Accademia Naven
Crescere con i laboratori
5.2. Il laboratorio della comunicazione e della lingua: le abilità connesse con il laboratorio del linguaggio

CAPITOLO 5. Il laboratorio della comunicazione e della lingua

  • 5.1. Le ragioni di fondo
  • 5.2.  Le abilità connesse con il laboratorio del linguaggio
  • 5.3. Gli spazi e i materiali 

 

Tre piani di esperienza

Il laboratorio si muove su tre piani di esperienza fondamentali.

  • Il primo (le parole e le frasi) raccoglie esperienze orientate all'acquisizione degli elementi e delle componenti di base della lingua. Questo ambito presta soprattutto attenzione alla acquisizione dei modi pratici di esprimersi in lingua senza necessariamente acquisire la consapevolezza di ciò che sta dietro (l'organizzazione del­la frase, l'utilizzo delle strutture linguistiche di base ed alla costruzione delle condizioni che rendono efficace l'atto linguistico (la capacità di tenere conto del contesto, la capacità di instaurare e di conservare una situazione comunicativa, la scelta di "comportamen­ti appropriati" per favorire le condizioni comunicative).
  • Il secondo (i messaggi e i significati) usa la lingua come strumen­to di approccio e di appropriazione simbolica della realtà (l'accesso dinamico alla lingua): la lingua è uno strumento (tecnico) per "predicare" tutto ciò che sta intorno. Le abilità richieste sono quelle di descrivere, formulare messaggi, narrare le cose che stanno intorno. Per fare questo è necessario rispettare le regole proprie della lingua, utilizzare le forme in modo corretto, fare il confronto con altri linguaggi (non verbali).
  • Il terzo (il pensiero e la cultura) rimanda alla capacità di utilizzare la lingua come strumento da un lato per elaborare il pensiero, dal­l'altro per intervenire e trasformare la realtà (l'accesso elaborativo alla lingua). Quest’ambito si propone di riconoscere la lingua insieme come un prodotto ed uno schema mentale in grado di ‘intervenire’ attivamente sulle esperienze e sulle conoscenze.

Schematicamente:

  • Le parole e le frasi; ci si riferisce:
    • Al riconoscimento della molteplicità delle modalità della comunicazione e della polivalenza delle sue forme;
    • all’uso di lingua orale per esprimere bisogni, comunicare fatti, descrivere eventi, interpretare immagini o scritte;
  • I messaggi e i significati; si pensa soprattutto:
    • alla comprensione dei significati di messaggi verbali;
    • alla condivisione di convenzioni;
    • alla costruzione della scrittura spontanea;
    • al rapporto ed all’uso con i diversi generi linguistici;
  • Il pensiero e la cultura; si sottolineano principalmente:
  • i rapporti di interazione comunicativa, di condivisione e di scambio;
  • l’analisi di messaggi proposti in lingua parlata e lingua scritta;
  • la formulazione di ipotesi in situazione di co-costruzione (lingua parlata) ed in relazione ad un contesto di lingua scritta;
  • l’acquisizione del gusto per la lettura.

Il laboratorio ‘fai da te’ vs/ il laboratorio ‘facciamo insieme’

Le bambine ed i bambini desiderano sempre di più essere padroni dei propri comportamenti, scoprono di avere una volontà e instaurano rapporti di comunicazione con gli altri. È tutto ciò si manifesta attraverso il desiderio di fare da soli, oppure di agire in contrasto con gli altri o anche in competizione con gli altri compagni, con gli stessi adulti. L’età della scuola dell’infanzia è un tempo della vita nella quale, forse più che in altri momenti, la bambina ed il bambino vogliono, come detto, sperimentare e nello stesso tempo controllare le proprie capacità di relazione con il mondo esterno.
Il laboratorio può rappresentare, in questa fase dello sviluppo nel quale bambina e bambino costruiscono la propria autonomia provando a rispettare le regole che essi stessi hanno stabilito, ma anche modificando le regole in rapporto alle situazioni relazionali che si presentano, un terreno di prova particolarmente fecondo. Il volere ‘fare da solo’ è un modo per saggiare le proprie capacità ed insieme per rapportarsi con le regole del mondo esterno. È anche, nello stesso tempo, un modo per saggiare le proprie capacità di assimilazione, di analisi e di elaborazione della propria mente.
L’autonomia non è ovviamente scollegata dalle stimolazioni costantemente operate dall’ambiente sociale: da un lato le bambine ed i bambini svolgono ormai con sicurezza compiti specifici e si pongono degli scopi mettendo alla prova le proprie forze, le proprie abilità e capacità; è inoltre evidente che nel prendere l’iniziativa si creano interferenze nelle azioni e nelle scelte degli altri.

Il laboratorio, dotato di oggetti specifici e caratterizzato da un rapporto con gli altri che privilegia le situazioni di piccolo gruppo e quindi ‘faccia a faccia’, valorizza:

  • la possibilità di imparare a “fare in modo autonomo” privilegiando il bisogno e la voglia di autocostruzione;
  • la possibilità di imparare ad agire in termini di “condivisione”, favorendo le capacità di co-costruzione e promuovendo la costruzione sociale delle conoscenze.

 



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Battista Quinto Borghi

 

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