Accademia Naven
Crescere con i laboratori
4.3. Il laboratorio del corpo: gli spazi e i materiali

CAPITOLO 4 - Il laboratorio del corpo e del movimento

  • 4.1. Gli obiettivi di fondo
  • 4.2. Direzioni di lavoro
  • 4.3. Gli spazi e i materiali
  • 4.4. Struttura delle attività

Un laboratorio modulare

Non esiste un unico modo di organizzare il laboratorio legato a questo campo, soprattutto se si pensa ad uno spazio specifico ed appositamente attrezzato.
Un eccesso di specializzazione anziché aiutare può addirittura fuorviare. Il laboratorio del corpo, infatti, così come deve avvenire per gli altri laboratori, deve consentire un’immersione, un coinvolgimento forte, una partecipazione insieme piacevole e intensa dei bambini e delle bambine. Per ottenere questo non occorrono necessariamente spazi iperspecializzati.
Ugualmente occorre anche precisare che non è vero che basti mettere a disposizione un po’ di spazio per giocare. Alcuni materiali ed alcune attrezzature fanno bene la differenza.
Non esiste, perciò, un’idea sola (e conseguentemente un solo modo) di realizzare il laboratorio: spazi diversi e diversamente attrezzati offrono occasioni di gioco diverse. 

Un luogo d’immersione

In ogni caso occorre tenere presente che il gioco (in particolare i giochi della tradizione, quelli che venivano effettuati nei cortili dei condomini o nelle aie di campagna quando le mamme ed i papà, le nonne ed i nonni, erano piccoli) è il modo migliore di utilizzare e valorizzare il laboratorio del corpo: oltre tutto i materiali che richiede sono pochi, di facile reperibilità e, generalmente, poco costosi.
Ciò che nel laboratorio della motricità dovrebbe prevalere è l’im­mersione rispetto l’astrazione, il piacere del fare rispetto al compito, il gioco rispetto all’azione guidata dall’adulto. E’ un errore da un lato pensare a questo laboratorio come ad uno spazio ‘libero’ nel quale le bambine ed i bambini si autogestiscono, ed è altrettanto un errore, dall’altro, attribuire ad esso un’esclusiva connotazione di comportamenti guidati e di ‘esercizio’. In altre parole: né la situazione che lascia fare a ciascuno quello che vuole, né un contesto nel quale tutto è previsto a tavolino e a monte.

L’angolo della sezione

A volte una stanza vera e propria non è a disposizione ed occorre accontentarsi di un angolo, di una piccola area ricavata in un corridoio o in sezione. È evidente che quando c’è troppo poco a disposizione non si può parlare di un vero e proprio laboratorio, anche se un piccolo spazio è sempre meglio di niente.
Un rischio diffuso è di negare la programmazione sistematica di attività motorie e, a volte, la mancanza di spazi adeguati può rappresentare un non giustificato alibi. Inoltre, in mancanza d’altro, prevedere uno o più angoli della sezione dedicato al gioco e al movimento significa, quanto meno, prevedere un’organizzazione dell’aula flessibile ed aperta ad una molteplicità di dinamiche relazionali e operative sia in situazione di contemporaneità sia nella previsione di sequenze variate di proposte l’una successiva all’altra.

La palestra

Dal punto di vista degli spazi e delle attrezzature è indubbio che il laboratorio ideale di questo campo è la palestra. Tuttavia, non sempre è possibile averla a disposizione.
Molto spesso non si chiama palestra. Troviamo nomi a volte diversi in rapporto a progetti specifici e ad obiettivi particolari. Abbiamo così la sala della ‘psicomotricità’, della ‘proiettività’, del ‘corpo’ dello ‘spazio motorio’ e così via. Quando la palestra c’è, è opportuno che sia dotata degli attrezzi adeguati evitando, come detto, da un lato un eccessivo specialismo e dall’altra una eccessiva genericità.
Le attività di gioco che si possono effettuare sono molte: si pensi ad esempio alle barriere da superare, alle possibilità di arrampicata, alle strutture per salire, scendere, scivolare, appendersi, assumere posizioni diverse del corpo; poi ancora il salto, la capriola, la corsa, i vari giochi di postura e così via.
Per quanto riguarda i materiali, occorrono materassi piccoli e grandi, tappeti, forme in gommapiuma, corde sospese, scale a pioli, scale di corda, ponti, tunnel e ostacoli di diverso tipo, ecc. Il mercato degli arredi scolastici mette a disposizione un’ampia gamma di oggetti che, per chi ha un finanziamento, è possibile acquistare. Occorre prestare attenzione però a facili tentazioni. Può accadere di scegliere più sulla base delle immagini accattivanti di un catalogo che in relazione alle effettive opportunità da offrire alle bambine ed ai bambini: può capitare cioè di privilegiare un aspetto o un numero limitato di aspetti rispetto ad altri, come può succedere di desiderare ed attendere per lungo tempo oggetti costosi, grossi ed ingombranti rispetto ad altri materiali dall’uso più flessibile e vario, poco costosi e perciò più facilmente accessibili. Il problema è di definire, preventivamente, il ventaglio delle prestazioni che un determinato spazio motorio attrezzato dovrebbe possedere. 

È necessario, in altre parole, prestare attenzione:

  • ad oggetti che valorizzano il movimento globale ed il coordinamento generale, ma anche la manualità fine ed il coordinamento segmentario;
  • ad attività centrate sul movimento e l’azione, ma anche a quelle centrate sul controllo, l’inibizione (come ad esempio l’equilibrio statico e dinamico) o sul rilassamento;
  • ad oggetti ed attrezzature che coinvolgano varie parti del corpo e non solamente alcune di esse;
  • ad oggetti fortemente strutturati e che richiedono prestazioni specifiche (come, ad esempio, un’asse di equilibrio), ma anche a oggetti non strutturati e finalizzati al gioco libero e guidato (la corda per il salto della corda, la tela iuta per la corsa coi sacchi);
  • ad oggetti finalizzati al movimento attribuendo a quest’ultimo termine un ventaglio molto aperto di significati: il movimento individuale, il movimento in sintonia con le altre bambine e gli altri bambini; il movimento in sincronia con un suono o un ritmo; il movimento finalizzato all’esplorazione dello spazio, alla sua delimitazione, per la realizzazione di giochi di orientamento (ad esempio un labirinto) e così via.

Lo spazio esterno

Quando la scuola ha a disposizione un cortile non è esclusa la possibilità di realizzare il laboratorio del corpo e movimento all’a­perto: in ogni modo è importante (anche nei casi in cui è già presente un laboratorio interno) favorire la presenza di attrezzature per la motricità anche all’esterno (camminamenti, percorsi, altalene, giochi per l’arrampicata, ecc.). 

Il raccordo con le agenzie del territorio

In molte realtà è inoltre possibile formulare accordi con associazioni sportive (pubbliche e private) dotate di palestre accessibili anche per la scuola dell’infanzia.
Non va dimenticato che le scuole dell’infanzia vicine a scuole primarie possono, attraverso appositi accordi utilizzare la palestra scolastica nei momenti in cui non è occupata o prendendo specifici accordi ad inizio d’anno per la programmazione comune del suo utilizzo.
Per chi non può fare altro, infine, esiste la possibilità, del laboratorio con le ruote: si tratta di un carrello che contiene materiali diversi (legnetti, cerchi, corde, tappetini, ecc.) che può essere trasportato da un luogo all’altro e, per un’ora, anche lo spazio più inadeguato può trasformarsi in un piccolo laboratorio temporaneo.

 



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Battista Quinto Borghi

 

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