L'idea di organizzazione del tempo all'asilo nido si muove su due livelli.
Il primo è rappresentato dalle regole che ne determinano il funzionamento. Si tratta degli orari di apertura e di chiusura, dei momenti della giornata nei quali è stata regolamentata uscita anticipata dei bambini, oppure la durata massima del tempo prolungato pomeridiano per le famiglie che ne hanno necessità. La stessa cosa vale per gli orari del personale come l'eventuale scelta del part-time da parte di qualcuno, il calendario scolastico. Tutti questi aspetti sono regolamentati al di fuori del nido ed è il frutto di regolamenti, contratti, accordi sindacali. Si tratta della dimensione fissa del tempo istituzionale e non è immediatamente modificabile sulla base della volontà del momento dei singoli.
Il secondo coinvolge più direttamente la vita del nido e riguarda le regole interne che governano l'organizzazione operativa del lavoro degli adulti. Si può ad esempio essere più o meno flessibili nell'applicazione di alcune regole di funzionamento, come il rispetto degli orari di accoglienza e commiato, oppure l’avvio o l’interruzione di attività. È possibile assumere un atteggiamento formale e quindi applicare, per così dire, alla lettera le regole, oppure interpretarle in modo flessibile cercando di venire incontro alle esigenze di qualche famiglia che pone problemi particolari o chiede eccezioni.
Il tempo di lavoro dell’adulto non coincide con il tempo di permanenza del bambino al nido. Il tempo degli adulti è regolamentato da un contratto di lavoro che prevede un certo numero di ore settimanali fisse da distribuire nelle giornate lavorative, in modo tale da garantire permanentemente il rapporto di cura. L’orario di lavoro del personale educativo non è perciò una variabile indifferente nel determinare la qualità educativa del servizio. Predisporre un buon orario di lavoro significa tenere conto di una molteplicità di fattori che non è sempre facile mettere insieme. Si richiede infatti da un lato il rispetto del contratto e l’attenzione alle esigenze del lavoratore, dall’altro il bisogno di stabilità delle figure di riferimento dei bambini. Si tratta di un equilibrio non sempre facile da mantenere. Può accadere che le esigenze degli adulti (non va per altro dimenticato che per la grande maggioranza si tratta di personale femminile) siano imprescindibili, come ad esempio difficoltà famigliari urgenti che richiedano orari particolari oppure che comportino l’utilizzo dell’istituto del part-time. Se per un verso tali esigenze sono da considerarsi legittime e comprensibili, occorre d’altro canto prestare attenzione affinché un orario eccessivamente frammentato o discontinuo finisca per ricadere negativamente sui bambini.
L’organizzazione dei turni di lavoro degli educatori rappresenta un aspetto importante poiché da un lato si prefigge lo scopo di offrire un servizio educativo di qualità, dall’altro presta attenzione all’impiego oculato delle risorse. Il dilemma di una buona distribuzione degli educatori nella giornata educativa si muove nella ricerca di un equilibrio ottimale fra opposte esigenze: bisogni dei bambini, necessità di razionalizzazione del servizio tenendo conto delle regole esistenti, esigenze degli stessi educatori.
Da un lato i bisogni del servizio sono:
D’altra parte, vi è anche la necessità:
A questo si aggiunge che occorre organizzare un orario che sia compatibile:
In relazione all'organizzazione della giornata del bambino al nido le scelte che si effettuano sono destinate ad incidere fortemente. Regolano le sue esperienze, determinano le relazioni, scandiscono i ritmi di vita di tutti. Dipenderà infatti dagli orari degli educatori per stabilire chi lo accoglierà al mattino e da chi si congederà alla sera, in quale misura parteciperà a gruppi di lavoro in relazione alle scelte di compresenza degli adulti effettuate a monte e così via. L’organizzazione del tempo di lavoro degli adulti non è, insomma, indifferente alla determinazione della qualità del servizio erogato. Per questi motivi è importante prestare adeguata attenzione alla relazione adulto-bambino. Uno degli aspetti da salvaguardare riguarda infatti la continuità di tale rapporto. Dopo il primo inserimento, caratterizzato da un’accoglienza accurata ed un’azione di sostegno all’ambientamento puntuale e mirata, è importante che anche nelle fasi successive la relazione sia attenta. Può essere utile periodicamente monitorare ciò che avviene nella relazione fra adulti e bambini in determinati periodi.
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Battista Quinto Borghi
Ultimo aggiornamento: 28 07 2026