Accademia Naven
Crescere con i laboratori
8.3. Il laboratorio delle attività espressive: la polivalenza dei linguaggi

Un linguaggio plurale

Il laboratorio del campo di esperienza ‘messaggi, forme e media’, si incrocia e si coniuga con le abilità legate alla corporeità, alla logica, all’espressione, alla consapevolezza di sé e della propria identità.

I linguaggi del corpo
Il laboratorio dei linguaggi espressivi incontra questo ambito nella duplice versione del ‘corpo vissuto’ e del ‘corpo rappresentato’.
In relazione al primo aspetto, è possibile individuare ambiti di attività quali:

  • l’osservazione e lo studio delle espressioni del corpo e delle sue parti, del viso, delle mani, dei movimenti del corpo intero;
  • le parole per descrivere il corpo e le sue espressioni; io, i compagni, le immagini delle fotografie, dei giornali, della televisione;
  • la partecipazione emotiva attraverso la drammatizzazione e la recitazione: l’imitazio­ne, la proiezione, l’identificazione;
  • il corpo ed il suo sfondo: i contesti del corpo;
  • il corpo nell’attività mimico-gestuale: il rapporto con il ritmo, l’uso di oggetti come cerchi o asticelle con fettuccia, realizzazione di figure, la coreografia. 

In relazione al corpo rappresentato è possibile individuare ambiti e tecniche di attività quali:

  • Iterazione (sovrapposizione): ripetizione/ri-produzione e spostamento dell’imma­gine tramite ricalco o ricorso al vetro;
  • oltre la bidimensionalità: con carta (pieghettata), filo di ferro, creta, ...
  • tracce e percorsi: uso di simboli;
  • ingrandimenti e riduzioni;
  • studio di schemi di corpo in movimento;
  • sculture;
  • rappresentazioni mimiche;
  • movimenti di danza accompagnati da musiche, ...

Il linguaggio verbale
Questo ambito richiama il tema delle ‘parole nell’arte’, ossia dell’uso del linguaggio orale o scritto a fini espressivi.
Per la lingua parlata esemplificativamente indichiamo:

  • la scoperta dei ritmi delle parole, dei loro suoni, delle assonanze; parole in rime;
  • i molti modi nei quali le parole possono essere pronunciate;
  • le parole dei personaggi (quali sono le parole del lupo, quali di Cappuccetto, ecc.);
  • i toni della voce (‘come’ raccontare una storia?);
  • giochi di dialoghi fra due personaggi (ma­rionette);

Per la lingua scritta indicativamente proponiamo:

  • raccolta di scritte, da sole o abbinate ad immagini;
  • giochi con collage di lettere; composizione di figure con scritte ritagliate;
  • osservazione della scrittura sullo schermo (le scritte scorrono, si avvicinano e si allontanano,  si gonfiano e si restringono, si muovono sullo schermo;
  • giochi della parola scritta con la macchina da scrivere, con il computer.

Verso il laboratorio – gioco
Questo laboratorio si apre a diverse possibilità di attività di progettazione dell’ambiente e di gioco: offriamo indicativamente alcuni spunti:

  • Giochi diversi sulle forme geometriche: disegnare li­nee chiuse, giochi di riempimento di superfici, attività con forbici e colla;
  • Riproduzione di ritmi grafici (ad esempio il modulo continuo della staccionata, lo schema ripetuto dei piani del grattacielo, la fuga degli archi dei portici, le capriate di un soffitto, le croci inclinate delle pareti della casa sassone, i ‘giochi visivi’ della pavimentazione di una piazza, ...
  • Individuazione di ritmi sonori di un contesto: lo scroscio dell’acqua, il trillo intermittente del telefono, il ritmo del treno, l’accelerazio­ne dell’automobile, ...;
  • gli ingrandimenti di figure e di particolari di figura, le proporzioni fra le parti;  
  • la descrizione e rappresentazione di percorsi, mappe, giochi con labirinti;
  • lo studio dello spazio: vuoti, pieni; sopra, sotto;  riempire, tracciare i contorni;
  • lo spazio progettato: un plastico, le prese dell’orto, il fosso in aula, ...

Il gioco del progettare
Questo ambito si pone il problema della sistematizzazione e della razionalizzazione dei materiali e dei prodotti espressivi. Esemplificativamente proponiamo:

  • La realizzazione di un archivio delle immagini: di animali, delle piante, delle case e delle piazze, della campagna e del bosco, dei mezzi di trasporto, ...
  • i materiali e gli oggetti della natura: le raccolte dei sassi, delle conchiglie, dei semi, delle foglie, ecc.,  per la loro l’osservazione la classificazione, l’orga­nizzazione di una mostra (ad esempio delle piante presenti nel parco), di un catalogo (ad esempio il fogliario), ecc.
  • lavorare con la luce: la lente di ingrandimento e le sue potenzialità, le trasparenze e le opacità, il caleidoscopio;
  • lavorare con l’aria: il soffio e le modalità e­spressive della respirazione, l’azione del vento sui movimenti del corpo, ...
  • I confini ed i contorni: giochi di ritaglio, di ricalco, disegno di percorsi, di labirinti, ecc.

Il luogo dei linguaggi espressivi
Questo ambito fa anche riferimento allo studio delle diverse grammatiche dei linguaggi espressivi, cioè gli strumenti, le tecniche e le modalità tipiche per lo svolgimento delle attività grafiche, pittoriche e plastiche (ad esempio lo studio del colore, le relative tecniche d’uso, il collage, il decoupage, l’incisione, il graffito, il restauro, ecc.), delle attività drammatico-teatrali (le diverse forme della gestualità, dai giochi mimici, alle marionette, alla vera e propria drammatizzazione di situazioni date da un copione), delle attività sonore e musicali (l’utilizzo di strumenti vari, l’ascolto di musiche, la produzione di partiture) e dell’educazione mass-mediale (l’utilizzo di strumenti di riproduzione dei suoni, come il registratore; le molteplicità di fruizione del mezzo televisivo: analisi della pubblicità, di film, di programmi specifici, di ‘formule comunicative’ come le scritte, le sigle dei programmi, ecc.; l’approccio al computer ed alle sue forme d’uso utilizzando software specifici).

La propria e l’altrui identità
Forse più di altri il campo dell’espressività e della creatività è in grado di evidenziare le potenzialità individuali e soggettive. Mai come in questo ambito è possibile affermare che non esiste una sola soluzione, una sola modalità di approccio, una sola prospettiva. Immagine, suono, gesto e media, si propongono come sia palestra individuale (in cui prevale il confronto con se stesso), sia come luogo collettivo di forte interazione e di scambio.
Inoltre, dalla rappresentazione, esecuzione, drammatizzazione, rapporto coi media è favorito un rapporto con le esperienze e con le cose attraverso forme molteplici e flessibili. Un aspetto significativo in questo senso riguarda il rapporto problematico e aperto con le differenze. A titolo esemplificativo si può pensare: 

  • ai molti modi di disegnare una casa o un albero purché si esca da schematismi e stereotipie;
  • alle molteplici forme dell’identità sessuale rintracciabili anche negli stili, nei ruoli, nei gesti della drammatizzazione;
  • i modi uguali e differenti di vivere di persone diverse e lontane da noi: lo studio delle case, degli ambienti di vita, delle abitudini alimentari, ...

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