piante, un terrario, la raccolta di semi pronti o vicini al germoglio, la vasca delle tartarughe, d'acqua, il vaso dei pesci);
- essere protetto anche da eccessivo rumore, da troppa luce o da altre cause che potrebbero compromettere la concentrazione e l'accuratezza nel proprio lavoro.
Un esempio di laboratorio esterno
Che cos’è
Attribuiamo al laboratorio esterno (esemplificativamente, in riferimento ad una sua connotazione scientifico-ambientale) tre accezioni:
- il primo consiste in un vero e proprio laboratorio all'aperto (ad esempio nel caso del laboratorio scientifico una parte del giardino della scuola, un'area destinata ad orto o ad allevamento di piccoli animali, un parco; nel caso invece del laboratorio corporeo pensiamo alla palestra, alla piscina, ecc.);
- il secondo è costituito dalle occasioni informali offerte dall'ambiente (uno stagno, un parco, un prato, un bosco, un canale, una fattoria, un allevamento di animali, una serra situata vicino alla scuola);
- il terzo è rappresentato dalle opportunità culturali (informali o formalizzate) offerte da un territorio dato.
Il laboratorio all’aperto
Consiste, conservando l’esempio del laboratorio scientifico, in uno spazio esterno appositamente strutturato per effettuare attività di osservazione e di sperimentazione diverse. Le attività possono essere differenti in rapporto ai luoghi nei quali il laboratorio si trova. Nel giardino della scuola può essere ad esempio realizzato:
- l’orto sperimentale (vasi con piante, vegetali piantati nel terreno); vasca con acqua (per giochi ed esperimenti con i liquidi, per l'allevamento di girini);
- il semenzaio (cassette con terriccio e ghiaia per l'allevamento di semi e piantine con la giusta esposizione alla luce ed al calore d'estate e con l'adeguata protezione dal freddo in inverno (telo di nailon trasparente);
- la serra (orto protetto per l'inverno);
- il terrario per l'allevamento di insetti o piccoli animali: lombrichi, chiocciole, formiche), gabbie, casette e tane per piccoli animali (tartarughe) e nidi artificiali con mangiatoia per aiutare gli uccelli a nidificare.
Le nicchie e gli spazi informali
Anche per chi abita in città a volte è possibile individuare spazi marginali che possono costituire il proprio campo d’osservazione ed il proprio oggetto di sperimentazione sistematica. Il prato e il parco, ad esempio, possono offrire ricchissime occasioni di attività come la raccolta delle erbe e la realizzazione di un fogliario, l’analisi del terreno, l'osservazione degli animali che lo abitano; un mucchio di terra di riporto può consentire lo studio delle piante pioniere e della colonizzazione progressiva del terriccio; anche una pianta o un gruppo di piante offre possibilità didattiche diverse: quanto è alta? come si comporta con il mutare delle stagioni? di che cosa si nutre? da chi è abitata? quali fiori/semi produce? come si fa per allevarla in modo adeguato? È possibile anche costruire un piccolo recinto (basta qualche metro quadrato di terra) per circoscrivere il microambiente che si vuole osservare o sul quale s’intende intervenire sperimentalmente ai margini di un prato, vicino ad un cespuglio, ecc.
Le risorse della città
Un terzo aspetto riguarda i laboratori veri e propri e le occasioni culturali presenti nella città. Si può pensare, a titolo di esempio, al museo delle scienze naturali, al giardino botanico, al vivaio, agli allevamenti di animali, ecc. È importante anche il raccordo con l’associazionismo ambientale locale come, ad esempio, la sede del WWF o della Legambiente. Parallelamente si può pensare anche alla biblioteca, al museo d’arte, ecc.
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Battista Quinto Borghi