CAPITOLO 5. Il laboratorio della comunicazione e della lingua
L’angolo della lettura
Consiste in uno spazio della sezione dedicato alla lettura. Può presentarsi in modi diversi e sotto molteplici forme:
La sezione come luogo di scrittura
Il lavoro nella sezione, quotidiano e metodico, localizzato in spazi stabili (l’utilizzo dei diversi arredi, il luogo dell’accoglienza, il posto degli oggetti personali, lo spazio della conversazione, l’angolo del libro o del gioco, il proprio posto a tavole e così via) assieme alle diverse ‘provviste’ per l’apprendimento (i libri, i giocattoli, i materiali didattici) fa sì che, nel tempo, si costruisca un senso del gruppo. La sezione si propone come aggregazione sociale all’interno della quale negoziare e applicare regole, condividere contenuti ed esperienze, cospargere gli spazi e l’ambiente di segni che contribuiscono alla costruzione di un’identità di quello specifico gruppo.
I luoghi, gli spazi, gli oggetti vengono a poco a poco marcati da segni per lo più invisibili a chi è estraneo ad essa ma che acquisiscono un’importanza fondamentale (ed una sorta di guida per lo più implicita) per chi la abita.
Si sedimenta così a poco a poco uno ‘stile della sezione’ che accompagnerà le bambine ed i bambini per l’intero ciclo di permanenza nella scuola dell’infanzia. E, si sa, uno stile è composto da un lato da atteggiamenti, mode e posture, dall’altro dalla permanenza della parola.
Le parole scandiscono il tempo delle azioni quotidiane, lo organizzano e gli danno un senso. Le parole accompagnano costantemente la bambina e il bambino tanto nella fissità quanto nella mutevolezza delle cose e degli eventi allo scopo di conservare dei significati o di attribuirne di nuovi.
Diventa perciò importante che la sezione diventi un contesto linguistico significativo, un luogo delle molteplici modalità e forme della lingua e in particolare della lingua scritta.
Il laboratorio linguistico
È evidente che, in generale, il laboratorio privilegiato per la lingua è la sezione stessa. In presenza di spazi disponibili, la realizzazione di un vero e proprio laboratorio linguistico può offrire qualcosa di più. In questo caso, si tratta di uno spazio specializzato per attività e azioni diverse fortemente connesse con l’oralità e la scrittura.
Il laboratorio linguistico è, cioè, un luogo ricco di materiali ma anche di tecnologia atta a promuovere e favorire la fruizione e la produzione linguistica.
Non è possibile redigere una lista completa dei materiali e degli oggetti per il laboratorio linguistico. Ci limitiamo a fornire alcune indicazioni di massima che è possibile adattare ed arricchire ad una molteplicità di situazione.
Attività di lettura
Sul piano del materiale messo a disposizione dei bambini occorre prestare attenzione sia alla quantità sia alla qualità ed alla varietà dell’offerta. Per quanto riguarda l’offerta di libri veri e propri è necessario produrre un’offerta ampia e varia ed è importante a questo proposito scegliere libri di genere diverso. Questa scelta ha lo scopo di promuovere in modo più ampio e verso un numero più vasto di bambini il piacere della lettura.
Sul piano dell’organizzazione, è opportuno che i libri siano catalogati ed organizzati per genere. E’ possibile individuare contrassegni ad hoc da apporre ai singoli libri: in questo modo potranno essere riordinati anche direttamente dai bambini.
Sul piano della fruizione è possibile prevedere:
La tecnologia del segno
I luoghi delle parole: dove troviamo la scrittura? Un aspetto importante è la scoperta che la lingua occupa molti spazi ed è rintracciabile in molti luoghi. Forniamo sinteticamente alcuni esempi: va da sé che la lista può essere allungata a piacere o secondo le necessità didattiche del momento.
Strumenti elettronici del comunicar
La televisione. La televisione è lo strumento comunicativo elettronico più conosciuto dai bambini: in quanto tale può essere un oggetto presente nel laboratorio allo scopo di utilizzarlo non solo come passatempo, spettacolo e divertimento ma anche come strumento di lavoro connesso con la lingua orale e scritta. La televisione offre alcune forme comunicative e narrative che possono essere conosciute ed indagate; in specifico propone generi comunicativi diversi, ognuno dei quali ha una propria grammatica ed una propria sintassi che può essere analizzata (il telegiornale, il film, il dibattito, il cartone animato, la soap opera, …). Come si propone e che cosa fa la scrittura in televisione? Parole gioco, scritte fisse, mobili, fluttuanti, colorate, cangianti; parole che si avvicinano e si allontanano, parole che vengono e vanno attraversando lo schermo, parole che diventano disegno e immagine, immagini che si trasformano in testo scritto, ecc.
Il computer. Il computer come strumento di gioco e di apprendimento in situazione interattiva: avvalendosi di software specifici, i bambini possono immergersi in un mondo virtuale di personaggi e situazioni che interagiscono con lui ma che egli ugualmente è in grado di manipolare e sui quali può intervenire.
La videoscrittura: si tratta della modalità di utilizzo più consueta e diffusa. Scrivere con il computer è un modo molto diverso rispetto al sistema carta e penna. La pagina della videoscrittura è luminosa e nella videoscrittura le parole sono scritte, appunto, nella luce. Si può scrivere e cancellare con estrema facilità; si può ritagliare e incollare; separare e replicare. A differenza del libro o del quaderno la progressione delle pagine è verticale anziché orizzontale: il testo si srotola cioè in modo simile ad una pergamena. È inoltre possibile modificare il formato della pagina e variare la posizione della scrittura. La forza della videoscrittura sta, insomma, nella sua enorme flessibilità. Con il computer, il bambino può manipolare, trasformare, modificare la scrittura in modo più rapido e semplice rispetto a qualsiasi altro mezzo.
L’ipertesto. Consiste in una serie di brani di testo, fra i quali sono definiti alcuni legami che consento al lettore di effettuare percorsi diversi a proprio piacere. In pratica, un determinato testo (o anche un disegno, una sigla, un contrassegno, un’immagine), all’interno della pagina virtuale, contiene dei ‘nodi’ che possono rimandare, basta che il fruitore lo voglia, ad altri testi, immagini, sequenze sonore, schemi, e così via. Il lettore del testo ipertestuale, come si usa dire, ‘naviga’ all’interno del mare del’ipertesto, ossia sceglie di volta in volta quale direzione prendere, se ritornare indietro, se saltare delle tappe e così via. È evidente, a differenza di quanto avviene nel caso della lettura del libro, il carattere di flessibilità e di interattità consentita dalla pagina ipertestuale.
Materiali connessi con diversi generi di lingua scritta
Saper leggere non significa solamente conoscere i segni dell’alfabeto e le regole della grammatica e della sintassi: molte informazioni ci derivano anche dai contesti di scrittura. Una determinata affermazione assume significato diverso a seconda che sia contenuta in una legge dello stato (che ha quindi carattere prescrittivo) oppure nelle pagine di un rotocalco rosa. Allo stesso modo i modelli organizzativi della scrittura sono diversi a seconda che si voglia scrivere un romanzo, una lettera d’amore o la lista della spesa. È importante, perciò, oltre al contenuto del messaggio, riconoscere o definire il genere di scrittura che si incontra o che si intende adottare. Anche in questo caso ci limitiamo a proporre alcuni esempi non esaustivi e che sono passibili di sviluppi ed approfondimenti in considerazione dei propri obiettivi educativi e della impostazione specifica del proprio lavoro didattico.
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Battista Quinto Borghi