Si tratta di un piano di lavoro in costruzione e il presente scritto contiene l'indice tematico degli argomenti trattati che saranno via via inseriti fino al loro completamento.
Il nido d’infanzia è nato ufficialmente con la legge 1044 del 1971, che lo istituisce, affidandone la regolamentazione alle Regioni o alle Provincie autonome e la gestione ai comuni de ai privati convenzionati.
Da allora sono passati più di cinquant’anni.
Il loro numero è enormemente aumentato ed è diffuso sia nelle grandi città sia nei centri rurali, spesso in forma consorziata. Nel complesso i nidi d’infanzia (il riferimento è ai dati Istat del 2021) ospitano poco più del 33% dei bambini nati (a fronte del 38% della media dei paesi europei.
È necessario, tuttavia, prendere atto che il lavoro non è terminato: nonostante il buon sviluppo e la notevole espansione degli asili nido, le liste d’attesa continuano, in molte realtà, ad essere lunghe e conseguentemente sono presenti molte richieste inevase. La domanda continua a superare l’offerta. Sarebbe necessario, perciò, costruire ed aprire altri nidi, sia nelle realtà più fortemente industrializzate che vedono i genitori impegnati nel lavoro, sia nelle realtà più povere nelle quali la presenza e il funzionamento dei nidi è indispensabile per lo sviluppo economico dei territori che in questo modo possono avere maggiore mano d’opera disponibile.
Attualmente, accanto ai nidi d’infanzia gestiti dai comuni, che rimangono pur sempre il nucleo storico ed il punto di riferimento saldo sul piano organizzativo e pedagogico, sono in funzione quelli gestiti da cooperative di servizi, associazioni e imprese del cosiddetto “terzo settore”.
Nel frattempo, si stanno affacciando all’orizzonte nuove necessità e nuove opportunità.
Innanzi tutto, ci troviamo di fronte al vecchio problema di sempre che è quello dei costi. Alle origini, il nido era un servizio gratuito rivolto alle famiglie meno abbienti. Il loro numero era modesto, distribuito in modo disomogeneo nel territorio nazionale. Ben presto però sono state introdotte tariffe che a loro volta sono aumentate con l’aumento del numero dei servizi. L’obiettivo di tornare alla gratuità come servizio di diritto per tutte i bambini e le loro famiglie costituisce un obiettivo periodicamente dichiarato ma ancora assai lontano dalla possibilità di essere realizzato.
Assistiamo inoltre alla prospettiva, emersa in questi ultimi anni, di realizzare nel tempo un servizio unitario e in continuità fra il nido e la scuola dell’infanzia attraverso la realizzazione di un unico sistema zero-sei. Al momento attuale ci troviamo ai primi passi e in una fase sperimentale.
Da un lato è importante fare il punto sulla solida esperienza di questi anni. Si è trattato di un periodo storico nel quale l’attenzione alla qualità della vita dell’infanzia è cresciuta notevolmente. Il nido è stato anche un terreno di ricerca su e intorno all’infanzia. Ha contribuito a costruire nuove consapevolezze sia organizzative, sia educative e formative. Dall’altro occorre tenere presente che siamo in una situazione in movimento e ci aspettano, non tanto in là nel tempo, nuovi assetti.
Il materiale che qui di seguito si propone è una riflessione sul benessere dei bambini, uno strumento di lavoro delle educatrici, sull’organizzazione dei tempi e degli spazi, sulle attività e sulle esperienze via via offerte.
I diversi contributi che via via compaiono nella sezione ("Il nido d'infanzia nel sistema educativo") possono essere consultati, scaricati e letti ognuno in forma indipendente perché ognuno si focalizza su un aspetto specifico. Ogni contributo è però in interconnessione con altri, in una visione unitaria e globale intorno al nido d’infanzia inteso come il primo segmento del sistema formativo.
Il nido infanzia è come un organismo vivente, un sistema complesso la cui organizzazione e gestione richiede ruoli, funzioni, professionalità e approcci disciplinari e scientifici differenti che devono essere continuamente integrati e armonizzati fra loro.
È inevitabile, perciò, che il progetto sia organizzato in parti, lo scopo di ognuna delle quali sviluppare i nuclei tematici di fondo attraverso la proposta di singoli documenti ognuno dei quali sviluppa un argomento specifico.
Il progetto è organizzato nelle seguenti parti.
(1) Il nido d’infanzia come contesto ecologico di sviluppo del bambino
L’asilo nido è uno spazio per il bambino nel quale egli compie le prime esperienze di crescita affettiva, cognitiva e di interazione fra pari ed apprende le prime regole di vita comune. Si propone come luogo di educazione e di formazione per il bambino di età compresa fra zero e tre anni. Sono diversi i nodi cruciali da mettere a fuoco per una fondazione socio-psico-pedagogica dell’asilo nido.
(2) Le radici
Nel panorama del sistema educativo il nido d’infanzia è relativamente giovane, poiché è nato nella seconda metà del Novecento, mentre la scuola dell’infanzia e la scuola primaria affondano le loro radici già nella prima metà dell’Ottocento. Nel suo poco più di mezzo secolo di vita ha visto un’evoluzione importante: nato dalla necessità di superare situazioni contingenti si è evoluto in risposta ai bisogni delle famiglie e dei bambini in crescita.
(3) Gli spazi come contesto di vita
Organizzare gli spazi del nido in funzione del benessere del bambino e delle persone che lo abitano non significa riferirsi esclusivamente alla loro distribuzione fisica ed alla collocazione dei materiali e degli arredi. È importante “abitare gli spazi” perché influenzano i comportamenti dei bambini e degli adulti, favoriscono o ostacolano la comunicazione, promuovono o scoraggiano l’iniziativa, sostengono e rinforzano i processi percettivi, motivazionali, emotivi, sociali e culturali.
(4) I tempi del bambino al nido
Occorre saper guardare vicino e lontano. È importante prendere in considerazione due aspetti distinti ma fra loro complementari e correlati. Il primo, che guarda vicino, si interessa dei tempi che, con i loro ritmi e le loro scadenze scandiscono la giornata dei bambini e degli adulti. Il secondo, che guarda lontano, si focalizza sui tempi di sviluppo del corpo, della mente e degli affetti del bambino.
(5) Il nido nel processo educativo
È la parte in cui sia la singola educatrice, sia il gruppo di lavoro nella sua unitarietà sviluppano e muovono la loro professionalità nella prospettiva del bambino in crescita. Prende in considerazione i momenti fondamentali della vita educativa al nido attraverso l’individuazione delle strategie e degli strumenti più significativi ed efficaci per una pedagogia del nido di qualità: l’osservazione, la progettazione, la documentazione, la valutazione, la qualità.
(6) Il bambino e la famiglia
Quando entra un bambino al nido entra anche una storia nuova storia famigliare e una nuova visione del mondo. Il compito fondamentale del nido è quello di sapere ascoltare, accogliere e integrare le diverse voci nella prospettiva della creazione di una comunità incentrata sulla partecipazione e sulla condivisione dei valori comuni.
(7) Letture
Questa parte costituisce una piccola antologia in progress in cui sono raccolti contributi di diversi autori su alcuni temi specifici.