CAPITOLO 6 - Il laboratorio scientifico-ambientale
La pedagogia dell’interesse
L’interesse rappresenta la tensione costitutiva dell’uomo a ‘essere fra’ le cose, a ‘interagire’ con la realtà che lo circonda, a stabilire un confronto e un collegamento fra sé e gli altri.
L’interesse deve essere la molla che attiva la bambina e il bambino nel suo rapporto con il laboratorio. L’interesse è curiosità, apertura, desiderio di esplorazione, voglia di fare. E’ la tensione a superare ciò che è già noto e fa parte del proprio campo d’azione per andare oltre, per dirigersi verso ciò che non è ancora noto, per aprirsi alla scoperta, al dialogo, all’incontro.
Perché un laboratorio favorisca l’interesse deve essere accogliente nei suoi spazi ed accattivante nelle offerte che propone. Non può essere un luogo freddo e distante dall’esperienza delle bambine e dei bambini, deve anzi proporsi come luogo di vita abituale, nel quale chi lo utilizza lo fa perché ritiene di potere trovare ciò che sta cercando. È un luogo vicino e non distante. È un luogo nel quale la bambina e il bambino possono buttarsi e immergersi in prima persona e non uno spazio inteso come contesto di astrazioni distaccato dalle cose concrete. Un luogo nei confronti del quale le bambine ed i bambini si aspettano piacevoli sorprese e offerte invitanti e non un ambiente noioso e stucchevole che non ha nulla di nuovo da offrire.
I rischi dello spontaneismo
Quando parliamo di interesse non intendiamo perciò, evidentemente, l’interesse spontaneo. Senza dubbio, il bambino è spontaneamente curioso e desideroso di effettuare esperienze dirette, il rischio nel quale si può incorrere è, infatti, quello di pensare che basti lasciare che le cose vadano da sole. Non è vero che qualsiasi cosa un bambino faccia o dica sia in sé valida. Anche quando ci si trova di fronte ad un bambino non solo interessato ma concentrato sulle esperienze che sta facendo, la meta, per così dire, riguarda pur sempre l’insegnante. In altre parole, il bambino cerca le proprie strade ma è l’insegnante che deve avere chiaro in testa da che parte si sta andando e dove si vuole arrivare.
L’insegnante tutor
L’insegnante ha un ruolo di guida, è il tutor del bambino. La sua abilità consiste nella capacità di saper offrire le cose giuste al momento giusto e di saperle presentare nel modo più adeguato ed efficace. Consiste anche nella sua capacità di alternare, secondo le opportunità e le esigenze del contesto, momenti di libera esplorazione e pasticciamento ed altre più strutturate e guidate.
L’insegnante svolge il ruolo, in questo senso, del sostegno. Per usare un’immagine, l’insegnante è come l’impalcatura che serve per costruire una casa. Inizialmente è l’impalcatura che mantiene in piedi la struttura ancora fragile o il muro ancora fresco. Non appena però il muro si asciuga o la struttura si consolida, l’impalcatura diventa superflua, quasi un impiccio, e deve essere tolta. Il (difficile) compito dell’insegnante consiste proprio in questo: sapere svolgere un ruolo di sostegno nel momento del bisogno ma anche sapersi togliere nel momento in cui tale sostegno non serve o non è opportuno.
Funzioni del laboratorio
Alla luce di queste considerazioni, il laboratorio ha il compito:
Caratteri metodologici dominanti
Il laboratorio scientifico-ambientale consente:
Le abilità
Il laboratorio riferito al campo di esperienza “Le cose, il tempo e la natura” rimanda da un lato all’educazione scientifica, dall’altro all’acquisizione di una sensibilità ecologica.
C’è chi ritiene che questo laboratorio debba essere per lo più portatore di conoscenze, attribuendogli il ruolo di ‘organizzatore’ dei fenomeni osservabili. Una diversa posizione si fonda sulla convinzione che il laboratorio scientifico-ambientale debba essere veicolo di focalizzazione dei processi, prestando attenzione alle strutture organizzative che stanno dietro ai fatti ed alle cause che li generano. Si tratta di un approccio problematico che tiene conto della complessità della realtà ambientale ed ammette la possibilità di più letture.
Si pensa, in questo senso, a tre livelli del laboratorio scientifico-ambientale.
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Battista Quinto Borghi