Accademia Naven
Il nido d'infanzia nel sistema educativo
4/01 - Il tempo a due dimensioni

Tutto avviene nel tempo.
È l’ambito entro il quale viene determinata sia la giornata del bambino (le esperienze, le conoscenze, le relazioni e, in una parola, lo sviluppo) sia l’organizzazione del lavoro degli adulti che svolgono un ruolo educativo e di cura.
Possiamo pensare a due aspetti del rapporto organizzativo con il tempo: la dimensione oggettiva e quella soggettiva.

Il tempo oggettivo

Il tempo come struttura oggettiva: si tratta di una dimensione dalla quale dipendiamo e con la quale dobbiamo continuamente fare i conti perché non la possiamo manipolare a piacere. Il tempo scorre inesorabilmente ed ogni ora ha la durata di qualsiasi altra ora indipendentemente dalla nostra percezione e dalle condizioni in cui siamo. La stessa cosa avviene ad esempio per il tempo biologico o dello sviluppo: non è più di tanto influenzabile, poiché risponde a regole genetiche e biochimiche relativamente fisse e noi possiamo intervenire solamente in modo più che limitato. Per questo motivo, ad esempio, è inutile forzare lo sviluppo ma occorre invece accompagnarlo ed assecondarlo secondo le regole del suo svolgersi. Qualcosa di simile vale anche per la giornata educativa del bambino o per il proprio orario di lavoro. Per fare un altro esempio, gli orari del pasto sono inevitabilmente fissi per ragioni organizzative e non sono sempre facilmente modificabili. Il compito educativo del nido d’infanzia consiste, da questo punto di vista, nella capacità dell’educatore di coniugare l’organizzazione del lavoro con i bisogni dei bambini cercando di formulare la proposta giusta al momento giusto, di proporre una certa attività a tempo debito e per una durata opportuna, quando cioè si pensa che possa essere particolarmente efficace perché è in linea con lo sviluppo. 

Il tempo soggettivo

La dimensione soggettiva (o culturale) del tempo è quella che controlliamo sulla base delle scelte o delle decisioni che prendiamo. Possiamo decidere di allungare oppure accorciare una certa attività, così come possiamo interromperla o riprenderla. Allo stesso modo compiamo le azioni quotidiane secondo i ritmi che appaiono maggiormente a nostra misura: possiamo scegliere ad esempio di guidare l’automobile più o meno velocemente, oppure di dedicare un tempo definito per lo studio ed un altro per il divertimento o lo svago. Attraverso il tempo soggettivo ci auto governiamo e prendiamo, per così dire, le misure di noi stessi. 

Bambini e adulti

La stessa cosa vale anche per i bambini: sanno immergersi profondamente nei giochi di esplorazione dei materiali, sanno estraniarsi pienamente dal contesto di vita reale per immergersi in un altro completamente fantastico in occasione, ad esempio, dell’ascolto di una storia, sanno rimandare la soluzione di un gioco che ormai conoscono molto bene per provare una maggiore soddisfazione e così via. A volte sono anche impazienti e non sanno aspettare che la minestra si raffreddi o che l’educatrice non li raggiunga immediatamente in risposta al loro richiamo.
Il compito educativo del nido consiste, da questo punto di vista, nell’aiutare il bambino a trovare il proprio tempo giusto, secondo lo stile di ognuno. È anche utile che i bambini trovino progressivamente i propri tempi anche da soli. L’impegno educativo del nido consiste soprattutto nell’aggiustamento di ognuno alla dimensione sociale del tempo: si inizia a pranzare insieme e progressivamente ci si abitua a terminare insieme, pur nella flessibilità dell’approccio individuale al cibo; i tempi di gioco e di attività sono comuni ed ognuno deve imparare a tenere conto dei tempi degli altri.

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Battista Quinto Borghi
Ultimo aggiornamento: 28 07 2026

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